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comparve alla luce quella di Venezia in ollo tomi nienza. Fra i deputati a scegliere per il sovrano in-8° del 1769, e dipoi quella di Londra in tre tomi favvi taluno dei compilatori della suddetta edizione in-4° del 1772. Se la prima di queste riesci per il del 1782, il quale non ostante le precedenti negamerito tipografico inferiore al pregio della materia live del sig. Manni, vi trovò effettivamente un coe dello scrittore, e la seconda delurpata daļla me- dice fulto di mano del Machiavelli, contenente(1): schipa prefazione che vi è unita (1), non possono 1° Il primo sbozzo dell'arte della guerra, non ambedue egualmente purgarsi della taccia di una intiero, con cassature e pentimenti; soverchia sollecitudine, per cui avendo prevenule 2o Lo sbozzo della traduzione dell'Andria di le ricerche che tullora facevansi di altre cose di Terenzio; questo aulore, restarono elleno inesalle e mancanti, 3° Una commedia in versi in cinque alti, senza a confronto dell'ampla edizione falta in Firenze in

litolo (2); sei lomi in-4° nell'anno 1782. Infalli oltre la nili- 4° La descrizione della peste avvenuta ai tempi dezza tipografica che la decora, i riscontri falli so- dell'autore (3); pra i testi a penna e particolarmente sopra gli au- 5° Un'allocuzione a un Magistrato; tografi, per cui si vedono corretti molti falli della 6° 1 capitoli per una compagnia di piacere. celebrata delle Testine; le nole poste all'occorren- Separatamente da questo Codice su trovata, di za, specialmente in illustrazione alle lettere, ed mano pure del Machiavelli, un'istruzione a Rafaltre sommamente pregevoli diligenze, vi compar- faello Girolami per uno che vada ambasciatore (4). vero alla luce, di soprappiù alle cose già stampate, E finalmente in altro Codice un di lui Canto le leltere intermedie che mancavano alle legazioni Carpascialesco, intitolalo de' Ciurmadori (8). pubblicate dal sig. Fossi; i carteggi di altre venti tra commissioni e legazioni sostenute dal Machiavelli; on numero considerabile di sue lettere politi

(1) Questo Codice è attualmente nella Libreria Magliabechi. che e familiari, ed altri minori suoi scritti; il lulto

Nella Strozziana era segnato di aum. 366, ora è al num. 1451 ricavalo dall'archivio delle Riformagioni di Firenze, dei Codici della Magliabechiana. deposilo prezioso dei documenti e delle operazioni (2) Se si potesse indagare in quale anno di sua vita il Madell'antico governo, dalle Biblioteche Mediceo-Lau- chiavelli scrivesse questa Commedia, si fisserebbe per avventura renziara e Magliabechiana, dai codici e dalle me

l'epoca controversa fra gli eruditi della prima regolare opera teamorie di Giuliano de' Ricci, nipote dell'autore e

trale in verso llaliano. Il Fontanini attribui questo onore al.

l'Amicizia di lacopo Nardi, sostenendo esser stata fatta e stam. collettore diligentissimo delle cose di lui, e da altre

pata del 1494. Apostolo Zeno non è di questa opinione. Egli private Biblioteche ed Archivj. Questa edizione ese

pretende essere stata preceduta dal Timone del Boiardo , e facenguita con molta accuratezza, ed arricchita di tanle dosi ad esaminare scrupolosamente l'età del Nardi, conchiude e si pregevoli aggiunte, fu ricevuta con avidità, che all'epoca segnata dal Fontanini, non poleva il Nardi avere riscosse subito il suffragio della Repubblica lettera

capacità baslaute per serivere quella commedia. Ma nè l'uno ne ria; nė fu creduto che altro restasse a desiderarsi

l'altro di quei due dotti uomini avevano nolizia di questa del

Machiavelli; che se fosse stata loro nola, non avrebbero lasciato degli scritti del Machiavelli. Non erano per altro di

di prenderla in esame, relativamente all' epoca controversa. ciò pienamente persuasi gli stessi diligenti compi- (3) Questa pestilenza serpeggiò per tulla Italia, ed aMisse Jatori della medesima. Nel fare le loro ricerche non Firenze per il corso di cinque in sei anni, cioè dal 1522 al 1527. aveano obliala la Biblioteca Strozziana di Firenze, Ne parlano il Varchi, e altri Istorici Fiorentini , e rinomatissima per i preziosi MSS. che era noto

vano le memorie e il racconto in più cronisti contemporanei , i

Diarii dei quali esistono manoscritti in diverse case private di contenere, fra i quali avevano indizio trovarsi qual

