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dopo il regno di Enrico n nelle milizie svizzere al soldo straniero.

Vili.

Emuli degli Svizzeri nella gloria militare, erano per calarsi in Italia a combatterli i Tedeschi agli stipendii della Francia e dell'Impero. Il paese molto generativo e fertile, ma povero di denari, e diviso in cento Stati sotto varie forme di reggimento, indipendenti, e legati solo pel comune vincolo dell'impero, aveva sempre nodrito una gioventù forte e cupida di procacciarsi la sua ventura colle armi in pugno. Già l'imperatore Federico in era stato costretto a comprare per 70,000 fiorini la pace dalle soldatesche, che sotto il pretesto di antichi crediti gli desolavano l'Austria (1). Succedutogli Massimiliano i nell'imperiale dignità, tosto riunì i più audaci ai suoi servìgi, diede loro una lancia e una daga, li disciplinò, li instruì; e cosi sorse la milizia pedestre dei Lanzichenecchi (2). Altri principi se ne valsero dipoi: durante il regno di Ludovico xn i Lanzichenecchi sottentrarono in Francia agli Svizzeri nel governo geloso delle artiglierie campali: e dai Lanzichenecchi specialmente fu guadagnata la battaglia di Ravenna.

Erano costoro per indole e per avarizia bravi e

(1) yEneae Silvii Piccolom. p. 59 (ap. Freher, t. II).

(2) Mettingh, Status militile Gcrman. antiq. p. 629-635 (Altonov. 1742). — Bilih. Pirckcim. cit. p. 11. — Joh. Fabri, Orai, in Maxim. I. p. 413 (ap. Freher, t.'II). — Pfister, Hitt. ffAlIcmagnc, t. VI. 429.

Lanzichenecco può significare tanto un fante armato di lancia, guanto vai fante provinciale.

coraggiosi; molto più poi degli Svizzeri di alta statura e di bella presenza: però, siccome erano uguali le armi, uguali gli ordini, uguali gli intenti dell'una e dell'altra milizia, così ne ricavavano materia d'inestimabile odio ed emulazione. 1 pingui stipendii, le opime spoglie dell'Europa inerme stavano schierate dinanzi alla cupidigia di entrambe le nazioni: or come avrebbero esse potuto tenersi dal contendersene l'acquisto, e dall'aggiungere al furore del guerriero l'astio del nemico? Per la qual cosa non era rado di vedere nelle battaglie gli Svizzeri ed i Tedeschi cercarsi ceme a proprio conflitto, e con accanimento investirsi, e in pari contrasto cozzare colle lunghe aste, anelando, anziché alla propria vittoria, alla morte dell'avversario. Già presso di loro né davasi, né ricevevasi quartiere: e narrasi che codesta animosità li trasportasse talvolta ad ungere i ferri e le mani nel grasso dei cadaveri nemici.

Del resto questa bravura della fanteria tedesca era guastata da infiniti difetti. Empia, disobbediente, data al vino, impazientissima, puntigliosa, improvvida, materiale; non altrimenti che le generazioni le quali avevano invaso il mezzodì dell'impero romano, traeva ella seco, dovunque andasse, sopra i carri le donne ed i fanciulli; dal che derivava e grave impedimento nelle fazioni di guerra, ed enorme molestia ai paesi percorsi (i).

(1) Così li descriveva l'ambasciatori venelo nel 1546: «• . . . empii, disobbedienti, arroganti, imbriachi. . . . stimati «più per la riputazione delle cose passate e per la ordinanza «che portano dal ventre della madre, che per giudizio e pra«tica. ... È gente che non teme la morte, ma non sa prove

Della cavalleria tedesca, sia per la natura troppo greve dei cavalli, sia per la troppa bassezza delle selle, sia perché i soldati non costumavano di armare le coscio e le gambe, si teneva piccolo conto. In realtà eglino per tutte queste cagioni né potevano reggere al primo scontro (nella qual cosa consisteva l'importanza degli uomini d'arme), né, scavalcati che fossero, bastava loro l'animo di difendersi coli'arme corta contro ai fanti più destri e più acconciamente armati. Aggiungevasi che, sia per povertà, sia per avarizia, non si menavano dietro che un solo cavallo, caricando tra ogni venti uomini sopra un carro le robe e le vittovaglie; perloché si trovavano in necessità di ingaggiare battaglia con destrieri stanchi dal viaggio e impotenti a sostenere il fiero cozzo degli uomini d'arme francesi od italiani (1).

« dere alcun vantaggio, né servirsi d'alcuna occasione nelle «espugnazioni, ov'è bisogno di cuor grande, d'animo invitto « e di destrezza e agilità di corpo.... Non esce alla scaramuc«cia; conduce seco molti impedimenti; è impazieutissima « della fame e della sete. Vuoi sempre essere pagata al tempo « deliberato; ne vogliono li capitani che si faccia la rassegna « più d'una fiata; ma che si continui a pagare sempre le me« desime paghe sino alla fine della guerra, ancorché pochi « ve ne restassero ». — Rclaz. degli ambasciai. Veneti, serie I. voi. I. p. 313 (Firenze, 1839).

