I primi tempi della libertà fiorentina

Copertina anteriore
F. Le Monnier, 1861 - 414 pagine
 

Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Nessuna recensione trovata nei soliti posti.

Pagine selezionate

Altre edizioni - Visualizza tutto

Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 81 - L' una vegghiava a studio della culla, E consolando usava l' idioma, Che pria li padri e le madri trastulla : L' altra traendo alla rocca la chioma, Favoleggiava con la sua famiglia De' Troiani, e di Fiesole, e di Roma.
Pagina 208 - ... più savi di questa città è stato detto e consigliato, in pubblica e privata adunanza, non doversi intraprendere le cose del Comune, se il concetto non è di farle corrispondenti ad un cuore, che vien fatto grandissimo perché composto dell'animo di più cittadini uniti insieme in un solo volere. » Arnolfo figlio magnanimo della Repubblica intese bene questo linguaggio che, come fu detto, pare de...
Pagina 243 - Carlo il vecchio d'Angiò per Firenze, e che fra le molte accoglienze fattegli dagli uomini di questa città, lo condussero a vedere la tavola di Cimabue, e che per non essere ancora stata veduta da nessuno, nel mostrarsi al Re vi concorsero tutti gli uomini e tutte le donne di Firenze, con grandissima festa e con la maggior calca del mondo. Laonde per l'allegrezza che...
Pagina 175 - Bella sopraddetto , uomo virile, e di grande animo, era tanto ardito, che difendeva quelle cose, che altri abbandonava, e parlava...
Pagina 208 - Attesoché la somma prudenza di un popolo d'origine grande, sia di procedere negli affari suoi di modo, che dalle operazioni esteriori si riconosca non meno il savio che magnanimo suo operare, si ordina ad Arnolfo, capo maestro del nostro Comune, che faccia il modello o disegno della rinnovazione di S.
Pagina 23 - Longobardi, pensò che gli bisognava cercare nuovi favori, e ricorse in Francia a quei re. Dimodoché tutte le guerre che dopo questi tempi furono dai barbari fatte in Italia , furono in maggior parte dai pontefici causate, e tutti i barbari che quella inondarono, furono il più delle volte da quelli chiamati. Il qual modo di procedere dura ancora in questi nostri tempi, il che ha tenuto e tiene l'Italia disunita ed inferma. Pertanto nel descrivere le cose seguite da questi tempi ai nostri, non si...
Pagina 266 - Frescobaldi, e essendo l'uso della terra a simili raunate i cittadini sedere basso in su stuoie di giunchi, ei cavalieri e dottori su alto sulle panche, e essendo a sedere, i Donati ei Cerchi, in terra (quelli che non erano cavalieri), l'una parte al dirimpetto all'altra, uno, o per racconciarsi i panni o per altra cagione, si levò ritto. Gli...
Pagina 281 - ... o ruberia a alcuno. Molto fu bello a vederli, con segno di pace, stando schierati. Il caldo era grande, sì che parea che l'aria ardesse.
Pagina 191 - Fiorenza: trovavasi uno mercatante d'oltrarno che avea nome Pera Balducci, discreto e savio. Lo re lo domandò dello stato e essere di Firenze, che i Pisani facevano loro Arabi ; lo quale saviamente rispose, mostrando la potenza e magnificenza di Firenze, e come Pisa, a comparazione, non era...
Pagina 76 - tutto sta nel cominciare. » Difatto non si può dire che nessuna impresa abbia capo cioè principio fino a tanto che sia solamente in disegno. E questo disinganni tutti coloro che si pascono di speranze o si sfogano in lamenti. Il Proverbio è uno de' più antichi, e oramai andato in disuso; ma per quei pochi Toscani che lo rammentano, esso ha un che di fiero e di tremendo, perchè ricorda la prima origine delle divisioni fiorentine. Quando la famiglia Amidei si consultava co...

Informazioni bibliografiche