Immagini della pagina
PDF
ePub

Pag. 165. e 166. – Alla parola giallo aggiungi antico, sostituisci era collocato fra il tempio di Castore e la Curia Ostilia. Pag. 185. 17. – L' opinione dominante presuppone che l' ordine dei cavalieri fosse da principio identico colle grandi ricchezze. Nota 255. Si dovrebbe piuttosto dire la dannosa classe che si pone ai servigi dei librai. - , Pag. 215. 4. – Aggiungi : per quanto si può calcolare i rapporti fra i metalli. Pag. 221. 15. e 14. – La quantità delle monete che noi abbiamo ne conduce a conchiudere che il monetaggio si fermò per qualche tempo in questo rapporto. Pag. 228. 16. – Sotto il nome leggi sotto la rubrica. Nota 297. – Era un'imposta di patente determinata arbitrariamente. Nota 299. – Il manoscritto del Poggio era pur esso una copia. Pag. 245. 27. – Si tratta della rattifica dei testamenti pei Comizi delle classi cioè exercitus vocatus. I guerrieri in ordine di battaglia, viri vocati. Vedi Velleio Patercolo. II, 5.

[ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors]

arir:

teno pro ei o

5, lo gli

APPENDICE

Facendo conoscere la Storia Romana di Niebuhr ci siamo
imposti il carico di raccontar qualche cosa della vita e del-
l'ingegno di questo acuto scrittore versato nella parte più
nobile e più integerrima della diplomazia, scrittore di po-
tenza e di coscienza di cui ancora l'Europa ha l'animo
funesto.
Bertoldo Giorgio Niebuhr sorti i suoi natali nella Città
di Copenaghen il 27 aprile del 1776. Ancora fanciullo si
ridusse tosto a Meldorf nell' Holstein ove trapassò quasi
tutta l'infanzia, e dove suo padre tenea l' ufficio di giu-
dice di pace. Tosto venne in pensiero al celebre viaggia-
tore d'incamminare anche il figlio per le strade d'Oriente,
e i primi studi del giovinetto furono indirizzati con que-
sta intenzione. Nudrito nella lingua inglese ed araba non
che nella geografia e nelle matematiche si mostrò così poco
acconcio alle scienze esatte che 'l padre non potea frenare
la sua impazienza di vederlo smarrito in altre distrazioni-
Non pertanto usava l'ozio che gli rimaneva nelle tragedie
di Sofocle usurpando per così dire al Dizionario con una
ostinazione infaticata il significato di tutte le parole ado-
perate dal gran tragico. Leggeva pure con entusiasmo i

