Storia dell'arte italiana, Volume 6

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Brani popolari

Pagina 258 - Donato scultore e in quegli altri Nencio e Luca e Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegno da non posporli a 15 qual si sia stato antiquo e famoso in queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria e diligenza non meno che in benificio della natura e de...
Pagina 519 - ... a chi meglio degli altri si fusse in alcuna cosa adoperato ; onde gareggiando fra loro i giovani studiosi delle nostre arti, ne divennero, come si dirà, eccellentissimi. Era allora custode e capo di detti giovani Bertoldo, 1 scultore fiorentino, vecchio e pratico maestro stato già discepolo di Donato ; onde insegnava loro, e parimente aveva cura alle cose del giardino, ed. a...
Pagina 492 - ... pergami di Donato suo maestro, ma per molti getti ancora che egli aveva fatti di bronzo di battaglie e di alcune altre cose piccole, nel magisterio delle quali non si trovava allora in Firenze chi lo avanzasse. Dolendosi adunque Lorenzo, che amor grandissimo portava alla pittura ed alla scultura, che ne...
Pagina 72 - Paolo l'anno 142.9 di Lucca, e che la città rimase libera, fu levata di quel luogo, e per l'odio che alla memoria del Guinigio portavano i Lucchesi, quasi del tutto rovinata. Pure, la reverenza che portarono alla bellezza della figura e di tanti ornamenti, li rattenne, e fu cagione che poco appresso la cassa e la figura furono con diligenza all'entrata della porta della sagrestia collocate, dove al presente sono; e la cappella del Guinigio fatta della comunità.
Pagina 284 - Di scultura, egli n'era intendentissimo; e molto favoriva gli scultori e tutti gli artefici degni. Fu molto amico di Donatello e di tutti i pittori e scultori ; e perché ne' tempi sua quest'arte degli scultori alquanto venne ch'egli erano poco adoperati, Cosimo, a fine che Donatello non si stesse, gli allogò certi pergami di bronzo per...
Pagina 334 - Mariano (2), che già 4 anni ve lo menavo da Padova; avendo esso grande affectione d'essere a Siena, per non morire fra quelle ranochie di Padova; che poco ne manchò.
Pagina 135 - Lorenzo lavorare di sua mano in su cera e ottone, e massimamente in su quelle parti che sono di più perfezione, come capelli, ignudi e simili.
Pagina 180 - Della vita di Filippo Brunelleschi attribuita ad Antonio Manetti con un nuovo frammento di essa tratto da un codice pistoiese del sec. XVI, in «Archivio storico italiano», s.
Pagina 12 - Attendi, che la più perfetta guida che possa avere e migliore timone, si è la trionfai porta del ritrarre di naturale. E questo avanza tutti gli altri essempi ; e sotto questo con ardito cuore sempre ti fida, e spezialmente come incominci ad avere qualche sentimento nel disegnare. Continuando ogni dì non manchi disegnar qualche cosa, chè non sarà sì poco che non sia assai; e faratti eccellente pro.
Pagina 182 - Pistoia, che è molto ricco, furono allogate a lui: e lui le fece di sua mano; che era in quel tempo maestro, ma molto giovane. Fece di scoltura di legname, e colorì, una Santa Maria Maddalena, tonda, come naturale, e poco meno di grandezza, molto bella, la quale arse nella chiesa di Santo Spirito nel 1471, quand'egli arse la chiesa.

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