Il Mediterraneo era il mio regno: memorie di un aristocratico siciliano

Copertina anteriore
Neri Pozza editore, 2015 - 346 pagine
A Palermo, nel maestoso palazzo Villafranca dov'è conservata la Crocifissione di Van Dyck, è nato e cresciuto l'ultimo superstite della nobiltà siciliana: il suo nome è Francesco Alliata e, a novantacinque anni, è "più vivo e più forte che pria", come avrebbe detto Petrolini. Sin da giovane, Francesco non è tipo dedito alle neghittosità e allo "sperpero di patrimoni in futili attività". Vuole prima costruirsi "una solida cultura e una ancor più solida educazione" e poi usarle entrambe per rendere produttive le proprie passioni. Al ginnasio Francesco scoprirà di essere "nato con la pellicola cinematografica attorcigliata al collo", un talento che lo accompagnerà per il resto della vita. Ecco perché, chiamato a servire la patria, fa richiesta allo Stato Maggiore del Regio Esercito di poter creare un Fotocinereparto per documentare le fasi della guerra. Sarà lui ad essere inviato a Palermo a fotografare i bombardamenti delle "fortezze volanti americane". Finita la guerra, si dedica all'esplorazione del mare o, meglio, dei suoi segreti. Ed ecco i documentari girati nelle isole Eolie e la fondazione nel 1946 della Panaria Film. Fino al giorno in cui, spiazzando tutti ancora una volta, decide di abbandonare il cinema per buttarsi nella produzione dei sorbetti e delle granite tradizionali, con lo storico marchio di famiglia, Duca di Salaparuta.

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