Tragedie: il Conte di Carmagnola e l'Adelchi : aggiuntevi le poesie varie dello stesso, ed alcune prose sulla teoria del dramma tragico

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Baudry, 1830 - 348 pagine
 

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Pagina 363 - O fratelli, il santo rito Sol di gaudio oggi ragiona ; Oggi è giorno di convito ; Oggi esulta ogni persona: Non è madre che sia schiva Della spoglia più festiva I suoi bamboli vestir.
Pagina 355 - E Tu degnasti assumere ,' Questa creata argilla? Qual merto suo, qual grazia A tanto onor sortilla? Se in suo consiglio ascoso Vince il perdon, pietoso Immensamente Egli è. Oggi Egli è nato: ad Efrata, Vaticinato ostello, Ascese un'alma Vergine, La gloria d'Israello, Grave di tal portato: Da cui promise è nato, Donde era atteso uscì.
Pagina 362 - O sopiti in aspettando, È finito il vostro bando : Egli è desso, il Redentor. Pria di Lui nel regno eterno Che mortai sarebbe asceso ? A rapirvi al muto inferno , Vecchi padri , Egli è disceso : II sospir del tempo antico , II terror dell' inimico , II promesso Vincitor.
Pagina 70 - Beata fu mai Gente alcuna per sangue ed oltraggio ? Solo al vinto non toccano i guai; Torna in pianto dell'empio il gioir. Ben talor nel superbo viaggio Non l'abbatte l'eterna vendetta; Ma lo segna; ma veglia ed aspetta; Ma lo coglie all'estremo sospir.
Pagina 366 - Sparso per ogni lido, Volgi lo sguardo a Solima, Odi quel santo grido: Stanca del vile ossequio, La terra a Lui ritorni: E voi che aprite i giorni Di più felice età, Spose...
Pagina 200 - ... crudi signori la turba diffusa, che fugge dai brandi, che sosta non ha. Ansanti li vede, quai trepide fere, irsuti per tema le fulve criniere, le note latebre del covo cercar; e quivi, deposta l'usata minaccia, le donne superbe, con pallida faccia, i figli pensosi pensose guatar. E sopra i fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti, correndo, frugando, da ritta, da manca, guerrieri venir: li vede, e rapito d'ignoto contento, con l'agile speme precorre l'evento, e sogna la fine del duro servir.
Pagina 176 - Egli era un fantasma d'error quel che parea dall'Italia respingermi; bugiarda era la voce che diceami in core: no mai, no, rege esser non puoi nel suolo ove nacque Ermengarda. Oh! del tuo sangue mondo son io; tu vivi: e perché dunque ostinata così mi stavi innanzi, tacita, in atto di rampogna, afflitta, pallida e come dal sepolcro uscita? Dio riprovata ha la tua casa; ed io starle unito dovea? Se agli occhi miei piacque Ildegarde, al letto mio compagna non la chiamava alta ragion di regno? Se minor...
Pagina 339 - e meditar: di poco esser contento: da la meta mai non torcer gli occhi : conservar la mano pura e la mente: de le umane cose tanto sperimentar, quanto ti basti per non curarle: non ti far mai servo: non far tregua coi vili: il santo Vero mai non tradir: ne proferir mai verbo, che plauda al vizio, o la virtù derida.
Pagina 69 - Perché tutti sul pesto cammino Dalle case, dai campi accorrete? Ognun chiede con ansia al vicino, Che gioconda novella recò? Donde ei venga, infelici, il sapete, E sperate che gioia favelli? I fratelli hanno ucciso i fratelli; Questa orrenda novella vi do. Odo intorno festevoli gridi; S'orna il tempio, e risona del canto; Già s'innalzan dai cori omicidi Grazie ed inni che abbomina il ciel.
Pagina 215 - Come rugiada al cespite dell'erba inaridita, fresca negli arsi calami fa rifluir la vita, che verdi ancor risorgono nel temperato albor; tale al pensier, cui l'empia virtù d'amor fatica, discende il refrigerio d'una parola amica, e il cor diverte ai placidi gaudii d'un altro amor. Ma come il sol che, reduce, l'erta infocata ascende, e con la vampa assidua...

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