Firenze. Secondo questi non fu di molto meno micidiale di quella che cosa dell'illustre segretario. Furono però in

con tanta eleganza descritta dal Boccaccio. Infuriò maggiormenle quel lempo inutili le loro diligenze. Il presello della nel 1527, e in modo particolare nell'estate di quest'anno. Dai medesima, sig. Domenico Maria Manni, uomo d'al- registri che furono tenuti esatti nella città resultò esser perite fronde intelligente ed erudito, o per non conoscere

dentro le mura, dal maggio al novembre, più che 40 mila peril carattere dell'autore, o per qualunque altro mo

sone, e compreso l'intero dominio si calcolo che il numero

de'morli di quel male ascendesse a 250 mila. Il Machiavelli, tivo, noo seppe o non volle somministrare cosa al

testimone di questo disastro fino all'epoca della sua morte ha cuna, negando costantemente cbe ve ne esistesse.

descritto elegantemente, ed anche veridicamente, lo stato infeFu falla la scoperta di diversi scritti di Niccolò alla lice della città, ma si conosce aver favolexgiato nelle gioconde morte dell'ultimo di quella famiglia Strozzi, allor- avventure, colle quali abbellisce il suo racconto. chè posta in vendita quella insigne Biblioteca, il

(4) Il Girolami, amico del Machiavelli , fece parte di una Gran Duca PIETRO LEOPOLDO vi fece acquisto de' co

ambasceria spedita dalla Repubblica a Carlo V, composta di altri

due soggetti, cioè di Raftaello de' Medici, cavaliere di S. Iacopo, dici più preziosi, per arricchire le due pubbliche

e di Giovanni Corsi. I Fiorentini avevano tardato a complimenlibrerie Laurenziana e Magliabechiana, e collocarne

tare quell'imperatore, si per la poca intelligenza che era prima allri nei suoi archivj, secondo la rispettiva conve- tra Cesare e Leone X, si per la speranza nala in appresso, che

Carlo fosse per venire a Roma a prender la corona. Scipione

Ammirato fissa la della ambasceria all'anno 1522. Questa Istru(1) Vedasi il ragguaglio che si dà di questa prefazione nelle zione mostra la penetrazione e la prudenza del Machiavelli, egualNovelle letterarie di Firenze dell'anno 1778, ove con molto giu- mente che i suoi sentimenti di amicizia. dizio si rileva la pedanteria e gli sbagli del sig. Baretti, autore (5) Nella collezione di tutti i Trionfi, Carri, Mascherale , della medesima.

o Canti Carnascialeschi, ristampata nel 1750 con la data di

se ne

tro

Mentre facevansi tali scoperte ed acquisti in della precedente edizione. Comparve infatli alla luce Firenze, ed altri frattanto andava allrove con eguale nell'anno 1796 il primo tomo di questa edizione impegno rintracciando notizie, si trovò in Roma in-8', con un avvertimento in fronte, dove rendenella Biblioteca Barberiniana il Codice, dal quale vasi conto degli scrilti novamente scoperti e raccolmonsign. Bollari aveva estratto il Dialogo sulla lin- ti, i quali avrebbero avuto successivamente luogo gua. Esibito questo Codice alla conoscenza e allo ai respettivi loro posti, e secondo l'ordine delle esame di chi faceva tali indagini dal dotto sig. Ga- materie. Fu proseguita l' edizione fino in ollo tomi ratoni, custode della medesima, fu riconosciuto es- contenenti tulle le opere del Machiavelli istoriche, sere una collezione simile a quella di Giuliano dei politiche, militari, commedie, prose e poesie, colle Ricci, contenere in gran parle le medesime cose e particolari aggiunte de' nuovi scritti, meno i carmemorie, corrispondersi e supplirsi reciprocamen-teggi si diplomatici, che privati, dei quali era rile, ed esser perfino trascritta dall'istesse mani, e serbato a farne una classe a parte. Gli avvertimendegli slessi caratteri. Quindi si giudicò che l' uno ti, le illustrazioni, le nole che arricchiscono questa e l'altro collellore erano egualmente stimatori del ristampa, si fanno ben conoscere essere stale somMachiavelli, avevano raccolto di concerto, attinlo ministrate, e uscite dalla penna dei compilatori ai medesimi fonti, e che per conseguenza erano dell'edizione del 1782, ma è da dolersi che l'opera dell'istesso pregio, e meritavano la stessa fede (1). | materiale della revisione, e dell'assistenza alla E mediante l'esame delle due collezioni si trovò, stampa fosse affidata a chi manco di attenzione, oltre alle già note, un numero considerabile di let- per cui vi si rimarcano, fra le altre tante trascuratere da impingoare il carteggio familiare e poli- tezze tipografiche, la grave inavvertenza di aver lico del Machiavelli con Francesco Vellori, e Fran- saltato dalla metà in circa del Cap. XXX agli ulcesco Guicciardini; si confrontarono gli scrilli limi periodi del XXXIII del Libro secondo dei Dicomuni all' una ed all'altra, si rettificarono delle scorsi. ambiguità, si supplirono delle mancanze, e si riem- Checchè sia, tale mancanza (la quale combipierono delle lacuve.

