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sofferto quanto umanamente soffrire si poteva, la sventurata città si arrese per fame. Durò la difesa 17 anni; nè insomma si seppe, se in tanta continuazione di guerra fosse stata più miracolosa la costanza degli assediati o la ignavia degli assediatori. (1) Una novità segnò codesto assedio nella storia d'Italia, e fu la restaurazione delle milizie nazionali nel dominio fiorentino.

VI.

A due servigi militari adoperavansi in Italia i sudditi nel xIv e xv secolo. Il primo, interno e perpetuo non meno in guerra che in pace, era quello delle guardie e delle scaraguardie ossia pattuglie notturne. Questo servigio imponevasi nelle grosse terre. Gli abitanti delle piccole terre non erano tenuti a fare nè le guardie, nè le pattuglie: bensì quattro o cinque provvigionati ne custodivano la rocca, pronti a difenderla, in caso di repentino assalto, quanto tempo bastasse a ricevere soccorso dai vicini siti. In contraccambio gli abitatori venivano chiamati a vettureggiare le artiglierie, condurre i viveri, trasportare le bagaglie, preparare le vie, fare le spianate, lavorare le trincee, o affatto senz'armi o leggermente armati. Questo era il secondo dei servigi accennati, e tutto ciò si ricava specialmente dall'editto del 1556 di Galeazzo Visconti altrove citato (2).

Cresciuto l'uso e l'importanza delle artiglierie, e per conseguenza dei fanti, pensossia impiegare cotal gente

(1) Machiav. Spediz. al campo contro Pisa, 718-720.772-785.

– Guicciard. VIII. 306. 359. – Nardi, Vita del Giacomini. (2) V. sopra, parte II. cap. IV. S. I.

Vol. III, 23

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eziandio per combattere a pié. Sorse allora la milizia dei comandati. Era essa subitaria e temporanea : clié un comando del principe o dei magistrati la convocava e scioglieva. Infatti, manifestavasi egli un nemico presso ad una frontiera? e tosto il commissario imponeva, o, come allora dic.evasi, comandava un uomo per casa, preponeva a tutti alcuni coneslabili assoldati, e li inviava ai luoghi minacciati. In caso di vero pericolo mandavansi bande di mercenarii a rafforzare la difesa (1). In simil guisa imponevansi le giornate

(1) I seguenti passi faranno meglio conoscere il valore del vocabolo militare comandati, sul quale si tacciono i nostri migliori storici e filologi.

«Aumentava quanto poteva le genti sue di fanti pagati e comandati». Guicciard. XVIII. 188.

Narra il Machiavelli, che il Valentino un di gli diceva « Non « voglio che i Fiorentini facciano altro che mandare in quei «luoghi finitimi a Castello 50 o 60 cavalli, 300 o 400 coniaiiii dati, farvi tirare due pezzi d'artiglieria, comandare in quei « luoghi un uomo per casa, far fare mostre e simili cose....» (Legaz. al talentino, leti. Vili. p. 406).

« Una parte de' lavoranti {nell'assedio di Brescia del J448) si « pagava ogni giorno a denari; un'altra parte si comandava per «le quadre sul computo. Tutti i bifolchi conducevano il letame «a' ripari» (Crist. da Soldo, Ist. Bresciana, p. 854. R. I. S. t. XXI).

Così il Dati, non senza qualche esagerazione, descriveva verso il 1400 questa milizia appo i Fiorentini « A certi casi

«subiti di bisogno si ricorre agli uomini delle terre dei

« Fiorentini e del contado, con un ordine certo, che sta sempre «fermo, che in uno di ciascuno il sa, e infra due dì ciascuno « è con sue armi al luogo ordinato: e questo ordine è per «Provincie e contrade con numeri di capo-dieci e capi di «cento e di mille; e ogni volta che bisogna sono presti in due «dì al servigio del Comune con loro arme cento migliaia di

di lavoro pei pubblici e civili servigi, come del risancire le strade ed i ponti, e si designavano col nome di comandale: il qual nome, spogliato poi affatto della primitiva sua indole militare, fino a noi pervenne insieme colle deboli vestigia dell' antico diritto municipale.

