Studii linguìstici

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Di Gio, 1856
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Brani popolari

Pagina 196 - Come el descendé de cel in terra In la vergene regal polcella; E cum el sostene ,passion Per nostra grande salvation ; E cum vera al dì de l'ira, Là o sera la grande roina; Al peccadore darà grameca, Lo justo avrà grande alegreca.
Pagina 168 - ... assumendo il nome generale di lingua romanza. Ma questa lingua romanza, lungi dall'essere una lingua universale comune a tutta la nostra penisola, non che alle romane province, altro non era, se non il dialetto proprio del paese dei rispettivi scrittori , più o meno forbito e modellato sopra una norma comune...
Pagina 207 - In tuta grande lialtanca, Si me adrica in quella via Ke placa a toa grande segnioria. Spirito sancto, de toa bontà Eo ne sia sempre inluminao; Inluminao e resplendente Del to amore sì sia sempre E clamo marcé al me segniore, Patre Deo creatore, Ke possa dire sermon divin, E...
Pagina 154 - Ke più desiro a celebrare. Co guardo en za de verso el mare, Si prego Deo ke guarda sia Del me...
Pagina 170 - Iatina ed italiana, le quali, mentre dall'una parte scaturendo dalla medesima fonte, contrassero la più stretta affinità fra loro, dall'altra, mercè la generale lor diffusione su tutta la penisola, contribuirono alla lor volta, nel corso di più secoli, a spargere sugli italici dialetti quella tinta uniforme che li rannoda ih una sola famiglia, comunque diversi fossero in origine , e composti de
Pagina 256 - K' el no sia drito e resanao. iNesun ge more, ni g'à grameca; Omiunca homo è pleno de alegreca. El descendé de celo in terra Per nu intro la grande guera; Per sostenire sede e fame Per lo peccao de Eva e d'Adame E li disipuli drè veniando W De terra in terra el andando; (1) Ad ammaestrare ed ammonire.
Pagina 153 - Ké la speranca me mantene Del me segnor, ke me sovene. En lui è tuto el me conforto, Camai no vói altro deporto; Ké de lui sol 9oja me nasce, Ke l me cor ten, noriga e pasce. El no me par ke l sia luitano, Tanto m' è el so amore prusimano. Eo sto en la cambra, plango e pluro Per tema k...
Pagina 64 - Otranto, per modo , che insieme ammontano ad oltre 18,000 individui, serbando ancora greca favella, e professando in massima parte il rito greco. La varia alterazione dei loro dialetti, e la mescolanza delle moderne colonie colle antiche, non ci permettono di precisare il tempo del rispettivo loro stabilimento in Italia. Interrogando gli scrittori ei documenti dei vari tempi, troviamo non dubbie tracce della presenza non mai interrotta di colonie greche nella parte più meridionale della nostra penisola....
Pagina 165 - Ed è altresì naturale e fuor d'ogni dubbio che, mentre ...la stessa lingua [latina] si generalizzava presso tutte le singole popolazioni italiche, ciascuna dal canto suo dovesse parlarla a suo modo, vale a dire colla distintiva sua pronuncia, colla propria sintassi,... Di qui appunto ebbe origine quella molteplice varietà di dialetti che distinse in ogni tempo in Italia tanti popoli estranei fra loro, e le cui discrepanze di suono, radici e di forma segnano tuttavia più o meno precisamente i...
Pagina 220 - Tu avra' sempre de lo lupo grande pagura, Et elo serà tò segnior sanca rancura. etto, come tetto, letto, che pronunzia tee, lei. Pare quindi che quest'uso nei tempi addietro fosse più esteso e forse generale, mentre ne abbiamo un esempio nella voce pegio per petto, ed in altre che verremo successivamente indicando.

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