Vita di Giovanni Boccacci scritta dal conte Gio. Batista Baldelli ...

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C. Ciardetti e comp., 1806 - 392 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 26 - Soli eravamo e senza alcun sospetto. Per più fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci il viso; Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante, Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: Quel giorno più non vi leggemmo avante.
Pagina 277 - LI non si ride mai, se non di rado: La casa oscura e muta e molto trista Me ritiene, e riceve a mal mio grado; Dove la cruda ed orribile vista D'un vecchio freddo ruvido ed avaro Ogn'ora con affanno più m'attrista.
Pagina 372 - Febo co' suoi cavalli al sedecimo grado del celestiale Montone pervenuto, e nel quale il glorioso partimento del figliuolo di Giove dagli spogliati regni di Fiutone si celebrava, io, della presente opera componitore, mi trovai in un grazioso e bel tempio in Partenope, nominato da colui che per deificarsi sostenne che fosse fatto di lui sacrificio sopra la grata, e quivi con canto pieno di dolce melodia ascoltava l' uficio che in tale giorno si canta, celebrato da' sacerdoti successori di colui che...
Pagina 132 - Petrarca che avea riempiuto ogni parte dove la lettera latina è conosciuta, potè francamente ricordare « il presente nostro autore, la luce del cui valore è per alquanto tempo stata nascosa sotto la caligine del volgare materno...
Pagina 195 - Or se' colà, dove spesso il desio ti tirò già per veder Lauretta; or sei dove la mia bella Fiammetta siede con lei nel cospetto di Dio. Or con Sennuccio e con Cino e con Dante vivi, sicuro d'eterno riposo mirando cose da noi non intese.
Pagina 169 - Quali rapine, quali spoglie, quali » segni militari si fece portare innanzi? Quali campi » di nemici prese? Quali province sottomise? Sarà chi » dirà lui avere spesse volte tolto via grandissime » schiere di congiurati nemici: nol negherò; ma que...
Pagina 156 - Dio concessati, lungi dal? adoperarla in servìgio del donatore, tu ne usi all' altrui rovina, mosso da futile onore, da vana gloria? Ti è forse ignoto, che i tuoi componimenti depravano il buon costume, da cui dipende il vivere rettamente, e castamente? Qual premio sperar puoi tu dal Creatore, tu che apertamente ti sei dichiarato nimico della pudicizia, ed escusatore della disonestà? Debbo esortarti a mutar vita, a detestare il contaminato modo di poetare, che ti fu d'ostacolo a vivere virtuosamente:...
Pagina 365 - Quegli che dopo lui rimase successore nel reale trono lasciò appresso di sé molti figliuoli , tra' quali uno nominato Ruberto nella reale dignità constituito rimase , interamente coll' aiuto di Pallade reggendo ciò che da...
Pagina 103 - Morto è il tuo Dante Alighieri in quello esilio che tu ingiustamente del suo valore invidiosa gli desti. Oh peccato da non ricordare, che la madre alle virtù di alcun suo figliuolo porti livore! Ora adunque se' di sollecitudine libera, ora per la morte di lui vivi ne' tuoi difetti sicura, e puoi alle tue lunghe e ingiuste persecuzioni por fine.
Pagina 103 - Sulmona niuna altra cosa pianse lungamente, se non che l' isola di Ponto tenga in incerto luogo il suo Ovidio; e così di Cassio, Parma si rallegra tenendolo. Cerca tu adunque di voler essere del tuo Dante guardiana, radclomandandolo; mostra questa umanità, presupposto che tu non abbia voglia di riaverlo: togli a te medesima con questa finzione parte del biasimo per addietro acquistato, raddomandandolo. Io sono certo ch'egli non ti fia renduto; e ad un' ora ti .sarai mostrata pietosa, e goderai,...

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