pandosi fortunatamente alla fine del tomo, potrebbe Ricchi di questa nuova soppellettile, i compila- agevolmente esser riparata colla stampa di poche tori dell'edizione del 1782 avrebbero potuto for- pagine), dielro le notizie , e con i nuovi materiali mare on tomo di supplemento alla medesima. Tale di questa e dell'altra del 1782, comparve in Liera l'animo loro, per quanlo ne viene asserito nel- vorno una nuova edizione in sei tomi in-8° colla l'avvertimento prefisso alla susseguente edizione data di Filadelfia (1); quindi altra colla data di Gedi Firenze in olto tomi in-8° del 1796. Ma essendo nova in otto tomi in-12°, e quindi fipalmente suloramai quella interamente esaurita, senza che fosse l'orme di quella di Livorno furono nel 1804 riprosoddisfatto alle innumerevoli ricerche che da ogni dotte le opere del Machiavelli in Milano, dalla parle se ne facevano, giudicarono per avventura Società Tipografica de' Classici Italiani, le quali essere miglior servigio del pubblico letteralo il fare una ristampa di tutte le opere, inserendovi il frullo delle loro diligenze, e riserbarsi a pubblicare dipoi edizioni, che si sono rapidamente succedule dalseparatamente il supplemento per i posseditori l'epoca de' primi moderni discoprimenti di scrilli

inedili del nostro autore, caderebbe in acconcio il

render ragione di quella che diamo adesso al pubCosmopoli ( Parte prima , p. 97 ), fra i Trionfi d'incerlo an

blico. Ma ci vogliamo riserbare a parlarne in ultifore ve ne ha uno col titolo, canto di Ciurmadori della casa mo; e ciò per non invertere l'ordine giudiziosadi San Pagolo, assai somigliante a questo del Machiavelli, mente fepulo nella dolta prefazione degli editori per la condotta, sia per gli scherzevoli e bizzarri equivoci, che del 1782, della quale abbiamo reputato opportuno in ambedue si riscontrano; lo che dà probabile contrassegno che valerci, confortati anco da persone di molla erudisiano eotrambi del Machiavelli, o sivvero uno solo di lui con

to Dopo aver dato questo breve ragguaglio delle

sia

zione o di fino discernimento, e seguitarla passo variazioni.

(1) Una lettera latina del Machiavelli de' 4 dicembre 1514 passo, ove non occorra farvi qualche mulazione per a Francesco Vettori, che sarà riportata fra le Lettere famigliari ,

notizie posteriormente acquistate, o per altri riflessomministra delle forti congetture per spiegare la perfetta somi. si. Essa riscuote il suffragio de' veri intendenti, glianza delle due Collezioni Ricci e Barberini. Il Machiavelli come la più regolare e la più ampla illustrazione accompagna con essa al Vettori Niccolo Tafani , il quale si por- del Segretario Fiorentino, e delle opere sue, e noi tava a Roma per conto di una sua sorella, abbandonata dal marito. Glielo raccomanda caldamente come suo stretto amico, esso

