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498 Capo VIII. Qual forma di volto e di per sona e quali esercizi convengano e disconvengano al cortigiano - - p Capo IX. Del modo d'imparar la grazia, e dell' affettazione. . - - s » . CAro X. Se scrivendo e parlando si debbano usare le parole introdotte dalla consuetudine in tutta Italia o le adoperate dagli antichi Toscani. . - - 1, i CAPo XI. Altre regole intorno alla perfezion del parlare e dello scrivere. Varietà della lingua fra gli scrittori si greci che lati ni. Qual sia la buona consuetudine del parlare. Della imitazione. In che consista la bontà della lingua, ecc. . - » o CAPo XII. Ancora dell'affettazione. . » la CAPo XIII. Bontà. . - - . » i CAro XIV. Lettere. Error de'Francesi, lodi di Francesco Primo loro re. Encomii delle lettere e documenti al cortigiano. . » io CAPo XV. Se siamo più eccellenti le lettere o le armi, . e • * e - » Io CApo XVI Musica e suoi encomii . » Il CApo XVII. Disegno, pittura e scultura. Se sia maggior l'eccellenza della pittura o della scultura - .- - - m Il Caro XVIII. Si propone il ragionamento del secondo libro, e se ne dà il carico a messer Federico Fregoso. . - . » li LIBRO SECONDO.

CAPo I. Proemio circa l'errore de'vecchi intorno al lodare i tempi passati, e biasimare i presenti. - - - - M)

In qual modo il cortigiano debba usare le sue buone condizioni, cd operar quelle cose che nel precedente libro s'è detto conve nirsegli.

Capo II. Difficoltà e necessità d'insegnarne le regole. . - - - - D) CAP o III. Regole universali. .. - D) Capo IV. Regole particolari intorno alla profession dell'arme, danza, musica ed agli spettacoli. . - - - - b) CAPo V. Di quello che conviene alla gioventù ed alla vecchiezza. . . . » Capo VI. Della conversazione. - 2) Capo VII. Della conversazione col principe, ossia dell'arte di servire e rendersi grato al principe. - - - - b) CAPo VIII. Della conversazione coi pari, o poco disuguali. . - - - b) CAP o IX. Degli abiti ed ornamenti del cor0, - - - - - - bo

- c" X. Degli amici. . - - 2) Capo XI. Dei giuochi. . - - D) CAPo XII. Se al cortigiano convenga esser preceduto dalla buona prevenzione. . » CAPo XIII. Alcune male creanze da evitar

si. Lingue da sapersi. - - b) CAPo XlV. Altri avvertimenti intorno al modo di conversare. - b)

CAPo XV. Delle facezie. Se appartengano alla sola natura, o ancor all'arte. D)

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5oo Caro XVI. Si dà l'impresa a messo Bermardi fibiena di parlar delle facezie, 2)

C, XVII. Del riso. Onde nasca il ridicolo. - - - - - - 2) Caro XVIII. Regole generali che dee osservare il cortigiano nel muovero il riso. » CApo XIX. Quante sorti di facezie vi sia no. Varie specie, esempio regole delle facezie che consistono nell'effetto e Po lar continuato. e - - - Mb Caro XX. Delle facezie che consistono in un detto, ossia dei motti - - M) CApo XXI. Delle burle. - e 2) Caro XXII. Si propone la materia del libro seguente, e si affida il carico di trattarla al signor Magnifico Giuliano de' Medici. A

LIBRO TERZO.

Caro I. Proemio intorno alla eccelleno della corte d'Urbino. - - - D) Capo II. Quali virtù e condizioni debbano esser comuni alla donna di palazzo col cortigiano, e coll'altre donne, e quali a lei principalmente si convengo e 2) C, il si prova la virtù delle donne. »

Donne illustri.

Caro IV. Donne romane. Alessandra regino
de' Giudei. . e - - M
CAPo V. Altre donne antiche. . »
C, vi. Donne segnalate per l'amore o

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mariti. - e - - - D) Caro vil. Donne celebri per invenzioni o

dottrina. - - - - e o

o

a Po VIII. Donne che giovarono alla granidezza di Roma. . e - - D) Po MX. Donne di Chio, di Persia, di Sparta, di Sagunto e di Germania. »

e Po X. Principesse. - - 2) Po XI. i" regina di Spagna. D) , Pc, XII. Principesse ed altre donne. »

Po XIII. Del lecito amore fra la donna o di palazzo e il cortigiano, nubili, e del

fine d'esso amore. - - - J) Apo XIV. Si propone l'argomento del quarto libro, e si dà l'impresa di ragionare al signor Ottaviano Fregoso. 2)

LIBRO QUARTO.

Apo I. Proemio intorno la morte d'alcuni, e l'esaltamento d'altri gentiluomini che intervennero ai ragionamenti di queo, st'opera. e s e e - 90 Apo II. Del fine della cortigiania e della , maniera di ottenerlo. , - - b) EAPo III. Se le virtù morali vengano dalla a natura, o s'imparino. . - - 2) CAeo IV. Se i vizi provengano dall'igno, ranza o dall'appetito. . - - x CAPo V. Se sia virtù più perfetta la continenza o la temperanza. . - 2) CAPo VI. Se al principe convenga la temperanza, e quali virtù da lei nascano. » Capo VII. Se sia migliore il governo del principe, o della repubblica. - 2) Caro VIII. Doveri del principe. Si parla della tirannia. . . . . . . » Caro IX. Se al principe s'appartenga la vita attiva o la contemplativa. Qual debba

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esser il fine, e quali le virtù del principe nella guerra e nella pace. - m CAPo X. Se la virtù si debba introdur nel l'animo prima colla ragione, o colla consuetudine. . - - - - bo CAPo XI. Altri documenti indirizzati a formare il buon principe. Si parla d'alcuni principi ed eroi. - - - l) CAPo XII. Si risponde ad alcune obbieziomi che si fanno contro le dottrine insegnate di sopra. Cortigiania di Fenice, Aristotele, Callistene e Platone. - » 3 CAPo XIII. Si dà incarico a Pietro Bembo di parlare di varie specie d'amore. » 3;

i sposTA alla Lettera del segretario Val des. - - e e - » 3

ALCUNE LETTERE DI NEGozu.

I Memoriale dato alla maestà dell'impera.

tore dal signor nunzio. - . » 433 II. A papa Clemente vu. - - » 436 III. All'arcivescovo di Capua. » 444 IV. Al nunzio in Francia. - - » 45, V. All'arcivesco3o di Capua. . - » 471 Poscritto, - - - » 472 VI. Al nunzio di Francia. - » 474

VII. A papa Clemente vii. . . » 485

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