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riprovata dalle genti oneste. I Franc. Pazienziatt el diseya fraa Gandiott dicono On ne peut manier du beurre quand el perdeva i danee de la messa. sans s'engraisser les doigts.

V. in Fråa. I danee hin faa per spendi o hin Pocch danee pocch sant'Antoni (che redond

per

birlà. I danari son fatti anche dicesi Talis pagazio talis canper ispendergli(Lasca Strega III, 3) o tazio). Qual ballata tal sonata? Poco per ispendere (Monos. pag. 159). La danaro poca merce; poca stoffa abito roba non è di chi la fa, ma di chi la corto; pochi modi poca ventura; dal gode (ivi). Se tu tieni i denari serrati e

poco poco. nascosi, non sono utili a te a' tuoi Senza danee i pret canten minga (Pandolf. Gov. fam., p. 171 ediz. Class.). messa. V. in Mèssa.

I danee se trouven minga per stra- Toccà i primm danee. Prendere la da, o vero Voo minga a la strada a prima mancia. Far la prima faccenda. robaj mi i danee vė! I danari non si Dicesi dai bottegaj del primo vender a trovano nella strada(Lasca Strega 111,3). contanti dopo aperta ogni di la bottega.

I danee van a mucc, chi ghe n'ha Vess el re di o de danee. Essere la tropp, chi ghe n’ha minga o vero I da- regina di danari(Monig. Serv. Nob. II, nee van dove ghe n'è. La roba va alla 8). Misurare i danari con la pala(Asroba( Monos. pag. 525). Il Dantur opes setta I, 3). Misurare le doppie con nulli nunc nisi divitibus di Marziale,

lo stajo. Esser ricco sordo. I danee van e vegnen. I danari Danée. Danaro. Picciolo. Moneta di calcovanno e vengono (Monos. pag. 154). lo, 12 delle quali costituiscono un soldo.

La libertaa de fà e de desfà no gh'è Pagà lir, sold e danee. Pagare finedanee che le possa pagà. Sanità e li- mente , cioè interamente, del tulto. berlà vaglion più d'una città (Monos. Danée. Danaro. Danajo. La ventiquatp. 225). Prov. di cui è nobile antitesi il

tresima parte

dell'oncia

grossa nostra« Tu proverai siccome sa di sale lo pane le, equival. a 0,001135 di lib. decim. altrui, ecc. » (di Dante).

Danée per Scrúpol. V. L'è mej spend danee in pan che in Danée, che anche dicesi Òro. T. del medesinn. V. in Medesinna e Lenzæù. Giuoco di Tarocchi. Danari. Uno dei 1

Maneggià danee. Trassinare danari pali delle carte da minchiate, cosi detto (Pr, fior. IV, III, 99).

perchè si somiglia a quattrinoli gialli. Miralo ben miralo tutto l'omo senza Vess el re de danee. V. più sopra. danee come l’ è brutto. Oh quanto è Daneggià. Danneggiare. Nuocere. brutto

uom povero e vecchio! Daneggiaa. Danneggiato. (Mon. Tac. ed Am. III, 20).

Danerasc. Danajaccio(Cec. Servig. III, 2). * Non hai danari , grattati il forame ,

Mesterasc danerasc. V. in Mesteràsc. » Che sei stimato meno che il litame. >> Dånn. V. Dågn. disse il Burch. Son. 65). Chi ha sa, Dànna. s. f. Stizza. Rabbia, Rovello. ma chi non ha non sa(Nic. Mart. Let. Dannà. Arrovellare. Istizzirsi, V, Inrabbi 83). Chi non ha danari a lui manca Anche i Franc. ed i Provenz. usano ogni cosa(Pandolf. Gov. Fam., p. 170 la nostra voce nell'ugual senso. ediz. Class.). Chi non ha quattrini vada Danee danna. V. in Danée. in piazza a vedere i burattini(Fag. Prol. Få dannà l'anima. V. in Inrabbi. Forlini). Chi non ha oro non creda Dannaa. Arrabbiato. Stizzoso. Arrovellaesser mai in prezzo(Cant. Carn. I, 146). to. Si usa anche sostantivamente. V.

