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quasi uguale aumentarono anche finora i prodotti cereali. Ma ciò fu per la libera comunicazione coll' Irlanda, pel dissodamento dei terreni incolti e dei pascoli comunali, pei progressi grandissimi dell'agricoltura. Queste cagioni essendo cessate, o non potendo più operare con eguale efficacia, sarà mestieri d'ora innanzi o concedere che si traggano viveri dal di fuori, o lasciare che il primato industriale, la prosperità, la popolazione inglesi vengano

meno,

Ma si conceda ancora che la Gran Brettagna possa sopperire allo stretto necessario dei viveri. Sarà perciò giusto, sarà conveniente in questo termine rimanersi? Per determinare la nostra opinione in questo supposito, ci sia lecito toccare della natura e dell'indole della rendita agraria. Alcuni economisti hanno paragonato la terra ad una macchina, e questa similitudine si parrà inesatta a chiunque consideri la varietà grande che è nelle disposizioni naturali e nella fertilezza de'terreni. Laonde, per accostarci più al verisimile, converrebbe dire che il suolo è un complesso di macchine, aventi forze diverse e disuguali.' Il che pone fra esso e le altre industrie una sostanziale differenza. Perchè allorquando dopo i terreni migliori si mettono in coltura gli altri men pingui, o si vuol rendere più ferace un medesimo terreno per giunta di capitali e di lavoro, queste operazioni non arrecano un interesse sempre proporzionato. E vaglia il vero, se tu vuoi raddoppiare o triplicare la quantità dei prodotti del tuo podere, la seconda produzione ti costa più caro della prima, e la terza anche più. Ora si noti che questo genera una mutazione corrispondente nel prezzo dei prodotti, i quali debbono sempre compensare per lo meno le spese di produzione, e così il grano di un paese che per venire nei vari terreni addimandò una spesa diversa, si pareggia

·V. Rossi, Cours d'écon. polil., L. 7.

tutto di valore a quello che costa maggiormente. Il divario fra la spesa di produzione e il prezzo del mercato, costituisce quello che chiamasi da alcuni valor d'affitto, e che noi diremo più propriamente rendita. Pertanto, a misura che per l' aumento della popolazione la coltura si stende a men fertili terreni, o altri pone nuovi capitali e nuovo lavoro nei terreni medesimi, rincarano i prezzi e cresce la rendita del possidente. La qual cosa non avviene nelle altre industrie, dove la fabbricazione può immaginarsi indefinita, e i prodotti moltiplicandosi serbano costantemente una ragione proporzionata di spesa. Le gabelle frumentarie formano adunque (ad eccezione delle altre, onde abbiamo parlato nel principio di questo ragionamento) un vero monopolio utile ad una classe, dannoso al comune. Che se il terreno inglese per ulteriore sforzo di solerzia potesse nutrire più abitatori, come si fa il supposto, ciò sarebbe a vantaggio dei soli proprietari rurali, e non della moltitudine. Ma rimanendo uguale il salario dell'operaio in tutte le altre manifatture, questi ne avrebbe tanto maggior difficoltà a provvedersi di alimenti. E già anche adesso si può vedere come il prezzo corrente delle derrate in quel reame sia sempre più grave che nelle altre regioni del continente; sicchè il povero è astretto a cibarsi più di patate che di pane, non può risparmiare un peculio per la vecchiezza, trovasi del continuo in pericolo di strema miseria. S'ag. giugne che la proprietà rurale è raccolta in poche famiglie smisuratamente alzate sovra la condizione comune. Vuole adunque la giustizia e il ben pubblico, quand'anche la necessità nol comandi, che sieno tolti gl' impedimenti al commercio dei grani, e alla moltitudine che si travaglia nelle fatiche, ed è il nerbo della patria grandezza, sia dato modo di guadagnare onoratamente la vita.

Queste cose si agitavano universalmente, ma soltanto a gradi l'opinione si veniva rischiarando, e ne acquistava autorità. Imperocchè non si vuol dimenticare che nei paesi aventi un governo rappresentativo, è sempre la ragione pubblica che da ultimo vince la pruova. Però quello che negli Stati monarchici assoluti un buono e dotto Principe può fare a vantaggio dei popoli anche ignari e recusanti, non si ottiene negli Stati liberi che a poco a poco e per universal persuasione. Il che fu manifesto nel 1841 quando il Ministero di Lord Melbourne, prestando orecchio alle doglianze del commercio e dell'industria, tentò di modificare la tariffa delle materie gregge, e di sostituire alla scala mobile dei grani un diritto unico e stabile di 8 scellini. Ma l'opinione non era per anco matura, nè il Parlamento solo ributtò la proposta, ma la maggiorità stessa del paese le si manifestò avversa nelle elezioni. Nondimeno il partito della riforma si vantaggiava ognora di numero e di potere, tanto che successe Roberto Peel al ministero Melbourne, e recato a quell' alto grado dai fautori del monopolio, egli primo, accortissimo com'era, ideando un cambiamento nella legge frumentaria, diminuì il massimo della gabella, ne rettificò alcune parti, e la rese piu regolare ed ordinata.

