Vita di Francesco Filelfo da Tolentino ...

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L. Mussi, 1808 - 205 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 117 - Una cosa non dubito da niuno mi fia negata, non essere giammai alcun altro stato nell'italico eloquio da cui oltre l'armonica melodia del suo divino poema più universalmente ognuno utilità prendere possa.
Pagina 43 - Roma in gastigo d'avere disonestamente e temerariamente parlato del Dominio Veneto, e del Ministro di quella Repubblica ('). E...
Pagina 127 - Legi quas in latinum ex Plutarcho Thesei Romulique Vitas convcrtisti et semel et iterum, eisque sum quantum ad orationis elegantiam attinet, perbelle delectatus. Fluit enim oratio ac nitet.
Pagina 116 - Tullio erano da natura tardi ed ingiocondi nel parlare: e qual fu però mai di tanta facondia, di tanto ornato, di tanta eleganza, di tanto eloquio il quale in alcuna minima parte comparare si possa con la soavità copia splendore della loro incredibile e quasi divina eloquenza?
Pagina 118 - Quella di cui niuna altra é maggiore né più gioconda né più sublime. E che cosa più grata, più fruttifera, più necessaria, più felice esser ci puote che...
Pagina 122 - Ed avvegnadiochè il leggere di questo divino poeta chiamato da ignorantissimi emuli leggere da calzolai e da fornai, quanta benevolenza et favore m'ha acquistato presso la vostra magnificenza, in tanto odio e persecuzioni ha me indotto presso de...
Pagina 136 - tiam carcere fuerit liberatus, nunquam, ut est animo ad vindictam prono, illatam obliviscetur iniuriam. Quid igitur faciundum censeo? Equidem haud scio. Video lupum teneri auribus. Consulat immortalis deus in medium. Tu autem si sapias, neutram in partem propensiorem te praestabis. Quod ne sine reprehensione sis facturus ad Petraiam tuam concede, tantisper mansurus, donec aliorum itulticia res decernatur. Vale Fiorenti» ex aedibua nostri
Pagina 121 - Chi è cagione di tanti suspecti ? Chi è principio « di tante ingiurie? Chi è autore di tanti oltraggi? Chi è « costui, chi è? Nominerò io tal mostro? Manifesterò io « tal Cerbero? Dirollo io? Io certo il debbo dire, io il « dico, io il dirò, se la vita n'andasse. Egli è il male« dico ed il prodigioso, il detestabile ed abominevole....
Pagina 116 - Socrate di cui poco avanti si parlava, da uno in fìsonomia peritissimo fu di natura viziosissima giudicato. E costui nientedimeno da tutti non meno per la continenza integrità e santimonia della onestissima vita, che perla sua maravigliosa e varia disciplina padre e principe de' Filosofi fino al presente dì si tiene ed afferma.
Pagina 118 - ... mortali, quanto per conseguire quel sommo ultimo e felice stato. Quanto maggiormente noi cristiani ci dobbiamo sforzare non solo civilmente, ma eziandio per solida e non simulata contemplazione volere cognoscere ed intendere quali sieno que...

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