confessiamo che non avremmo saputo dirne pė più e tutta la di lui famiglia, dalla quale riceveva conforto

né meglio. Ci risaremo adunque di là, dove si nel suo soggiorno in villa, mentre slavasi esule dalla città. Or då polizia dei principali impugnatori del Machiafa d'uopo sapere, che la illustre famiglia Barberini , già Tafani velli. aveva de' cospicui possessi a Barberino di Valdelsa, non molto distanti dalla villa e dai beni de! Machiavelli a Sant'Andrea in Percussina. È dunque più che probabile, che taluno dei sigg, Barberini, conservando la stima dei suoi maggiori per le virtù (1) Riguardo a questa edizione di Livorno, è importante vedel Machiavelli, si unisse con Giuliano dei Ricci a raccogliere dere l' Avviso al Lettore premesso al tonno oitavo della edizione scritti e memorie di lui.

di Firenze del 1796, dove ne è dato esatto e veridico conlo.

gran

all oggetlo suo, che era lo sfogare nella più imperII. Principali impugnatori del Machiavelli. tinente maniera l'odio contro la nazione italiana,

donde era uscita quella principessa (1). Niuno ignora la stima in cui si ebbe il Macbia- Girolamo Osorio, nel libro III De Nobilitate velli per lungo tempo, e il favore col quale furono Christiana, ha tanto infierito contro il Machiavelli, in origine ricevute le cose sue. Il primo che insorse che a ragione è da annoverarsi fra i principali suoi contro di lui fu il cardinal Reginaldo Polo (1). Que- | detratlori. Gli rimprovera esso in ispecial modo di sto illustre personaggio, rispettabile per doltrina e avere insegnato, che per la cristiana religione siasi per costume, non conobbe il libro del Principe, spenta ogni grandezza di animo, ed ogni civile e che per essergli fallo leggere da Tommaso Crom- militare virtù. Una tale accusa, gravissima se fosse wello ministro di Enrico VIII d'Inghilterra , dopo vera, ripetuta poi fino alla nausea dai posteriori la diserzione di questo re dalla Chiesa Callolica. detrattori del Machiavelli, è uno sbaglio di quel La diversità di sentimenti non poteva sar gustare per altro dotto ed elegante scrillore. Essa é smena Polo ciò che era commendato dal Cromwello. Ne tita dalle parole stesse del Segretario in quel luogo aveva egli preconcepita tale sinistra opinione, che medesimo, donde si pretende cavarne questo passando dipoi per Firenze si dolse del libro del

odioso rimprovero. Principe con quei cittadini, dai quali udi rispon- Più clamoroso avversario del Machiavelli è stato dersi non avere il Machiavelli inteso di formare ed

il gesuila Antonio Possevino, che nel 1892 pubistruire un principe, ma rappresentare un liranno. blicò in Roma on libercolo contenente la satira di Leggesi tutto questo nella sua apologia ad Caro- alcune opere politiche di varj autori, e fra questi lum V Cæsarem dal paragrafo 28 al 35, ove si dif- de Nicolao Machiavello. Gli scrilli contro il Machiafonde in un' acre censura, dettala più dalla preven- velli sono « Caulio de iis quæ scripsit lum Machiazione, che da un esame giusto e ragionevole. vellus, lum is qui adversus eum scripsit Anti-Ma

Posteriore al Polo incontrasi Ambrogio Catarino chiavellum, cui nomen haud adscripsil: dipoi ExPoliti, arcivescovo di Consa. Di lui furono colle cerpla ex libro Illde Nobililale Christiana Hieronymi stampe del Blado pubblicale nel 1852 in Roma al- Osorii Episcopi Algarbiensis Lusitani, de nonnullis cune dissertazioni, e fra queste una

De libris a sententiis Nicolai Machiavelli, » e finalmente un christiano deteslandis, et a chrislianismo penitus breve avviso di altri autori, che hanno scrillo coneliminandis, dove è un capitolo scritto a bella tro il nostro Segretario. Si vuole che i materiali di posta contro il Segretario Fiorentino, col titolo tali scrilli fossero raccolti dal papa Innocenzio IX