In questo mezzo cominciava ad ampliarsi e ad acquistar grido una Società, della quale importa che noi tocchiamo in breve l'origine e i progressi, poichè si deve ad essa per gran parte la presente riforma.' La fondarono in Manchester un Cobden, un Bright, un Wilson, e pochi altri benemeriti. Questi, fermamente convinti dei principii della libertà commerciale, stabilirono insieme di adoperare ogni mezzo dalle leggi concesso per volgere a favor loro

'V. Cobden et la Ligue, ou l'agitalion anglaise pour la liberlé du commerce, par Bastiat. Paris, 1845. MINGHETTI.

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le menti, e di non riposar mai finchè non fossero gli intollerabili abusi delle gabelle aboliti. Prendevan conforto all'impresa da esempi recenti e concludentissimi che il volere fortemente, e l' operare con perseveranza avean potuto rimuovere ostacoli giudicati insuperabili, raggiungere successi da prima insperati. Ricordavano che Lord Grey, giovine ancora, avea proposto certe mutazioni politiche, e che combattuto e deriso in sul cominciare, dopo quaranta anni di sforzi, potè con universale consentimento adempirle. Ricordavano Wilberforce fattosi impugnatore della schiavitù nelle colonie, come vincesse il partito dell' emancipazione contro la lunga ed ostinata guerra dei possessori e trafficatori di uomini, in onta alle sinistre previsioni dei paurosi di ogni novità, nonostante le somme esorbitanti che quella legge costò all'erario già esausto. Perchè non tentare il medesimo contro i monopolii, le tasse proibitive, e le leggi dei cereali, che essi chiamavano il codice della fame? Questo fu adunque il fine loro precipuo, e benchè in generale predicassero ogni altra franchigia commerciale, s'intitolarono Lega contro la legge dei grani (Anti-Corn-Law-League). Del resto, ogni altra politica disquisizione abbandonavano, mostravansi alieni da ogni setta, e le parole loro eran solo di ordine e di tran. quillità. Primieramente chiesero per lettere l' assenso degli uomini dotti in economia, dei più reputati e probi negoziatori, e di quanti autorevoli uomini poterono collegarsi: poi vennero all'opera. Voleasi indurre negli animi ancora dubitanti il convincimento, e confutare col raziocinio i sofismi degli avversarii. A tal fine tennero frequenti adunanze, parlarono nelle piazze e nelle campagne, scrissero discorsi, giornali, dialoghi acconci anche alle menti più semplici, mandarono in ogni parte d'Inghilterra uomini deputati a professare in pubbliche e gratuite lezioni le teoriche loro. È singolare il ragguaglio sol delle ope

rette dispensate in dono su questa materia, che di numero oltrepassano i dieci milioni. È singolare veder l' operosità di Cobden e dei suoi colleghi, e l'ardore con che seguivano l'impresa. Ad ogni occasione di ritrovo mostravansi, e parlavano nelle città, nelle castella, nelle ville, correndo per le vie ferrate in un medesimo giorno qui il mattino, qua verso il tramontar del sole, altrove la sera. Tutti accoglievano con benignità, li esortavano a diffondere quelle dottrine fra i parenti e gli amici loro, le donne sovrattutto invitavano e careggiavano. Voi, diceano, che siete tanta e sì gentil parte della società, non isdegnate occuparvi di cose, le quali a prima giunta paion troppo aride ed astrattè. Che se i vostri studi e il vostro diletto è nella poesia e nelle geniali lettere, pensate nondimeno che queste questioni economiche riguardano la vita, e la felicità del popolo. Ma qual cosa può confortarci più della vostra presenza e del vostro plauso alla generosa opera che da tante contrarietà è attraversata ?

Molto si giovava la Lega del sussidio delle donne per raccogliere danaro; perocchè faceva mestieri di non lievi somme a intraprendere viaggi, rimunerare maestri, pubblicare e diffondere libri. Così da volontarie soscrizioni ebbero nel 1839 cinque mila lire sterline, nel 1843 cinquanta mila, nel 1844 cento mila, nel 1845 duecento cinquanta mila. Ed io mi ricordo di aver veduto in Londra uno dei principali teatri addobbato a festa, e pieno di mercatanzie donate d'ogni parte d'Inghilterra. Quivi gentili e leggiadre signore rivendeano in pro della Lega, e fu per molti giorni una grande calca di visitatori e di compra

"L'ardore in favor della Lega era grandissimo, specialmente nelle piccole città, e spesso di là venivano, a ragguaglio, i maggiori donativi. Cosi, per esempio, nella piccola e peschereccia città scozzese di Kirckaldy, che non ha più di tre mila abitanti , furono raccolti in meno di due ore 48 mila franchi.

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