Immagini della pagina
PDF
ePub

vi fossero fra loro dei meteques nel sérso della greca lem gislazione ; quantunque io creda che non si trovi menzione di simili clienti. Non è possibile che Roma abbia reso it suo diritto di città anche quello dei gradi più bassi talmente accessibile che se lo potesse usurpare ogni cliente aderendo ad an patrono. Quale sarebbe stato in questo caso ľ utile degli isopoliti ? e non è credibile del pari chre degli stranieri , prima che fosse stato creato un prea tore speciale per essi (532) abbiano potuto comparire in persona dionanzi ai tribunali (533). Simili stranieri pose sessori erano veramente meteques, e congetturo che una parte degli affrancati viveva sotto le medesime condizioni. Somiglierebbe si poco all'antichità che due forme avesscro. affatto il medesimo scopo, e la loro differenza poté smarrirsi cosi agevolmente ch' io non posso persuadermi che ľ affrancamento per 'vindicta e quello per census (534) abbiano conferito la medesima specie di libertà. Gl'italiani inscritti nel censo potevano acquistare il diritto di cittadin marza , ma è fùor di dubbio che per aver comessi il potere d' esercitar questo gran privilegio ,; non necessità di esser libero in prevenzione : ora io stimo che questo e non altrimenti poteva intervenire allo schiavo per la vindicta; nell'istesso modo che prima della censura di Appio Claus dio, non conseguiva pel cersus un dritto maggiore di quello degli aerarii (535.). Nell' uoa e delle altr' epoca restava cliente di colui che l' avea fatto franco, come uomo. libero, senza diritto di cittadinanza , e come cittadino romauo: nella prima non avrebbe avato che la condizione: d'un meteque.

Probabilmente gli affrancati e le loro posterità costituis vano la maggior parte de clienti, la di cui' razza primiti va , quella del tempo di Romolo doveva essere in gean, parte scomparsa. Fra i metequees e gli aerurii eranvi gli operai, e il plebeo che abbandonava l'agricoltura passava all'esercizio dei diritti di città a cui erano ristretii. Ne mancavano degli onori dei corpi sanzionati dalla legge , e i maestri delle loro arti erano cosi riputati che si nomavano da Numa avendolo per fondatore ; eråpo nove : i sonatori di flauto, gli orefici, i carpentieri, i tintori, i conciatori di corame, i calderai, į vasai; la bona maestria poi comprendeva tutte le altre professioni in gen nere (536). Questa parte dello stato non ebbe mai lo svi luppo a cui era senz'altro destinata , poiché le maestrie erano legate alle centurie', per via dei carpentieri, suonatori di tromba e di corno , come i patrizi per mezzo dei sei suffragi ( sex sufragia ).

Quelli che erano suburbani indipendenti ed isopoliti che non si erano offerti ad alcun patrono ( se tuttavia stette un simile diritto ) ed oltre a ciò i discendenti dei clienti i di cui vincoli erano rotti per l'estinzione della casa dei loro patroni, stettero estranei alle discordie dei primi cittadini e del comune, come lo furono i membri delle maestrie di Firenze alle dissenzioni che die visero le case di Guelfi e di Ghibellini. In quanto ai clienti è probabile che fossero tutti agli ordini dei patrizi.

L'EMIGRAZIONE DEL COMUNE, IL TRIBUNATO

DEL POPOLO.

Potrebbe essere che in questa scissura della nazione la preponderanza del numero non sia stata cosi decisiva dal lato dei plebei come probabilmente lo crcderebbe ciascuno

Niebichr T. II.

16

e sarebbero disposti a crederlo anche coloro che si francar rono dell'errore secondo il quale i patrizi d'allora erano una nobiltà mentre che cotesta nobiltà era realmente divisa fra i due ordini. Se rispetto al numero , l'esito di un combattimento non fosse stato dubbio pei plebei , le cose essendo sventuratamente venute a questo punto non si sarebbero mai contentati d'una convenzione che non gli rendeva che una parte dei diritti che gli erano stati involati. Frattanto il comune quand'era unito con un sol

versarj, vi avea cecità completa a non dividere le sue din verse classi , ma ad offenderle ed esacerbarle tutte insieme; negando a nobili e ricchi le dignità della repubblica; offendendo il notabile che senza ambizione tenea da uomo dabbene all'onore del suo ordine, struggendo i diritti e le libertà di tutti; offendendo l'una e l'altra classe nell'onore degli individui, pei cattivi trattamenti che minacciavano sopra tutti gli uomini