Quam execrandi Machiavelli Discursus, et insti. prima di salire al pontificalo, e che egli al Posselutio sui Principis. La censura del Catarino vino gli somministrasse (2). Ma qualunque ne sia nulla ha di più di ciò che è stato ripetuto dai poste- stato o il collettore o l'autore, è cosa manifesta che riori declamatori.

non aveva lelte le opere che imprendeva a confutaInnocenzio Gentiletto, protestante francese, re, imperocchè, omettendo anche i passi, o le maspassa costantemente per autore di un'opera stam- sime allegate da costui, le quali non si trovano nel pala per la prima volta nel 1576 con questo titolo Machiavelli, cila primo, secondo e terzo libro del

Discours sur les moyens de bien gouverner, el Principe, quantunque questo traltato non sia mai maintenir en paix un royaume ou aulre principau- stato al mondo altro che un libro solo (3). té, etc., alla quale è stato dato dipoi il nome di Anti-Machiavello. È questa divisa in tre parti, cioè

(1) È notabile la poca cognizione che il Gentilello confessa del Consiglio del Principe, della Religione, e della di avere della persona del Machiavelli, di cui egli attesta nella Politica; a ciascuna delle quali riduce le massime sua prefazione non poter dire cosa alcuna ne della sua vita, ne del nostro Autore, e vuol consularle per via di di- della morte; ed allorchè ricava dai di lui scritti che egli era stato scorsi istorici e politici. Fece questo libro al suo

in Francia ed in Roma, suppone che vi fosse sbandito, non già

in imbasciala ; Car, egli dice, il n'eût pas oublié de le dire comparire qualche strepito; ne furono fatte in breve

(2) Viene ciò asserito da Domenico Basa, editore di questo tempo più edizioni, e fu tradotto fino in varie lin

libro, nell' Avvertimento al Lettore. gue; ma estinto poi il furore delle parti, a cui al- (3) Il dolio Conringio, nella sua prefazione al libro del Printribuir si dee quel credito momentaneo, e cessale cipe, ha giudiziosamente rilevato e investigato questo grossolano le discordie della Francia insorte nel governo dei

errore del Possevido, sopra del quale cosi si esprime. In ea disGuisa, in odio de' quali e della regina Caterina dei

sertazione ( del Possevino , ) vero ita disseritur, quasi a Ma

chiavello tres de Principe libri compositi sint. Hinc statim ini. Medici era stato scritto, se ne discopersero i so

tio, ubi de Machiavello agit , aliquot eius sententiis enumeratis: stanziali diselti, e si riconobbe che o maliziosa

« Et haec quidem, inquit ille , sceleratum illud Satanae mente o per ignoranza, aveva costui sfiguralo quasi » ganum prioribus duobus libris, quibus de Principe agit, insida per tutto il vero senso del Machiavelli, e datagli pienti mundo obtrusit. » Non multo post cum diceret a redeo una salsa e maligna interpretazione, accomodala ad casdem labes Machiavelli, ut cognita pestis magis caveatur »

in margine Libri nolat: Librum tertium, quasi libro tertio Ma

chiavellus doceat, « belli iustitiam in ea quam sibi quisque putat (1) Nell'Edizione del 1682 non è fatla menzione di questo esse necessitatem » collocari. Al vero cerlo est certius nonprimo impugnatore del Machiavelli. È riparata la mancanza in nisi unicum , et quidem exiguum.... libellum de Principe Mauna nota all'edizione di Firenze del 1796.

chiavello auctore esse conscriptum ; el nusquam lerrarum illum saggio di sua difesa , quale discenderà naluralmente tres in partes fuisse sectum nec in hoc libello reperiri ea ,

or

Diverse opere ha scrille Tommaso Bozio da dileggiatore sfrenato di tutto, ha volulo dare questo Gubbio ai tempi del papa Clemente VIII, al quale esempio di religiosilà, di veracità e di reltitudine. surono da lui dedicate: una intitolata -- De Imperio Ma poichè tutti ricantano le medesime precedenti virlulis, sive Imperia pendere a ceris virtulibus, accuse, condite con maggiore o minore acrimonia, non a simulalis, divisa in due libri; un libro dello e che per conseguenza vanno a fondersi e dileDe Robore bellico; e un trattato De Italiæ slalu an- guarsi con una sola e comune risposta, noi lascetiquo el novo, in qualtro libri. Il cap. XVIII del remo di parlare particolarmente di loro, e li riporPrincipe è in sostanza preso di mira ne' due libri remo nella classe stessa di lolli quelli scrillori, che De Imperio virlulis, ove falsamente si vuole attri- senza altra cognizione di causa si sono dilettati , buire al nostro Autore l' aver dello, che migliore cosi in passando, di regalargli qualche titolo di sia la linta della vera virtù. Il libro De Robore bel- obbrobrio. lico è un'acre declamazione, simile a quella dell' Osorio e del Possevino; e quelli De Italiæ slalu III. -- Giusta intelligenza delle opere del Machiarelli, antiquo el novo hanno per oggello di rappresen

