Sonetti: per la infermità e guarigione di Cosimo I, dei Medici : pubblicati per la prima volta in occasione della recuperata salute di S.A.I., ER. il granduca di Toscana Ferdinando III.

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Per il Magheri, 1821 - 33 pagine
 

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Pagina 25 - aspro strazio indegno Empie 1' aer di voci alte , e gioconde : Varchi , tal noi vedemmo in poco d' ora Chi libra Etruria con sì giusta lancia, Nostra fidata tramontana ognora, Di fero nembo aspersa , e quasi allora Mostrarsi a noi , che 'n
Pagina 27 - pregio, e vanto? Deh se pur esser dee, d' oscuro ammanto Si vesta il Sol, che '1 falso apre, e disgombra. Ciò eh' al suo posar qui manco s' adombra, Venga al suo dipartir fosco altrettanto. Deh qual fralezza il cor doglioso assale? Io per me prego ognor 1' eterno Amore, S' ardente prego, e pio tant
Pagina 25 - legno, E par , che d' ora in or rompa , o s' affonde Ma poi eh' amico Ciel chiara diffonde Sua luce , o '1 doppio appar salubre segno , La gente tolta
Pagina 14 - dal Poggio, ove dolor s' accoglie Oggi infinito, vivete or lontano, Non è però caro, e gentil Trajano, Ch' acerbe non sentiate estreme doglie. Non ha tante acque Ombron, né tante foglie Muovono i venti in tutto questo piano, Quanto si piange, e si sospira invano, E si cangiano ognor pensieri, e voglie, Mentre eh
Pagina 31 - del Ciel, se mai preghi mortali Mosser la dolce tua bontà infinita, Abbi di noi pietà, porgine aita Al buon Cosmo, che langue in tanti mali. Tu vedi sol di quanti danni, e quali Fora al Mondo cagion la sua partita, E di quai beni, e quanti è la sua vita, Che per quinci fuggir, distese ha l'ali.
Pagina 30 - s SONETTO XXXII. cendete ambo dal Ciel, coppia gradita , Scendete ornai , che '1 Gran Duce Toscano Langue dal duol trafitto sì,che'nvano S'è tentata, e si tenta umana aita. Perché mesta la gente, e sbigottita S'affligge, e prega, che la vostra mano Santa, buon Cosmo , e voi , buon • Damiano Lo tolga a morte, e lo ritorni in vita. Oh pria
Pagina 13 - Buon Duce Cosmo Signor vostro, e mio? Ancor dagli occhi un largo, e caldo rio Verso, né frenar so dolor sì fero. \ Ancor si volve entro la mente ogni ora Qual sarìa stata Italia tutta, e quanto Perdeva il Mondo, non pur 1
Pagina 29 - son nostri desiri ; Che mi tolga di qui pria che più miri In tanta il mio Signore angoscia, e pena. Bench' ei più eh' altro mai, fermo , e costante, Come quel, che Dio teme, e da lui spera Per fragil vetro aver saldo diamante,
Pagina 24 - chiudo ira entro il cor ? Qual serro sdegno ? Qual mi conturba duol ? Qual mi confonde ? L' altero Duce umil delle chiare onde D' Arno , e d' Arbia , eh' è sol di viver degno, Combatte Morte ; ond' io m
Pagina 28 - AL REV. PADRE DON GRAZIA M PRIORE DEGLI ANGIOLI SONETTO XXX. ai non fia , che '1 mio cor si stanche , o sazie Or, eh'è salvo il Gran Re d'Etruria, e noi Lieti, e felici, di commendar voi, E render, Grazia,

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