Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Copertina anteriore
Einaudi, 2005 - 247 pagine
Christopher è un quindicenne colpito dal morbo di Asperger, una forma di autismo. Ha una mente straordinariamente allenata alla matematica ma assolutamente non avvezza ai rapporti umani: odia il giallo, il marrone e l'essere sfiorato. Ama gli schemi, gli elenchi e la deduzione logica. Non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cane della vicina trafitto da un forcone capisce di trovarsi di fronte a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Inizia così a indagare...

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Il libro parla di un bambino affetto da sindrome di Asperger, che una notte trova il corpo in fin di vita di un cane appartenente alla vicina.
Di corsa scende a vedere cosa sia successo ma, nello
stesso tempo in cui abbraccia il cane, esce di casa la padrona che lo accusa di aver assassinato il suo animale. Così il ragazzo viene interrogato dalla polizia che però poi lo lascia andare. Decide allora di investigare per capire meglio chi possa essere l’omicida di Wellington (il cane). Per fare ciò s’ispira al suo eroe preferito, Sherlock Holmes, disobbedendo all’ordine datogli dal padre.
I periodi sono molto semplici, perchè il libro è scritto in prima persona dal protagonista, che è un bambino. Il genere letterario è un romanzo-giallo.
Haddon si prefigge l’obiettivo di far capire come siano le persone affette dalla sindrome di Asperger.
Se ne consiglia la lettura, in quanto in maniera molto semplice, l'autore riesce a sensibilizzare il lettore su una malattia abbastanza diffusa oggi e della quale non sempre si parla.
 

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