razione nelle anime beonate; offendendo colui che aveva bisogno di denaro e tutti i poveri mantenendo l' orribile diritto di cattura e pegno della persona per debiti ; per ultimo escludendo grandi e piccioli dal dominio pubblico, ove molti di quelli che avevano perduto ogni cosa per la diminuzione del territorio avrebbero potuto porsi. Supponendo anche che non fossero state abolite le leggi Valerie, supponendo che venti tribuvi d' allora abbiano avuto il diritto di svellere dalle mani dell' esecutore colui che era condannato a delle pene corporali di condurlo al tribunale del comune, che convocavano poichè non avrebbe potuto congregarsi tumultuariamente ... male a colui che l'arrebbe osáto contro Appio Claudio !

· Fu nel 259' al tempo del consolato di P. Servilio che una scintilla mise il fuoco in questa congerie di materie combustibili. Fuggito dalla prigione del sao creditore, com perto di cenci, pallido ed estenuato dalla fame, un vecchio i di cui capelli e la barba attestavano y estrema miseria, implorò nell'estrema agonia l' assistenza dei quiriti. Mostrava ai sopravvenienti i segui sanguinosi degli inamani trattamenti , racconto che dopo aver partecipato a ventotto battaglie (537), dopo aver veduto la sua casa e tutto il suo avere saccheggiato e consumato dal fuoco nemico, la carestia de la guerra d'Etruria l' avea forzato a vendere ogni cosa (538), onde in progresso gli fu necessario vivere di prestiti, ed il debito cosi crebbe per l' asura che infine il creditore se lo fece aggiudicare insieme a suoi due figli e h aggravò di catene. Molti ravvisarono ne? suoi lineamenti travvolti un valoroso capitano. La compassione, il furore sparsero il tumulto in tutta la eittà; si raccolsero insieme e quelli ch'erano impegnati, e quelli ch'erano li beri, e tuiti riclamarono un rimedie all' aniversale miseria. . Il senato non sapeva che fare , il popolo si rideva del V' ingiunzione di farsi scrivere nelle legioni che si volevano formar contro i Volsci per istornare la tempesta ; giacchè in questi tempi i Volsci sono al pari dei Sabini nominati come nemici di Roma essendo allora in pace coi Latini e cogli Etruschi. La forza era impossibile , ma quando P. S.rvilio fece proclamare che chiunque era tenuto per debiti poteva presentarsi senza ostacolo pel servizio , e che i figli dei soldati finchè fossero sui campi non potrebbero essere offesi nel possesso della libertà nè dei beni paterni (539) corsero tosto a prestare il giuramento militare tutti quelli che erano impegnati. Condottiero d'una

numerosa armata dopo alcuni giorni soltanto, tornò a Roma il console pieno di gloria e di preda; era vincitore dei Volsci degli Aurunci e dei Sabini. Nulladimeno furono amam ramente deluse le speranze concepite dal comune di vedere alleviața l'oppressione.

Gli annali parlavano molto della resistenza che da! principio dei torbidi opponeva Appio Clandio ad ogni misura umana e savia e della sua ostinazione a tener i me deşimi diporti finchè durò. Probabilmente riferiyano queste cose dietro le memorie dei Claudi , che fieri del loro odio pel popolo , coine i Valeri lo erano del loro amore gredie tato avranno rappresentato il loro ayo coi tratti carattea ristici della casa , ma ciò non vuol dire che vi fossero dei contrassegni storici. Nel corso dei secoli vi furono fra i Claudi parecchi uomini votabilissimi ma pochi uomioi grane di; ed appena si mostrò un'anima nobile prima dell'estiozione di questa gens, che stette in tutti i tempi simili a se stessa per il suo insolente orgoglio pel disprezzo delle leggi e per un inflessibile insensibilità. Questi Claudi erang

era più odioso degli antichi Claudi. Ed è veramente concorde allo spirito di questa casa che Appio Claudio abbią rinviati come si racconta , in prigione i debitori al loro ritorno della guerra ed abbia spietatajnente aggiudicati i nexi ai creditori. Ma non si poterono eseguire queste sene tenze perchè i plebei erano in aperta ribellione. Essi pro leggevano ogni coudannato ed appena poterono sottrarsi alla lor collera gli usurai che avevano ottenuto gli odiosi giudizi , ed i giovani patrizi che nel lor zelo porgevang mano agli esecutori delle sentenze. Cosi passò l'anno (540). Nell' anno seguente quando veune il momento di entrare in campagna , i consoli A. Virginio e T. Vetusio trorarono

« IndietroContinua »