e specialmente del Libro del Principe. tare l'Italia più Norida sollo il dominio dei pontefici, che ai tempi dell'antica sua grandezza.

Non è nostra intenzione rilessere di nuovo, o Oltre a questi, che per essere i primi, giusto riportare per intiero la vittoriosa difesa del Maè noverare come i principali impugnatori del Ma- | chiavelli, quale si legge nella prefazione della chiavelli, diversi allri Scrittori hanno avula l'am- citata edizione del 1782. Fu in quel lempo opporbizione di scendere in diversi tempi su questa tuna , allorchè la cognizione di un tanto Scritarena; fra i quali, per non perderci in un lungo tore era confinata nei gabinelti dei veri uomini catalogo, ci limitiamo a nominare Pietro Ribade- d'insigne letteratura, e di purgato giudizio. Ora neira (1), Gio, Lorenzo Lucchesini (2), Girolamo che mediante il lume sparso sopra di lui, è diveMaria Muti (3), e fino l'istesso Voltaire (4), che nuto più famigliare, sarà bastante delibare qualche aiuli suoi, nel proemio dell'Arte della Guerra. De- sime, precelti e senlenze del Machiavelli, estralle leslabile è la fraude in ogni azione, nel cap. XL del per opera di un insigne magistrato fedelmente, selibro terzo de' Discorsi. Laudabile in un principe condo il senso dell'autore, e colle sue stesse parole mantener la fede, e vivere con integrilà, e non con da qualunque dei suoi scritti, disposle regolarmente asluzia, nel cap. XVIII del libro del Principe. sotto tanti capi, che formano in corpo il sistema Ulile a un principe avere da' soldali e dai suddili polilico del Segretario Fiorentino. Questa operetta l'ubbidienza e l'amore, cap. XXII del libro terzo ayrà luogo in fine della presente edizione, come lo de' Discorsi. Desiderabile esser lenulo pietoso, nel ebbe la prima volta in quella del 1782, dalla quale cap. XVII del Principe. Cosa abominevole ammaz- lutte le edizioni posteriori l'hanno ricopiala. zare li suoi cilladini, Iradire gli amici, esser senza fede, senza pielà, senza religione, nel cap. VIII del

nel riprodurre la illustrazione lelleraria delle sue quae inter alia criminalur Possevinus, Religionem Ethnicam Christianæ præferendam , ant doctores Christiance Religionis

opere. nihili faciendos , etc... Nec tamen longe petenda aut hariolanda

Il libro del Principe è quello che più d'ogni alvenil causa crassi illius Posseviniani erroris , modo quis inspe. Iro ha maggiormente esercitale le penne de' suoi rerit volumen illud, quod Anti-Machiavelli tilulo áuwvukos detraltori. Essi hanno creduto, o sallo credere, di opposuit, hinc inde er variis libris Machiavellicis excerplis srn. trovarvi un pieno e ragionalo sistema d'irreligione, tenliis Janocentius Gentillelus. Hoc enim tres in libros est di- d'empietà e di tirannide, figlio degl'intimi sentistinctum ; el in eius duobus prioribus reprehensa sunt illa, quae menti dell'autore, ed hanno gridato ad alta voce al duobus prioribus de Principe libris haberi Possevinus ridicule

lupo, ed eccitata contro di esso l'indignazione uniadfirmal, in tertio etiam illorum librorum animadvertitur in ca, quæ ex terlio libro de Principe frustra repetil Machiavellus ;

versale. Una buona e giusta regola di critica avrebbe nt liquido appareat er illo volumine Anti-Machiavellico, non

voluto che fosse stalo preso in considerazione nel antem ex Machiavello ipso Possevinum sun accepisse.

