Storia de' rivolgimenti politici nelle due Sicilie, dal 1847 al 1850, Volumi 1-2

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Fibreno, 1851 - 267 pagine
 

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Pagina 35 - Siciliani! Il tempo delle preghiere inutilmente passò. Inutili le proteste, le suppliche, le pacifiche dimostrazioni. Ferdinando tutto ha sprezzato. E noi popolo nato libero, ridotto fra catene e nella miseria, tarderemo ancora a riconquistare i legittimi diritti? All'armi figli della Sicilia. La forza di tutti è onnipossente : l'unirsi dei popoli è la caduta dei re.
Pagina 99 - E per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le Nostre truppe, entrando sul territorio della Lombardia e della Venezia, portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana.
Pagina 99 - I destini d'jlalia si malurano : sorti più felici arridono agli intrepidi difensori di conculcati diritti. Per amore di stirpe, per intelligenza di tempi, per comunanza di voti, noi ci associamo primi a quell'unanime ammirazione che vi tributa l'Italia. Popoli della Lombardia e della Venezia,., le nostre armi che già si concentravano sulla...
Pagina 72 - Sua non ignora quante volte per solo amore di pace noi l'abbiam sollecitata umilmente a degnarsi di accogliere la nostra dimissione. Ma quando la Camera tradita nella sua fremente ambizione, si lascia trascorrere in maligne accuse, che uomini d'intemerata vita non si abbasseranno mai a combattere; quando con novello stranissimo indirizzo, trascendendo essa i mezzi che la Costituzione, le offre, osa fare alla indipendenza, de...
Pagina 50 - Palazzo reale, monaci inermi assassinati nel loro convento dai soldati, mentre il popolo rispetta, nutre e riguarda da fratelli tutti i soldati presi prigionieri, questo è lo stato attuale del paese. Un comitato generale di pubblica difesa, e sicurezza esiste, VE se vuole potrà dirigere allo stesso le sue proposizioni.
Pagina 51 - Signore che ci percuote, il quale vuol soddisfazione dei nostri peccati e di quelli dei popoli; ma senza tradire i nostri doveri, Noi non ci possiamo astenere dal protestare solennemente al cospetto di tutti (come nella stessa sera funesta 16 nov.
Pagina 68 - Stato, e così preservar di rimbalzo il resto della minacciata Italia dalla funesta dissoluzione d'ogni ordine sociale, noi non fummo perplessi a richiamar subito nel Reame quella parte del napoletano esercito che già preparavasi a combattere pugne gloriose in regioni esterne, mostrammo dall'altro che, non dovendosi eriger trofei alle civili vittorie, ogni rincrescevole classificazione tra vinti...
Pagina 70 - Noi e da due camere, cioé l'una di pari, e l'altra di deputati: la prima sarà composta d'individui da Noi nominati; la seconda lo sarà di deputati da scegliersi dagli elettori sulle basi di un censo che verrà fissato » « L'unica religione dominante dello stato sarà la cattolica, apostolica, romana, e non vi sarà tolleranza di altri culti...
Pagina 52 - ... nessuna legalità. Le dure verità e le proteste ora esposte ci sono state strappate dal labbro dalla malizia degli uomini e dalla nostra coscienza, la quale nelle circostanze presenti ci ha con forza stimolati all'esercizio dei nostri doveri.
Pagina 80 - Noi vediamo in questa pretensione un inconveniente di ben altro più grave genere, il quale disordina in sul suo nascere quella generale tendenza degli spiriti a ricomporre in guisa le varie parti della gran famiglia italiana da prestarsi a vicenda fra loro un potente, generoso ed amorevole sostegno. Poiché, non potendo somministrare la Sicilia se non un piccolo contingente di forza pubblica, proporzionato all'attuale sua popolazione di circa due milioni di abitanti, nulla di più facile ad un ambizioso...

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