Mitaa parer e mitaa dance. Ajuto Rabin. Il Fagiuoli (Amor non opera a e non consiglio(Monos. pag. 341). caso, atto I, scena 1), disse « Lo

No pensà che a fà danee. Non at- vo' far morir dannato », cioè lo vo' tendere che al far roba(Vieri Trat. far morire di rabbia, di stizza. proem.).

On'anima dannada. Anima dannata. No vessegh danee che le

Uno scellerato. Une ame damnée diaver prezzo(Monig. T'ac.ed Am. III, 17). cono anche i Fr.

(V. in Mura. Non esser caro per danari(Monos. 238). Te set dannaa, va a salta la mura.

IN

paga. Non

Su quij pa

Dannadón. Ebbro di stizza. Pieno di Dàssen. V. in Dà.

stizza. Tutto collora. Uno stizzosaccio. Dalà. Dare. Porre la data. Far la data. Dannamént. , Povello. Stizza, Rabbia. Pan- Datàa. Dato. Dataa de Romma. Dato in Dannazión. ) core. Livore. Rabbiaccia. Roma. Dataa del quindes. Colla data Dannazión. Dannazione. Perdizione del- del quindici. In data del quindici. Dantell. Dentello?

(l'anima.

Dátta. Data. Nelle lettere e ne'frontispizj. Dapochisia. Dappocaggine. Dappochezza. Dattáss. Adattarsi. Accomodarsi. Dapós e Depós. Dietro. Di dietro. Dopo. Dàttol. Dattero. Dattilo. Il frutto della V. Após.

palma (dactylus dactylifera). Mettes dapos. Addoparsi.

Chi no gh' ha dattoli no magna

datDaquà, ecc. V. Dacquà, ecc.

toli. Chi vuol vin dolce non imbotti Dårbia. .. In Val Blenio, a Olivone, agresto (Burch. Son. 43). Prov. veneDarbiæů. a Biasca, ecc., in Val d'Orta, ziano invalso da pochi anni anche fra

chiamasi così quel cerchiello da cacino- noi, e indicante che l'usar soavità di le che nei monti a noi più vicini dicono

maniere è scala al nostro ben essere Fasséra, Facciroù, Quaccirci, ecc. V. nel mondo, e talora in senso peggiore Dardan. Balestruccio salvatico o ri- che il mondo è dei piacciantei e di Dardanell. pario(Sav. Ornit.). Pondi- chi sa andare ai versi del compagno. Dården. ne riparia(id.). Topino(id.). Davantagg. Oltre il bisogno. Di vantag

Uccello che è l'Hirundo riparial. gio. Di soprappiù. Darè, e alf. Daréra. v.a. Ultimo. Sezcajo- Dázi o Dàzzi. Dazio. Gabella. Diritto.

Daré è sincope di Dadrée , cioè che Avegh nagoit de dazi. Non aver da viene dietro tutti, il Dernier dei Fr. dazio(Cecchi Diam. III, 4 in Prov. 87). « Sarà col dare a strecc

Dazi de l'imboltaa. V. in Imbottaa. roll che se repossen su la darera vocha, Få de mincion per no pagà dazi. come Andà. »

(Var. mil.). V. in Minción. Mandà a la darera. Lasciar nel chiap- Tucc i paroll no paghen dazi. Ogni polo o nel dimenticatojo. Mettere o parola non vuol risposta. Le parole Buttarsi o Gittarsi una cosa dietro alle non s'infilzano. Modo proverbiale che spalle. Non far più caso di checchessia significa non doversi tener conto di

Il Maggi ( Int. II, 154) l'usò an- alcuna cosa detta inconsideratamente. che per Mandà a fà bolgirà o al dia- È in altro significato Il fiato non vol. V. Diàvol.

fa lividi. Le parole non fanno enfiai Daré. s. m. Sui monti di Nava equivale o lividi(Fag. Av. pun. I, 5).

all'Ultimo tocco, al nostro citt.° Terz. V. Dázi. Porta. Quell'uscita della città dove Darénsc. Difficile. Duro. V. Darusc. sogliono essere i doganieri per gabel

Darensc a spend. Agro(*tosc. e Tom. lare le merci soggette a dazio. Daréra. V. in Daré.

