Immagini della pagina
PDF
ePub
[ocr errors]

La parola maestri di tribù o maestranze, ( Zunstmeister) come li chiamavano i nostri antichi scrittori, ha qualche cosa di strano , ma nella scelta dell' espressione l'idea fondamentale è molto giusta perchè correvano fra la plebe e le case i medesimi vincoli che fra le maestranze.

AGGIUNTE.

Nel secondo volume si discorrono i presenti articoli ; Diritto agrario e legislazione dei Decemviri : concetti dell'autore sull' isopolitia, e sull' isotelia : e termina il II volume coll' anno di Roma 427. Del resto uno dei capi più importanti, è quello delle genti o casati patrizi. Per rischiararli si potrebbe aggiungere qualche cosa di un istituzione municipale francese molto simile alle genti di Roma, e ne aggiungeremo disfatti uno agli altri molti accennati dal Niebuhr rispetto la Svizzera, Colonia, e il medio evo d' Italia.

Una città libera di una volta come Metz, per esempio, aveva delle aggregazioni che senza alcun rapporto coi vincoli del sangue, costituivano delle famiglie politiche dette paraiges. E il dizionario del dipartimento della Mosella pubblicato da Viville nel 1817 porta appunto queste parole:

a S ignora l'epoca precisa in cui Metz dopo essere stato governato dai Re si costituì a città libera ; pare certo ch ella fosse nel 1 1 15. Il reggimento della città era composto allora dal maestro Schiavino a cui s'aggiungevano venti consiglieri, o Schiavini. Reggeva tutti gli affari pubblici, giudicava sovranamente i processi per appello dei Treize che statuivano come una prima istanza: nominava, e rivocava a suo grado gli officiali civili, e militari. Tre Mayours, o Maires avevano l' amministrazione delle Finanze. Dodici Wardours, Prud'hommes, o guardiani della pace, bilanciavano l' autorità degli Schiavini specialmente rispetto le taglie, le multe, ed il bando. Infine i Conti giurati erano i rappresentanti della città nelle grandi assemblee, ove si aveano a fare le leggi, tassare le imposte, discorrere della pace o della guerra: erano venticinque in numero eletti dalle parrocchie nella classe del popolo per equilibrare il potere delle famiglie di Paraiges, o di Lignaiges in cui erano esclusivamente scelti il MaitreEchevin, ed i Treize. Questi Paraiges, che gli Imperatori chiamarono nelle loro carte parentelae, cognationes erano famiglie decurionali o patrizie, che tenevano in mano le prime magistrature della Repubblica. Però non ne furono legalmente priviligiati che verso l'anno 125o; quantunque ne avessero fruito anche prima per la riputazione che dà la ricchezza ed un lungo ordine d' avi. Questi Paraiges non più di cinque in principio, furono recati a sei da una intestina discordia ; e il nuovo Paraige fu nominato Paraige del comune ; avendo ciascuno il suo sigillo particolare,

Antichi 1. Paraige de Porte-Muzelle: Sig. di Porta o alti Muzella. Paraiges 2. Paraige Surne (nome di una contrada):

Sig. don Paraie de Geru.
5. Paraige Saint-Martin : Sig. illorum de

Scto ( Sancto) Martino. -
4. Paraige, Porta Sailly: Sig. Parentele

de Porta Salie. - -
5. Paraige; Outves Seille : Sig. de Ma-

leboches.

Nuovo 6. Paraige, del comune : Sig. S. Stephani

de communitate Metensi.

