Il lato oscuro del digitale: breviario per (soprav)vivere nell'era della rete

Copertina anteriore
FrancoAngeli, 2013 - 160 pagine
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La dimensione problematica della rivoluzione digitale - il suo lato oscuro - è oramai un tema ineludibile che va compreso all'interno delle più generali dinamiche dell'evoluzione tecnologica. Questo libro vuole innanzitutto contribuire a leggere il fenomeno nella sua articolazione e complessità per restituirne la ricchezza, l'applicabilità diffusa e anche la sua fascinosità, persino nelle dimensioni più critiche e criticabili. Ma il vero obbiettivo è contribuire a contrastare - non semplicemente riducendolo o esorcizzandolo il crescente sospetto nei confronti delle Rete e delle sue potenti tecnologie e il timore che le sue promesse non possano essere mantenute. Le inesattezze e falsificazioni di Wikipedia, il potere sotterraneo e avvolgente di Google, la fragilità psicologica indotta dagli universi digitali, il finto attivismo politico digitale svelato dall'espressione click-tivism, il diluvio incontenibile della posta elettronica, il pauroso conto energetico dei data centre, i comportamenti scorretti dei nuovi capitani dell'impresa digitale sono solo alcuni dei problemi che stanno emergendo, con sempre maggiore intensità e frequenza. Questo saggio di Granelli si pone come vera e propria guida che ci aiuta a cogliere le peculiarità di questo straordinario ecosistema e a guidarne le logiche progettuali e i processi di adozione, tenendo a bada le sue dimensioni problematiche, che vanno comprese e reindirizzate, e non semplicemente rimosse.
 

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Una colta analisi della cultura di Internet, con una sottolineatura preoccupata. Di gradevole lettura, anche se non sempre facilissima, riesce a mettere in evidenza alcune contraddizioni interne della rete mondiale. Senza distruggere nulla, riflette sull'inaffidabilità della Wikipedia, sulla presunta efficacia degli attivisti digitali, sullo spreco di energia elettrica e sul tempo che perdiamo in operazioni inutili.
Conclude con consigli non tecnici, ma di impostazione culturale, invitando a una rivisitazione di Internet da diversi punti di vista, soprattutto dei saperi tradizionali. Una chiamata alla formazione degli utenti.
 

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pp. 53-54 Uno studio del British Institute of Psychiatry ha mostrato che controllare la posta elettronica mentre si stanno svolgendo altri compiti creativi fa decrescere in quel momento di 10 punti il quoziente di intelligenza. E ciò è equivalente a non aver dormito 36 ore. Copiato da http://www.vicenzawebconsulting.it/11-cose-che-uccidono-la-produttivita/ ma anche http://headhearthand.org/blog/2012/02/09/10-digital-commandments/.
Questo è il resoconto dello studio http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CDEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.drglennwilson.com%2FInfomania_experiment_for_HP.doc&ei=rV7mUeqHIuK04ATv5oGoAQ&usg=AFQjCNGLQhvpC75q-xZHsXiQghfcdod3aQ&sig2=2gIPExMSrGHUYQZkMPXJLQ&bvm=bv.49405654,d.bGE
 

Indice

Prefazione
7
1 Doverosa premessa
11
2 Il punto di partenza
25
3 Il lato oscuro del digitale Una riflessione sistematica
39
4 Che fare? Alcuni consigli pratici
119
Bibliografia
147
Postfazione
157
QUESTO LIBRO TI È PIACIUTO?
161
I NOSTRI CATALOGHI
162
Copyright

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