Storia d'Ancona dalla sua fondazione all'anno mdxxxii, Volume 2

Copertina anteriore
dalla Tipografia Nobili, 1835
 

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Pagina 36 - Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso , E nel Vicario suo Cristo esser catto. Veggiolo un' altra volta esser deriso : Veggio rinnovellar l'aceto e '1 fele , E tra vivi ladroni essere anciso.
Pagina 13 - ... delle quali ha ciascuna nel vano del mezzo due colonne che a mezzo sostengono due archi, sopra i quali ha ciascuna finestra una storia di mezzo rilievo, che tiene da i detti piccioli archi insino al sommo della finestra: una storia, dico, del testamento vecchio, intagliata in una sorte di pietra ch
Pagina 161 - Avvivino i colori ei bronzi ei marmi, Muovano con la lingua i tribunali, Mostrin con l'Astrolabio e col quadrante Meglio del del le stelle ei moti loro, Che ciò meglio sacrau forse di voi.
Pagina 21 - ... novelli venuti, e degli anconitani, che con opportuna sortita dalla città andarono loro all' incontro. Larghissimo bottino vi fecero, vettovaglie , armi , attrezzi militari , fardaggi, cavalli, bestiami. Col quale rinfrescamento di gente armata e di munizioni da guerra e da bocca , crebbe il coraggio a' difensori , e più lunga si ;fece e più valida la resistenza.
Pagina 21 - ... difensori , e più lunga si ;fece e più valida la resistenza. Gli anconitani poi , per gratitudine al Costa, se lo elessero a podestà. I venti , che da greco e da tramontana sì fieramente battono l'entrata del porto, furono ancora propizii agli anconitani.
Pagina 15 - Venezia, presentatisi al pontefice , usarono con quella loro eloquenza ogni arte a colorirgli le cose , come parve loro meglio; ed incolparono gli anconitani di falsità e di calunnia. Ma il pontefice ben sapendo , come quella novità inusitata fosse ed iniqua, non lasciò farsi gabbo: altro non volle udire; desistessero, ingiunse. Ma quelli non ubbidirono. Prevedendo però, qual nembo di guerra fosse loro sopraccapo , si composero coi bolognesi e co
Pagina 17 - ... le fatte prede dividere cogli alleati. Irritati i veneziani e conoscendosi più poderosi , sotto il comando di Giovanni Tiepolo, contro Ancona mandarono uno stuolo di tredici galee, dice il Dandolo, di ventisei , dicono i nostri scrittori , oltre le onerarie. Le attesero gli anconitani, né ricusarono, sebbene inferiori di numero, il cimento. Mentre i cittadini accorrevano armati sulle mura, sulle torri, sul nuovo rivellino sorto all' ingresso del porto, le anconitane galee si ordinavano alla...
Pagina 20 - Cristo, coll' autorità della presente lettera, che « senza indugio né difficoltà , qual ch' ella sia, ri« chiamate il vostro esercito, e tutti e singoli coloro « rimandiate, che voi avete, come ci vien detto, « eccitato contro di lei, e cessiate dal più molestarla. « Se avete ragioni contro quella , la santa sede...
Pagina 21 - Ma i cardinali nel tempo stesso , che scrivevano al doge ed alla signoria di Venezia, comandavano al rettore della Marca , che pena la scomunica , ed altre temporali pene severissime , vietasse a' popoli soggetti, di prestar mano al soccorso degli assedianti , e a' danni dell
Pagina 19 - ... tanto diversa da sé , e non compatendo « alla presente vedovanza della chiesa, al suo dolore « volesse "aggiungere altre piaghe ancora , ferendola « nella propria sua terra, cioè nella città d'Ancona, « a lei giustamente, carissima , perché sempre a lei « fedele, e dopo averla una e due volte con armate « navali assaltata, ora tenerla assediata, ed ostinata

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