« Si vede nel 1, 2, 5, e 4 che un circondario territoriale, o per lo meno la sede d'una situazione locale erano attribuiti ai Paraiges. »

« Il terzo per la parola illorum, e 'l quinto per l'epitteto speciale di Maleboches (cattive bocche ) provano che si trattava di persone. Così per via dei sigilli, noi vediamo distintamente nei Paragi nell'istesso tempo circoscrizione territoriale, e associazione, o riunione di persone. »

« Il quarto usando la parola Parentele, pare che significhi un' associazione di famiglie. Marchand stima che non fosse così, e che i cittadini liberi e godenti dei diritti civili, e politici, quelli insomma che si trovavano domiciliati negli 8o villaggi della Banlieue dello Stato Messino, facessero parte dei Paragi. Hannocelles, e Viville pajono d'altra opinione. Quest'ultimo dice espressamente che i cinque primi Paragi non formavano che una sola e medesima famiglia ; ma che il Parago del comune era composto di parecchie famiglie differenti. Ogni Parago aveva la sua casa, e n era capo colui che occupava il più considerevole appartamento di questa specie di castello. Ogni membro del Parago del comune aveva una casa particolare. Nè si poteva entrare in questi Paragi che per via di alleanze. Vi erano dei nobili dappertutto sino in quello del comune ; e si trovano in ciascuno degli artigiani e dei cavalieri che aveano tutti un diritto eguale alle dignità. Il timore che queste dignità non si perpetuassero nell'uno o nell'altro Parago fece statuire che il Mastro Schiavino sarebbe alternativamente tolto in ciascuno dei sei. In fine per rompere le brighe si volle che la sorte decidesse della scelta fra i sei candidati che sarebbero stati designati nel Parago in giro dai cinque abati, e dal priore. Insomma era, come si disse, una divisione politica che imitava la famiglia come l'adozione imita la natura. e « La città di Verdun conobbe delle associazioni del medesimo genere che portavano il nome d' Estendes: e pare che ve ne fossero tre cognominati Laponte, Azanne, ed Estouff. » Chiuderemo questa aggiunta, dicendo, che il Presidente di Hannoncelles è quello che più si accosta ai concetti del Niebuhr. Pag. 15. lin. 5. – Il senso letterale sarebbe piuttosto disfare che abolire ; cioè togliersi di dosso il fardello delle obbligazioni che procedevano dalla gentilità. Pag. 18. lin. 3. – Nel formolario corretto si trovano delle tribù di ammissione a quella del paese di Ditmarsen; l'Autore fece intendere che parlò delle medesime costituzioni di queste associazioni. Pag. 21. 2. – Per me credo alle tradizioni italiane che chiamano l'imperatore Ottone fondatore della libertà delle città; anzi l' autore aggiunge : e per me credo ch'egli fondò la libertà congiungendo in congregazioni del genere di quelle che ci occupano, Lombardi, Franchi, Germani, ed Italiani.

Pag. 26. 17. – Nota che si sostituì la parola vassallo al tedesco lassen per essere di significato troppo variabile. Pag. 58. 23. In questo luogo la parola tribus è usurpata nel senso di maestranza. Pag. 47. 65. – Si discorre del secondo Senato di Cartagine, di quello dei giudici. Pag. 55. 17. Vassalli starebbe meglio che subordinati perchè il testo dice hoerige. Pag. 77. – Per tenervi le assemblee del comune; aggiungi ed i mercati. Pag. 114. 2. – Per condurre la frase all' espression naturale si potrebbe dire: la festa chiamata septimontium serbava la ricordanza del tempo in cui il Campidoglio, il Monte Quirinale, il Monte Viminale non erano ancora congiunti a Roma: dove le sue altre parti comprese nel recinto di Servio, tranne l'Aventino che era e rimase borgo, costituivano una comunità urbana. Pag. 115. nota 149. – Le Carinne come fu avvisato dagli antichi Topografi si trovavano appunto ove è s. Pietro in Vincola. Nota 158. – Il tesoro si arricchiva di 7 millioni tolti a Cartagine, tale è la stima di Rollin , ma il concetto dell' autore è tutt' altro : sfuggì alla stampa la parola scudo, e gli scudi di Prussia sommano più di 27 millioni della nostra moneta; perciò nel testo si ridusse la somma in franchi. Pag. 125. 11. – Sarebbe forse meglio leggere che fossero abitati i quartieri vicini, che non i contorni di questo spaldo. Pag. 162. – Invece di proprietari liberi ed ereditari la vera espressione sarebbe franchi tenenti. Idem 1o. – Quivi Borghesia è sinonimo di Patriziato. lViebuhr T. II. 24

« IndietroContinua »