Manifesto per l'abolizione dei partiti politici

Copertina anteriore
Ponte alle Grazie - 125 pagine
I partiti, e la politica più in generale, devono essere riformati, pena il definitivo scollamento tra opinione pubblica e istituzioni. Ma come? In questo pamphlet appassionato e provocatorio, Willer Bordon risale alle radici dell'attualità e riscopre le argomentazioni che Simone Weil portava nel suo Manifesto per la soppressione dei partiti politici favore di un mutamento radicale delle forme della partecipazione: non è detto, come si crede di solito, che la democrazia sia impossibile senza partiti. Perché la sfiducia che oggi li colpisce non dia luogo a pericolose derive populistiche occorre allora ripartire da zero, ricucire il rapporto tra cittadini e ceto politico, fare propria la nuova trasparenza garantita da Internet. Chiude il libro un decalogo, dieci «mosse» che permetterebbero una rivoluzione indolore della politica, unico modo per garantirle un futuro.
 

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Appena letto. Su 130 pagine ne salvo 3 al massimo, che contengono un nucleo centrale interessante, purtroppo contornato da tanta aria fritta. Però è importante e da salvare l'idea centrale del libro, che sintetizzo così: per come si presentano oggi, i partiti sono organismi fuori controllo, che fanno man bassa di fondi pubblici e affossano il dispiegarsi delle potenzialità del Paese. È necessario il superamento di questa forma partito perché, allontanando la gente dalla politica, crea un pericoloso vuoto di potere in cui possono inserirsi forze antidemocratiche. Forse Aldo Moro l'aveva già capito, ma fa bene sentirlo ribadire ancora, soprattutto quando chi lo dice (piaccia o non piaccia come personaggio e politico) si è dimesso dal Senato nel 2008 per protesta contro le derive affaristiche della politica e si è ributtato nella società per mandare avanti il Paese con il suo lavoro. 

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Informazioni sull'autore (2012)

Willer Bordon, parlamentare dal 1987, è stato ministro dei Lavori pubblici e dell'Ambiente e sottosegretario ai Beni Culturali. Si è dimesso dal Senato il 16 gennaio 2008 per protesta contro la degenerazione della politica. Oggi è amministratore delegato di una società che investe in progetti per la captazione della CO2, la produzione di biocarburanti e di prodotti nutriceutici derivati dalle alghe. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato Perché sono uscito dalla Casta (2008).

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