(Sin. Foura del dazi. Fuor di porta. Dàrsena. Darsena. Nomi a noi noti dopo Dázi o Dázz. v. brianz. Viburno. Lentag

lo scavo della Darsena di Porta Ti- gine, e col Targ. Toz. Diz. anche Lancinese fattosi dal Governo Italiano tana e Vavorna. Il Viburnum lantanal. nel 1810 a ritiro delle barche pro- Pianta fruticosa de'cui ramuscoli ho cedenti dal Naviglio.

veduto talora i vignajuoli briantei Darůsc (e Derùsc c Darénsc). Scabro. servirsi per legare le vili in manRuvido. Aspro.

canza di salciuoli. Darùsc. met. Sgarbato. Ruvido. Zotico. Dazià. T. de' Fin. Addaziare. Gabellare.

Scortese. Discortese. Disameno. Mal- Dazià la mercanzia. Sgabellare le grazioso. Disamabile. Malpolito. Spia- merci. cevole. Dispettoso - Darusc come ona Daziàa. s. m. Gabellamento. L'importare sprella. V. in Sprella.

della gabella. Darusción. Zoticone. Ruvidaccio Sor- Daziée. Daziere(Caro Lett. neg. I, 384). gnone. Sornione. Susornione.

Gabelliere. Gabellotto, e con voce non Darvi. V. Dervi.

poo Daspoù v. a. del Var. mil. Dappoi. trebbe talora venire in buon taglio

necessaria,

per isvilitivo

ma che

Dazzino(Cecchi Diam. III, 4 in Prov. che per esserne pagati quando che
pag. 87). Colui che alle porte della città sia i padroni non sappiano licenziarli
riscuote le gabelle - Capp di daziee. Il dal podere ancorchè se lo meritassero.

maggior gabelliere (Sacch. Nov. 146). Error no paga debit. V. in Errór.
Daziéra. Gabelliera. V. in Ziléra.

Nettass di debit. Sdebitarsi. Uscir
Daziètt. Portella(Pecor. II, 193). Portic- di debiti. Liberarsi o Dispacciarsi dai

ciuola. Dim. di Dazi in senso di porta debiti. Soddisfare o Pagare o Annullare
di città, forse così detto dal non gabel- o Estinguere ogni debito.
larvisi le merci grosse e d'importanza.

Tirass al coll on debit. Riecarsi ad-
Dazz. V. Dázi.

dosso un debito.
De. Il Di. La Di. Quarta lettera del no- Vess pien de debit finna al coo.
stro alfabeto
A be ze de, la maje-

Affogar ne' debiti. Aver più debiti che
stra la væuri danee, ecc. V. in Majèstra. la lepre. Aver debito il fiato o la pelle.
De. Di. Segno del secondo caso. L'è mè Il fr. Avoir des dettes par dessus la tête.
de mi. È mio. È di me.

Debitin, Debituzzo. I diz, arrecano anche
De. Da. Segno del sesto caso. El dipend Debituolo, voce che il Monti nella

minga de mi. Non dipende da me. Proposta chiama malfatta, o per lo
De. Segno del sing. e del pl. indetermi- manco inutile ; al che forse non as-

nato. Per es. De manz ghe n'è no. sentirà così facilmente chiunque ab-
Manzo non ve n'ha. De donn s'en bia a scrivere di piccioli debiti con-
ved minga. Donne non se ne veggono.

tratti da chi suol battere i sentieruoli.
De. Nota usi particolari :

Debitór. Debitore.
Då de filà. Dar a filare.

Debitora. Debitrice.
On porch de yun, On vecc de vun Dèbol, s. m. Debole. Debolezza. L'è el
e sim. Un animalaccio. Un vecchiaccio. sò debol. È il suo debole, cioè il suo
Vess. de teater, de conversazion , difetto predominante, la pecca a cui

cioè Essere avviato al è maggiormente soggetto.
teatro, disposto a ire a veglia, a Débol. ad. Débole. Débile. Fiévole. Frale.
starsi in casa, e simili.

Debolezza. Debolezza. Fievolezza. Fiac-
Déa o Dėja. Dea; e ant. Iddia.

chezza, Fralezza fig. Debolezza.
Dea d'amor. Ninfa. Beltà.