suo totale, e non a pezzi slaccali e molle volle (1) Il Principe Cristiano del Ribadeneira è piuttosto scritto

sfigurali; che non dissimulasse la disapprovaper irritare il re di Spagna contro gli eretici , che per consu

zione dello stesso scrittore, non mai disgiunta dalle tare il Machiavelli. Se nella prefazione qualche cosa ei riporta come del nostro Segretario, vi si ravvisa l'istessa alterazione

massime veramente perverse ; che si confrontasse del Possevino. Del rimanente era veramente il Ribadeneira degno

il Machiavelli col Machiavelli medesimo, uno scritto di confutare le supposte massime tiranniche del Machiavelli; egli con gli altri suoi scrilli, un sentimento coll'intiero che nel riferire il regicidio di Enrico III, re di Francia, usa de' suoi sentimenti; e compreso per questa regia tal modo, che ben si intende come approvi e commendi quella via il vero di lui spirito, e lo spirito delle sue opere, delestabile azione.

era da vergognarsi di combattere un fantasma , (3) Stampò il gesuita Lucchesini un opuscolo intitolato : Sciocchezze scoperte nelle opere del Machiavelli dal P. Luc.

creato nella propria immaginazione. Come egli fachesini. L'impegno di trovare in un autore quale è il Machia

cesse il principal fondamento della sua politica la velli delle Sciocchezse, fu giudicato sommamente ridicolo. Si religione, e quanto della religione cristiana singoosservò il grazioso equivoco dei libraj, che nello scrivere sulla larmente valutasse il pregio in ogni branca di amcostola del libro il titolo, dicevano per abbreviatura , Sciocchezze ministrazione governativa, si presenta agli occhi del P. Lucchesini, onde l'autore di certa Salira, che fu attri

di chiunque in cento luoghi delle opere sue. Essa buita al Menzini, cosi vi scherzo : Tante sciocchesse non contien quel bello

rispellala e osservala è il sostegno dei governi, e traOpuscolo del Padre Lucchesini,

scurala è il preludio sicuro di loro rovina, nel Che facciò di C....... il Machiavello.

cap. XII del libro primo de' Discorsi. Alla religione (3) Nel 1725, colle stampe di Venezia, comparve alla luce cristiana deesi l'aureo nuovo dirillo delle genti, e la un'opera intitolata u Il trono di Salomone, o sia politica di go- moderazione ed umanità con cui Irallansi presso i verno a Intle le nazioni del mondo, dove s'impugna il Machin. velli, si combatte il duello, si erirdiscono i principi nel governo,

cristiani, fino i nemici, nell'Arte della Guerra,

bro secondo sul fine. Il limore di Dio esser dee il con altri rilevanti trallali di Gio. Maria Muti. »

(4) Anti-Machiavel, ou Essai de critique sur le Prince de primo pregio del soldalo, come colui che ogni di solMachiavel, publié par M. de Voltaire. Amsterdam 1741. lumellendosi a infinili pericoli, ha più bisogno degli

IV.— Disegno del Machiavelli nello scrivere Principe. Sono modi crudelissimi violentare i po

