L'arte italiana a Parigi nell'esposizione universale del 1867

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Tip. di G. Polizzi, 1859 - 158 pagine
 

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Pagina 46 - Colombo e l'America, e la statua che fu e sarà il più splendido monumento dell'ultima esposizione: Napoleone morente del quale si può dire, meglio che dell'inno del nostro Manzoni: che certo non morrà. Egli è là, assiso sulla vasta poltrona da cui non dovrà più levarsi. Tutta la sua vita, le memorie, i rimorsi, i disinganni, i dolori, i disegni giganteschi'. le imprese poco minori, tutto ciò eh' egli fece, tutto quello che non gli fu concesso di compiere, la storia «li un secolo condensata...
Pagina 47 - ... ribile fino nel marmo. Giammai scarpello di scul« tura ha effigiato una figura più epica ad un tempo « e più tragica. Ma la tragedia non si manifesta < nei lineamenti contratti, nel gesto convulso. L'at« titudine della persona, delle braccia, delle mani « è quasi tranquilla, tranne la sinistra, che sembra « aggravarsi su la carta d ' Europa, spiegata sulle
Pagina 52 - La critica parigina è curbettiana quasi senza eccezione: vuole nell'arte il vero, e nulla più del vero: e se questo è sgraziato, deforme, schifoso, tanto meglio per l'artista che avrà saputo dare un calcio...
Pagina 47 - levarsi. Tutta la sua vita, le memorie, i rimorsi, « i disinganni, i dolori, i disegni giganteschi, le « imprese poco minori ; tutto ciò che egli fece ; tutto « quello che non gli fu concesso di compiere; la « storia di un secolo condensata in un cervello, in « un' anima umana ; tutto ciò è dipinto, è scolpito « su quella fronte, su quelle labbra, in quello sguardo « che per mirabile magistero sembra animato e ter

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