Il soldo d«l fante era di 4 fiorini, del cavallo di 10.

(1) Relaz. venete, 1. cit. — Machiav. Ritratti delle cose della Magna e Art. guerr. II. 368. — Mieh. Goccinei, Ann. Bojor. 1. IV. p. 216 (Edizione del 1627).

«Lo sforzo degli uomini d'arme germani è di nobili; e « quando sono alla guerra hanno fior. 10 o 12 al mese, secondo « gli uomini. Al tempo di pace se no intertengono da 10 o 20 « mila l'anno, e sono obbligati con buoni cavalli ed armi serii vire al bisogno. Sono forti uomini e forti cavalli: ma perché IX.

Molte prestazioni personali e pochi denari costituivano gli eserciti dei re di Spagna, quando si trattava di guerra nel paese. I grandi vassalli laici ed ecclesiastici, mossi non meno dalla emulazione che dal dovere, servivano il re molto onoratamente, quale colla persona, quale con un certo numero di seguaci. Le comunità somministravano alcuna parte delle fanterie, le quali tuttavia, stante la poca paga e l'impossibilità di rubare, a gran fatica si raccoglievano. Il re passava a tutti qualche somma di denaro al di, finché durava il servigio. Cessato il bisogno, cessava per coloro l'obbligo, per lui la spesa. Colle entrate poi dei proprii domimi, con quelle dei tre ordini militari, di cui era Gran Mastro, colle prestanze che a volta a volta imponeva ai signori laici, colle crociate e decime che spremeva dagli ecclesiastici, manteneva attorno a sé un certo polso di gente a cavallo e a piede, e dava provvigione a 2000 gentiluomini, acciocché si tenessero pronti a militare al primo cenno (i). Ciò rispetto alla difesa interna dello Stato.

ic ogni comodo ha il suo incomodo, i cavalli sono cosi gravi e «soliti a mangiare tanta quantità di biade, e gli uomini tanto «dediti alla crapula, elle se la gran quantità di biade, vino e «bevande loro solite gli mancassero, facil cosa saria a farli « ruinare da se medesimi; oltre che per la troppa loro gravilà «non ponno far lungo viaggio». Relaz. venete (t. IV. p. 125). (1) Nel i 509 la Castiglia spendeva ducati 140 mila in 7000 uomini d'arme, e ducati cento mila nello intertenere continuamente duemila gentiluomini. Questi erano « obbligali in tempo « di guerra armarsi alla giannetta ovvero da uomo d'arme, e « per quanto dura la guerra servire la Corona per il salario che,

Fuor della Spagna, ninno per obbligo di sudditanza era tenuto a inviar gente, od a servire in persona. Però il re, quando voleva muovere guerra fuora del paese, faceva battere il tamburo pei luoghi abitati, e proclamare le condizioni dell'arruolamento. Chi si presentava era ricevuto. Ciò dicevasi fare*i soldati a tamburo. Una piccola paga li sostentava sino alle frontiere: colà si apriva il campo ai più vasti sogni dell' umana avarizia Infatti tanto si guadagnava, quanto si vinceva; e tanto più si vinceva, quanto meglio si combatteva; né per popoli naturati alle armi, alle privazioni ed alle fatiche , é a dire se questo stimolo del guadagno fosse efficace. Venivano in Italia in così povero arnese che li chiamavano bisogni: ma non tardavano a rinvenire i modi di vestirsi e di ornarsi. Misera la contrada che per altro più non viene apprezzata, se non per l'oro che ha, o pei piaceri che può fornire!

Quanto alla bontà di codeste leve, diremo che la cavalleria spagnuola non era punto da raffrontarsi agli uomini d'arme francesi o italiani. La maggior parte

« hanno gli uomini d'arme e giannetti che si fanno a tempo di «guerra». Nel 1532 il re teneva .per la guardia sua cento arcieri e cento gentiluomini: teneva inoltre 4000 scudieri d'accostamento, pagati gli uomini d'arme 16 ducati ed i cavallèggieri 12 due. l'anno; costoro non servivano che nei grandi bisogni e si accontentavano di qualche preminenza e del titolo di vassalli. Per la guardia della frontiera di Navarra il re aveva fanti 2000. Manteneva ancora 1000 uomini d'arme, 1000 cavalleggieri e 600 giannetti, pagati rispettivamente i primi 80, i secondi 50 e gli altri 40 ducati l'uno. I capitani non tiravano paga di sorta; ma in capo a qualche anno il re concedeva loro qualche beneficio. Relax, vende cit., p. 27. 44.

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