Il mito dello Stato nuovo: Dal radicalismo nazionale al fascismo

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Gius.Laterza & Figli Spa - 310 pagine
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Agli inizi del Novecento, l’inserimento delle masse nella vita politica del paese divenne un problema non più rinviabile. Intellettuali e politici si misero alla ricerca di una nuova formula, per conciliare ordine e mutamento, tradizione e modernizzazione, Stato nazionale e società di massa. Sorse così il mito dello «Stato nuovo», ossia dello Stato nazionale di massa, che aveva le sue basi nell’antigiolittismo e che trovò con il fascismo un concreto tentativo di attuazione nell’esperimento totalitario.
 

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Informazioni sull'autore (2015)

Emilio Gentile, storico di fama internazionale, è professore emerito dell'Università di Roma La Sapienza. Nel 2003 ha ricevuto dall'Università di Berna il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica. Collabora al "Sole 24 Ore". È autore, tra l'altro, di L'apocalisse della modernità. La Grande Guerra per l'uomo nuovo (Mondadori), Contro Cesare. Cristianesimo e totalitarismo nell'epoca dei fascismi (Feltrinelli) e Le origini dell'ideologia fascista 1918-1925 (il Mulino), In Italia ai tempi di Mussolini. Viaggio in compagnia di osservatori stranieri (Mondadori).

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