L'Eneide di Virgilio, Volume 2

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Pagina 164 - tue. membra insepolte ; o in gorghi ciechi, A famelici pesci esca sanguigna, Te volveran l'onde fugaci al mare. Tosto poi Numa il forte, e Lica, e Antéo , Che in prima schiera combattean per Turno» Incalzati ebbe Enea; com'anco il biondo Camerte, figlio di quel
Pagina 83 - e il mare. In ordin stanno L'enee prore schierate. Al fiero scontro Gl'Itali quinci ed il Roman Senato, E il Popolo, ei Penati, ei Dei maggiori Sieguono Cesare Augusto: ei su l'eccelsa Poppa si sta, dalla serena fronte Intorno intorno dardeggiando fiamme
Pagina 203 - pure Consigliero ei non é. Di chiara stirpe Esce, per madre ; ma d'ignota e incerta, Pel genitore: ad ogni modo , ei puote Molto là, dove i torbidi dan loco A sediziosi moti. Avverso ei dunque A Turno insorge ; e contro a lui gli sdegni Vieppiù raccende in questi detti e aggrava : Ottimo Re, chiaro a noi tutti é il vero Del tuo
Pagina 82 - appeso a un rovinoso scoglio, E dalle Furie rabide atterrito. Gli Elisj altrove , ei segregati buoni Anco vi sculse, e duce lor fea Cato. Fusa in auro la immagin figurata Di un mar vedresti ampio rigonfio : i flutti Spume argentee biancheggian fra l'azzurro Delle mosse onde; e saltellanti in giro, Con mille guizzi dividendo l'acque, Delfini argentei brillano. Nel mezzo, Tutto avvampar dell'alta
Pagina 117 - vien da folta Di cacciatori minaccevol siepe, Contro l'armi arrovellasi, e s'avventa Volonterosa a inevitabil morte, Da se stessa infilzandosi nei ferri; Tale, ai nemici addosso si precipita, Morte volendo, il giovine, ove spesse Più le punte mortifere rimira. Ma Lieo, al corso più che in armi prode, Fra il tumulto ei nemici un calle trova
Pagina 282 - Sasso ; squarcio di monte, ivi posato Forse in vetusto limite de'campi: Sasso , al cui pondo a stento sottentrare Di dodici scelt' uomini, robusti Quanto li dà nostra presente etade, Potrebbero i forti omeri. Ecco , Turno Dato al masso ha di piglio ; ed a più possa, Eretto egli in se stesso, con man tremula Pur correndo
Pagina 284 - Tal era a te ) scongiuroti soltanto , D'aver del vecchio Dauno mio pietade: Or, me piagato, o se più il brami, estinto Rendi al mio genitore. Enea, vincesti ; E Turno vinto a te sporger le palme Vedean gli Ausonj : abbian qui gli odj fine: Omai Lavinia é tua. L'egregio Enea Soprastette, a tai voci ; e riguardandolo,
Pagina 88 - torreggiando il capo. Tale trascorre tacito in sua possa, Ricco di assai pacati fiumi, il Gange: Tale il Nilo ubertoso, allor che tutto Dagli inondati campi all'alveo primo Riadunarsi in se medesmo intende. Ma , d'atra polve all'improvviso alzarsi Miran dal campo i Teucri alta colonna, Che le lor viste offusca. A gridar, primo Caico egli
Pagina 108 - ode E le lor trombe, che inseguendo appressansi. Né gran tempo ci corre, ecco uno strido Gli fier l'orecchio, e visto in un gli viene Eurialo ; che vinto dalle tenebre E dalle ignote vie, cadde improvviso Fra quelle torme ; e preso, e strascinato, Va indarno dibattendosi. Or, qual resta Partito a Niso ? liberarlo a forza
Pagina 266 - insorge Discorde avviso : spalancar le porte Gli uni vonno, e su i muri inerme trarre Lo stesso loro Re : gli altri, a difesa, Danno all'armi di piglio. In simil guisa Chiuse di roso masso infra le cieche Latébre l'api, se il pastor le incalza Nei lor recessi col nemico fumo, Di loro sorte incerte svolazzando

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