Commentari di Cesare spianandosi così le idee agli studi dell' antica Gallia. Con queste buone anticipazioni fu affidato alla cura del ripetuto filologo Jäger, editore dei panageristi latini, che gli svelò la meccanica delle lingue ; stantechè suo padre che non le stimava che un istromento per aggiungere alla scienza, s'era accontentato d'intendere il concetto dell' autore non si curando di studiare la frase. Intanto avea dovuto deporre il pensiero di far pe. regrinare il giovinetto in paesi lontani ; perchè la sollecitudine materna con troppe assidue cure gli avea così asfievolito il temperamento che la sua salute fu sempre sragile e cagionevole tanto che la subitezza nervosa operò bene spesso anche sull' indole sua onde se fu sempre nobile e generoso non fu del pari immune da certe bizzarrie d'umore. Fu dunque mandato ad Amburgo ove studiò la scienza del commercio non solo dalla viva voce del professore Bisch, ma altresì nelle case più riputate di questa ricca Città. L'insigne Voss era l'amico di suo padre, Klopstok dimorava pure in Amburgo; come resistere così al genio che lo traeva o Come non accendersi d'un nuovo ardore per gli studi dell'antichità ? Ben è vero che Niebuhr non si fece poeta ; ma l'ingegno potente si scaldò nella domestichezza degli uomini grandi , ed ebbe debito con Voss de' suoi più splendidi concetti sui popoli antichi, come fu tenuto a Klopostok di quei nobili spiriti onde informò la tradizione quando parla per sua bocca, quando racconta con tanto candore ed altezza di pensieri il fico ruminale, l' augurio degli uccelli, i natali di Servio, la battaglia veramente omerica del Lago Regillo. Venne Niebuhr da Amburgo agli studi di Khiel ove si innabissò per così dire nelle parti più intime del diritto e corse celebrato nella bocca del filosofo Jacobi che amò mai sempre con amore di figlio, e del medico Hentzleer di cui sposò in appresso una nipote. Da Khiel si ridusse ad Amburgo per aggiungere le scienze naturali agli altri suoi studi , predilesse sopra ogni parte la chimica e poco stette che non fosse l'unico studio di tutta la sua vita. Sempre si ricordava volontieri del suo soggiorno nella Capitale di Scozia. Un antico capitano di mare 55 anni innanzi aveva raccolto sul suo naviglio il viaggiatore Niebuhr di cui si gloriava per anco come d'una sua ventura. Accolse del pari collo stesso amore il figliuolo e lo studente Alemanno visse nella più grande samigliarità con quelle persone dabbene. Niebuhr stanziò per 8 mesi in Iscozia e ne spese altri sei a peregrinare le diverse Provincie inglesi studiando con ogni cura gli usi ed i costumi e soprattutto la legislazione dove ottenne i più splendidi frutti delle sue fatiche. Tanto che si può dire che nessun forestiero sia mai entrato più addentro di lui nel diritto pubblico inglese ; dilettandosi un poco di quell'ostinazione pertinace di mente che schiva certi miglioramenti, e che sacrifica tutti i progressi al beneficio del riposo. A Copenaghen s' intromise per la prima volta nella pubblica azienda ove fu segretario del ministro delle Finanze facendo parte altresì di una commissione che ebbe il carico di ventilare alcuni affari colle nazioni barbaresche. Adempì pure all' officio di vicebibliotecario, e le sue circospezioni giovarono non poco a scampare la biblioteca quando la Città fu fulminata dai cannoni inglesi. Nè corse molto tempo che venne scelto con non so quali altri a reggere il Banco Danese e in questa qualità pubblicò delle memorie d'amministrazione, e d' economia politica. Nel 18o4 condusse in moglie la figliuola di un primo magistrato del Distretto di Heydt. Questo primo maritaggio

fa così fortunato che parve che volesse tenere per sempre Niebuhr in Danimarca. Ma l'invasione dei Francesi in Allemagna e la politica che tenne la Corte di Copenaghen ebbero indispettito Niebuhr che aveva portate dalla casa paterna delle sinistre impressioni contro la Francia. Così egli si alienò dalle affezioni di Danimarca, e quando la Prussia chiamò all'armi la nazione Allemanna Niebuhr ve la concitò coll' eloquenza di Demostene. Per questo tradusse la prima Filippica che riempì di buone annotazioni accomodate al caso e dedicò l' opera all'Imperatore Alessandro. Non corrisposero alle speranze concette le sorti della guerra, onde o fu tratto anch'egli sino a Riga insieme alla Corte di Berlino che fuggiva dinnanzi ai passi degli eserciti di Francia. Dopo le pratiche di Tilsit fu mandato in Olanda per assestare cogli Inglesi alcune faccende di Finanza. Eletto a consigliere di Stato in ricompensa delle sue fatiche, il gran studio che aveva del diritto agrario dei Romani gli fece abilità per giovare il Governo con assai profittevoli ricordi rispetto al nuovo sistema di Colonia che andava fondando. Fervea in questo tempo a Berlino un'operosità scientifica senz'esempio, perchè nel mentre che sorgeva l'Università si ordinava l'Accademia delle Scienze, e le fatiche di Niebuhr gli profittarono un seggio onorevole nell'uno e nell' altro corpo di quei sapienti. Visse così nell'intrinsichezza di Buttmann, Heindorf, Spalding, Savigny, che non indugiarono a stimarlo loro pari, perchè scrutata la profondità de' suoi concetti, lo trassero, malgrado il suo diffidar di se stesso, a quella Cattedra di Storia Romana a cui quasi vacillava nell'ascendere i primi gradi, quasichè presentisse che dopo aver varcati i primi non avesse più potuto sostarsi. Fu appunto nel 26 ottobre del 181 o che in un introduzione veramente virile e di

« IndietroContinua »