Ma codesti comandati tumultuariamente raccolti, non mai esercitati alle armi, non mossi da sentimento di onore, erano di troppo lieve compenso alla mancanza delle fanterie nazionali. Cercarono di provvedere a tal difetto le città di Firenze, di Orvieto e di Venezia, quelle verso il 1550 coll'instituzione dei balestrieri del contado (1); questa molto più tardi collo ordinamento delle cerne, delle quali fra poco terremo discorso. Nel 1479 pensò pure di sopperirvi il marchese Ercole d'Este: a tale effetto fece descrivere nelle città e nei territorii di Reggio e di Modena ogni uomoattoallearmi;quindiscelsefra tutti idescritti 500 de'più idonei; imprestò a ciascun di essi una corazzila, e stabili loro una piccola paga al mese, affinché si tenessero pronti per qualsiasi caso di guerra (2). Però, sia a motivo della pace che irrugginì le instituzioni

« uomini a pie; dei quali una gran parte lavorano le terre; « tutti sono pratichi; poiché del continuo se ne servono alle «armi, chi a lanciare, chi a balestrare, e chi a una cosa e chi « a un'altra. E in quel tempo che il Comune li adopera in siffatti «bisogni, li provvede da vivere, e ancora è dato a ciascuno « ogni di certo pregio, come guadagnerebbe a lavorare ». Crou. p. 37.

(1) M. Villani, Cron. di Firenze, 1. VI. e. LXXI. LXXII. — Cron. d'Orvieto, p. 687 (R. I. S. t. XV). E vedi la nostra Mem. sulla milizia dei Comuni, §. 27 (Mem. dell'Accad. di Torino, serie II. t. II).

(2) Diar. Parmense, p. 303 (U. I. S. 1. XXII).

militari, sia a motivo della confusione portata poscia universalmente in Italia dalle invasioni straniere, fatto é che sul principio del xvi secolo invano (tranne un po'per avventura le cerne venete) si desideravano fra noi milizie nostrali stabili, con giusta disciplina e fermi ordini per ragunarsi ed esercitarsi.

Nel 1506 la insolenza, la ignavia e la mala fede dei mercenarii impiegati dai Fiorentini nell'assedio di Pisa, trassero la repubblica nella risoluzione di rinnovare le ordinanze a piedi del contado. Furono di ciò principali confortatori due egregi cittadini, Antonio Giacomini, uomo alla cui virtù parvero angusti i limiti della Toscana, commissario nel campo sotto Pisa, e già allievo nella professione delle armi di Roberto da Sanseverino, e quel Niccolò Machiavelli, segretario della repubblica, il quale primo in Europa ebbe animo di proclamare che la milizia, anziché un mestiere, era una instituzione nazionale, e si piantò incontro ai pregiudizii del tempo, inculcando la eccellenza della fanteria sopra la cavalleria, e la necessità di guernirsi di eserciti proprii e stabili. « I Veneziani e il duca di Ferrara, egli esclamava, « cominciarono l'ordinanza e non la seguirono; il « che é stato per difetto loro, e non degli uomini loro. « Ed io vi affermo, che qualunque di quelli, che ten« gono oggi Stato in Italia, primo entrerà per questa • via, fia, prima che alcun altro, signore di questa « provincia » (1).

A conforto pertanto del Giacomini e del Machia6 »J^e velli, il sesto giorno di dicembre del 1306, il mag

(I) Machiav. Art. guerr. 1. VII. p. 409.

gior consiglio statuì di creare nove officiali con potestà di sangue, i quali ricevessero l'incarico di descrivere e ordinare nel contado e nel distretto fiorentino diecimila fanti spartiti sotto altrettante bandiere quante erano le podesterie. Ogni bandiera doveva portare dipinto il leone della repubblica; il colore del campo doveva sceverare una bandiera dall'altra. Sopra ogni drappello o compagnia di 500 uomini deputossi un conestabile, al quale venne fissato lo stipendio di 12 ducati al mese di 56 dì. Doveva il conestabile assoldare un tamburino , che suonasse al modo degli oltremontani, e coll'aiuto di un cancelliere e di 50 caposquadra riunire ed esercitare la sua gente, secondo la milizia e l'ordine de' Tedeschi, tutti i giorni di festa, ora trasferendosi da luogo a luogo, ora convocando insieme tutte le bandiere a lui soggette. Nel febbraio e nel settembre di ciascun anno dovevano farsi le mostre grosse almeno di sei compagnie, e quivi, dopo la rassegna e gli esercizii, tutti i descritti a uomo a uomo erano tenuti a giurare fedeltà ed obbedienza alla repubblica. Nessun conestabile poteva comandare le genti della vicaria, della quale fosse nativo, né ritenere il comando del medesimo drappello più di un anno, né riaverlo prima di anni due.

Forma vansii ruoli al principio di novembre al modo seguente. I sindaci edirettori di ciascuna terra presentavano ai commissarii della repubblica una lista di tutti gli abitanti maschi dell'età tra i!5 anni ed i 50: fra questi i commissarii sceglievano i più atti alla milizia ; ed a ciascuno di essi fornivano le armi opportune, cioé un petto di ferro indistintamente per tutti, e lancia o scoppietto, o spiedo, o ronca, o spadone, o balestra,

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