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della terra, pensando forse di farvi per questa via memorabile tra la gente; poichè così si parla di coloro, che fanno qualche eccessivo male, conie di quelli, che fanno qualche gran bene. E se si trovò già un uomo, che per acquistar fama abbruciò il tempio di Diana Efesia, non saria maraviglia, che voi per acquistarla molto mag. sgiore voleste abbruciar il mondo. Che per dir pur il vero, a che altro fine potete voi dire che l'imperatore di ragione può pigliare le terre della Chiesa, deprimere il papa, levargli lo stato e l'autorità, tenerlo preso, e dir che questo e gran o servizio di Dio; cercare con tante bugie di persua dete all'imperatore, che S. Santità è il più perfido ingannatore e mal uomo che sia al monido, e che non pensa in altro che in offenders. Maesta, e in ultimo dire ch'egli non è papa nè cristiano: a che fine queste scellerate parole, questi portenti di natura? se non perchè il papa Fi una parte pensando per le parole vostre, che impotore tenga desiderio d'occupare lo stato della Chiesa, e così mala opinione della persona. sua, come voi gli vorreste persuadere, non si fidi di S. Maestà e si disponga a non essere mai soo amico; e per mera disperazione si metta in tutti quegli estremi che seco porta la disperazione. Per l'altra l'imperatore, vedendo questi modi, resti esso ancora in continua diffidenza di S. Santità, e così l'uno contra l'altro stiano con i cuori indurati macchinando di offendersi per ogni via; e frattanto i cardinali e i principi cristiani, vedendo il papa preso, senza stato, senza autorità, e la Chiesa di Cristo in confusione, deliberino in Francia, o Inghilterra, o nella Magna, o dove si sia di far un altro papa, e così si ponga in piedi uno scisma in questi tempi turbolentissimi di eresie e di guerre, e si distrugga del tutto

la cristianità, e si apra la porta ai Turchi e ai Mori che possano entrare in Italia, in Ispagna e dove più piacerà loro senza contraddizione alcuna. Ben si conosce che i vostri disegni e desiderii tendono a questo fine; e che per conseguirlo non avete trovato mai mezzi; perchè, come ognu. nosa, la cagione di tutti i mali che sono passati e di quelli che ancora durano, è stata sempre nudrita da alcuni maligni spiriti, che hanno procurato di far credere, per una parte al papa, che l'imperatore gli voleva levar Roma e tutto il dominio temporale della Chiesa, e disfar tutti i signori e potentati d'Italia, e dominarla tiran. nicamente: altri per altra parte hanno fatto cre dere all'imperatore, che il papa non lo voleva tanto grande; e per questo si accordava con Francia per batterlo e levargli il regno di Na. poli e lo stato di Milano, e privarlo dell' impe rio, e usar contra S. Maestà tutte le armi spirituali e temporali a questo effetto. E tanta dili. genza ha posto il diavolo in seminar odio e discordia che sono succeduti quel diabolici effetti che tutti abbiamo veduto. Ora cominciando la verità a dimostrarsi, e vedendosi molti segni così del buon animo del papa verso l'imperatore, come di quello di S. Maestà verso il papa: come li marinari, da lunga e pericolosa tempesta combattuti, vedendo il porto cominciano a sperar salute; così la cristianità, e massimamente la lacerata e distrutta Italia, comincia ora a prendere qualche speranza di quiete. E perchè o gnuno fa l'uscio suo; come di questo principio di bene si attristano i mali, così si allegrano i bnoni; e come questi travagliano con lo spirito e con le forze del corpo e con tutti i sentimenti, acciocchè succeda il bene, così quelli usano tutte le arti, tutte le malizie, tutti gl' inganni, perchè l'incendio della guerra, le ruine e distruzioni non solo durino, ma ogni dì si facciano maggiori. Temo io adunque, che voi siate uno di quelli, che non vorrebbe veder fine a travagli della cristianità; e la cagione non saprei io a chi attribuire se non alla qualità vostra. Nè penso io già, che Dio abbia permesso che voi siate tale, perchè di questa vostra mala volontà debba, nascere bene alcuno, come voi dite che permette di Lutero: spero bene che non avrete forza da compire i vostri mali desiderii; e che siccome l'imperatore ha cominciato a dar rimedio alle ruine della cristianità con la liberazione del papa, così seguiterà servendo a Dio, e pagandogli tante grazie, che gli ha dato, e gli darà ogni dì, e farà di modo, che sarà degno di riceverne ancora di molto maggiori con tanta gloria al mondo, quanta abbia mai avuto alcun principe. E voi altri, spiriti maligni, ministri del diavolo, starete rodendo voi stessi con l'odio e invidia, che avete di veder bene alcuno al mondo. E perchè nella vostra lettera, dopo l'aver detto che non sapete che perseveranza o ostinazione io abbia veduto in voi, confermate che siete per mantenere quello, che avete scritto: non mi maraviglio, che, oltre le altre vostre virtù, siate ancora ostinatissimo e determinato di persistere sempre nel male con opere conformi a quello che dite; mo strando la malignità vostra in ogni cosa; nè so che altro testimonio si abbia da cercare alla vita di colui, che scusa i sacrilegii, gli omicidii, gl'incendii e le ruine; e dice che la distruzione di Roma e della chiesa è stata per beme della cristianità, e lauda coloro che hanno tenuto preso il papa e i cardinali con tanto vituperio, che già imaginandosi che ciò una volta potessero far i Turchi, tremavano gli animi