il libro del Principe. poli, e nemici di ogni vivere non solo cristiano ma umano, e debbegli ogni uomo fuggire, e volere piul- Le osservazioni ed i riflessi di sopra accennali loslo vivere privalo, che re con lanla rovina degli ci conducono a parlare della opinione, che hanno uomini, nel cap. XXIV del primo libro de' Discorsi. avula molti dotti uomini sul disegno del MachiaDietro le quali massime, che sole riportiamo per velli nello scrivere il libro del principe. L'erudito un semplice saggio, giova osservare con qual sen- monsig. Giovanni Boltari asseriva che lo presenlimento egli rappresenta dovunque, nelle Storie tasse a Clemente VII sollo il titolo del Tiranno; principalmente e nei Discorsi, il carattere degli e monsig. Gaetani, uomo di vaste cognizioni, in una uomini benefici e virtuosi, di Scipione, di Teodo- sua operella che abbiamo veduta MS. presso di lui, rico, di Giovanni e Cosimo de'Medici; ed al contrario appoggia sopra di ciò una prova della debolezza di con quali neri colori ei dipinge la tirannia del duca quel pontefice, e della sua facil natura ad essere di Atene (1); le violenze e la corruzione del go- ingannato, di cui dice che profitto il Machiavelli in verno di Firenze (2); le ingiustizie vere o supposte quella occasione (1). Rendesi però il fatto improdi Astorre Gianni (3); la villa di Bartolommeo Or- babile, se vogliasi considerare, che lo stesso CleJandini, e la sua indegna vendella contro Baldaccio mente VII nell'anno 1631 accorda un breve di di Anghiari (4); il tradimento di Ferrando re di privilegio ad Antonio Blado, per ristampare noNapoli nell' uccisione di Iacopo Piccinino (5); e vamente in Roma Opera quondam Nicolai Mafinalmente come ei tralti ne' suoi Decennali Ales- chiavelli, videlicet Historiam, ac de PRINCIPE , el de sandro VI, e l'infame di lui figliuolo, il duca Va- Discursibus, nè è presumibile che dovendo la prelentino (6), che male a proposito su supposto l'eroe sentazione del libro esser posteriore all'anno 1624, del libro del Principe. Ma per tutti questi esempi , epoca della creazione di Clemente VII, il

papa e per cenlo e mille altri tralti di simil natura, che avesse cosi presto dimenticata la sorpresa, e il bas'incontrano negli scritti suoi, basti il fermarsi sul rallo sostanziale del titolo. Noi vedremo più sollo, cap. X del libro primo de' Discorsi, e vedere ivi anzi udiremo parlare di questo libro il Machiavelli con quale intimo sentimento di persuasione, e di- slesso, e direi dove, e in qual tempo su da lui remmo quasi entusiasmo, egli segna ai supremi scrillo, a chi pensava indirizzarlo, e con quali vegovernanti la via della virtù, e scuopre lulto l'or- dule; delle quali circostanze niuna combina col rore di quella delle scelleratezze e del vizio. Noi sallo supposto da quei due valenluomini. rimelliamo i lellori a quell' aureo capitolo, e dopo L'opinione per altro che il disegno del Machiadi quello ad una preziosa operelta, intitolata

La velli fosse di rappresentare in quel libro il Tiranno menle di un uomo di slalo, stampata la prima è tanto antica, che risale poco meno che al suo lemvolta in Roma nel 1771 con pubblica approvazione, po. Sembrerebbe che egli stesso ne somministrasse la quale allro non è che una collezione delle mas- qualche plausibile argomento. I capitoli XXVI

(1) Storie lib. II.
(2) Storie lib. III.

(3) Storie lib. IV. Si è detto vere o supposle, perchè il Tinuccio in quei tempi cancelliere del magistrato de' Dieci, e Neri Capponi, che scrissero un'istoria, come riferisce Michel Bruto nel libro primo delle sue storie, non fanno menzione della cru. deltà rimproverata al Gianni , anzi lo lodano di molte sue azioni Non pare neppure che fosse ammonilo, cioè privato di poter cuoprire magistrature, come dice il Machiavelli, in

pena

delle sue violenze commesse nella valle di Seravezza, poichè si trova degli Accoppiatori dello Squirtinio dell'anno 1433, e della Balia nel 1434.

(4) Storie lib. V. e VI.
(5) Storie lib. VII.
(6) Decennale I.

(1) L'opera in cui monsignor Gaetani accenna questo fatto è intitolata « Ricerche istoriche sopra la corte di Roma in risposta a un articolo degli Annali del sig. Linguel. L'oggelto dell'illustre prelato, in questo suo scritto, è di difendere la memoria di alcuni papi, maltrattati con ingiuriosi epiteti dal Linguet nell'art. 6 del primo volume, ove fra gli altri dà il titolo di përfido a Clemente VII. Dicesi adunque da monsigoor Gaetapi, che il comparire che fa quel papa nella storia come vioJatore de' trattati , nasce dall'essere egli stato di continuo aggi. rato e ingannalo dagli ambasciatori, specialmente Spagnuoli e Francesi, ed essere troppo spesso caduto nelle loro insidie. L'aulore di tale operetta non ha mai volato stamparla, benchè il sig. Linguet stesso ne restasse sodisfatto, ed avesse avuto l'imprimatur dal maestro del sacro palazzo, fino de' 30 setternbre 1778.

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