de'buoni cristiani. E per certo, poichè volete mantener quello che avete scritto, io vado pur imagimando quali saranno questi giudici, innanzi ai quali volete provare che chi tiene il papa e i cardinali presi, non solamente non è scomunicato, ma merita molta lode e fa molto servizio a Dio, e che tutta la cristianità gli ha da restar obbligata, e che il canonista che non lo consente mostra d'aver poco giudizio, e che per questo il papa sta molto meglio in poter dell'imperatore, che in altra parte; e che liberandolo me succederanno molti niali; e tenendolo preso, i prudenti e savi, conoscendo che così conviene al bene della cristianità, lo terranno per molto ben fatto e loderanno la prudenza e virtù di S. Maestà, e i semplici e ignoranti, al falso giudicio dei quali impossibile è satisfare, saranno. quelli soli che la biasimeranno, di mamiera che secondo voi tutti quelli che hanno supplicato all'imperatore "i il papa, e quelli che hanno avuto dispiacere della sua prigionia e delle ruine di Roma e d'Italia, tutti sono semplici e ignoranti e di falso giudizio; e il medesimo imperatore che gli ha esauditi e sentito dispiacere, pur sarà ignorante. Non vedete voi, p" e impudente, che incolpate tutti i buoni? che io per me posso giurare di aver veduto in questo caso le lagrime di tutti i prelati, di tutti i signori e finalmente la pubblica mestizia e lutto universale di tutta Spagna. E bench'io abbia ricevuto tanto onore e tante cortesie da questa eccellentissima nazione, che mai non sono per iscordarmele, tal ch'io non mi riputerò giammai di essere meno Spagnuolo che Italiano; pur quello che più che tutto il resto mi ha obbligato, è stato il veder l'universal dolore e compassione che i grandi e piccioli, uomini e donne, mobili e ignobili, poveri e ricchi e d'ogni sorte hanno tenuto della ruina di Roma e delle calamità del papa; e voi solo con alquanti simili a voi in così aspra persecuzione quando gli animali irrazionali, le fiere e le pietre mostravano dolore, voi vi siete allegra

to della distruzione del mondo, e con nuova

crudeltà, in luogo di compassione, che è solo refrigerio dei miseri, avete voluto commover odio contra le misere reliquie rimase dello incendio di Roma e della chiesa, e avete voluto imitare la scellerata parola di quel perfidi Giudei che dissero a Pilato per indurlo a giudicare a morte il Salvatore: Si hunc dimittis, non es amicus Caesaris; non solamente dicendo, ma scrivendo che se l'im

eratore libera il papa non si potrà scusar che di

ui non resti molto mal concetto nell'animo della gente? e che dopo non sapete quello che diramno di lui, nè che conto esso darà a Dio di non aver saputo usare di così buona occasione per far servizio a Dio e bene tanto memorabile alla cristianità. Non vedete voi medesimo quanta ingiuria si fa al mondo a lasciarvi sopra la terra ?

Quali più scellerate parole furon mai dette? qual

più abbominevole consiglio fu mai dato a principe del mondo? qual pestifera lingua osò mai promunziar voce tanto inumana e bestiale? Voi adunque, nuovo riformator degli ordini e delle cerimonie cristiane, nuovo Licurgo, nuovo conditore di leggi, correttore dei santi concilii approvati, nuovo censore de'costumi degli uomini dite, che l'imperatore riformi la Chiesa con tener preso il papa e i cardinali; e che facendolo, oltre al servizio di Dio, acquisterà ancora nel mondo gloria immortale? e volete indurlo a far così empia e scellerata cosa ? paragonandolo a Gesù Cristo, e dicendo che se lo fa, diranno gli uomini sempre

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