Azione o Passione poco lodevole an-
Debà(El).... Nome di una gazzetta no- corchè non delittuosa. Ona gran de-

tissima franzese intitolata Journal des bolezza. Una debolezzaccia.

débats, cioè Giornale delle discussioni. Debolezza. Debolezza (Non le sarei ve-
Debåss. Dabbasso. Da basso.

nulo innanzi con questa debolezza. Caro
Deben. Dabbene.

Letl. fam. I, 191, parla di sonetti). El
Debet o Debit. Debito.

scusarà i mee debolezz. Miserie! Dicesi
Andà in debit. Indebitarsi. Contrarre per alto di modestia da chi vi dà saggio
debiti. Far debiti Riuscir debitore. della propria abilità in checchessia.

Caregaa de debit. Carico di debiti. Debolin. Debolino. Deboletto. Deboluzzo.

Chi no gh'ha debit l’è scior. Debolmént. Debolmente. Fiaccamente.Fiem
La prima regola d'economia è quella volmente ; e fig.... Come meglio polrò,
di non contrarre debiti, o incontran- a mio debol potere o sapere.
done di liberarsene al più tosto. (dit.

Debón. Da senno.
Chi

paga debit perd el credit.V.Cré- Deboscé. V. Debosgé.
Då debit o Notá a debit o Trà in Debosg. Scapigliatura, e alla fr. Deboscia.
debit. Porre debitore. Addebitare. Dare Dass al debosg. Scavallare. Scapi-
debito. Scrivere in debito. Impennare gliarsi.Stemperarsi — In sig. meno smo-
il debito,

derato Straviziare. Darsi agli stravizzi.
Debit de patron lè on’investitura. Fà debosg insemma o Fà de man-

Dettato comunissimo fra i già insemma. Accozzare i pentolini, e
nostri contadini i quali hanno per anticamente Far tarisca.
gran sorte il non uscir mai di deliti Debosgé o Deboscé. Scorretto. Stemperato.
coi padroni in sulla quasi certezza Incontinente. Dissoluto. Scapestralo.

de casa.

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Scapigliato. Scavezzacollo. Il nostro è Pinol de cusinna e decott de canun franzesismo usato assai frequente- tinna. Pillole di gallina e sciroppo di mente anche dai Fiorentini, i quali, cantina. Scherz. per uova e vino. come osserva l'Alb. enc., dicono De- Decottìn. Decottino. Leggier decotlo. boscia e Debosciato, voci che leggonsi Decozión. Decozione. Decotto.

anche nelle Rime d'un aut. pis. Decrèpet. Decrepito. Travecchio. D'estreDebů. . . . Il primo salire in palco; il ma vecchiezza.

primo montare il palco scenico. Dal Decretà. Decretare, fr. Debut. S'incomincia a dire anche Decretàa. Decretato. parlando dell'iniziativa d'alcuno in Decrelin.. Quattro righe di decreto. altri esercizi, come del montare la Decretón. . . . . . Gran decreto; decreto

prima volta in pergamo, e simili. di grand’ importanza. I decreti isti-, Debutà. Esordire ? Montare il palco sce- tuenti il Regno d'Italia , la Coscri

nico, il pergamo, ecc. per la prima zione, le Esposizioni pubbliche d'ogvolta. Dal fr. Debuter.

getti di belle arti e di manifatture, Debutant cominciano anche a dire alcuni e l' Istituto italiano furono decreton.

sustantivamente nei sig. di cui sopra. Decrètt. Decreto. Decadùu (e ant. Decasgiùu). Decaduto. Decrinà. v. cont. brianz. Declinare. SceDecàlogh. Decalogo.

mare. Per es. El temporal el decrinna. Decaminénden o corénden v.cont. e br. Il temporale scema o si va calmando.

A corsa. Correndo a furia. V. in Scorsa. Decrottæùr. Lustrastivali(*fior.). Dal fr. Decampå. Declinare da checchessia. Ce- Décrotteur. È quegli che fa professione

dere. Allentare. Desistere. Rinunziare di ripulire gli stivali o le scarpe con a checchessia. Besogna decampà de sti vernici, cerette o simili. pretes. Bisogna allentare tali pretese Decuria. ... Nelle Scuole è detta cosi Decampare ha Min., ma soltanto

una Squadra di scolari affidata a uno in senso di Leyare il campo.

di loro detto Decurion; ed anche la Decàn. Decano.

Lista nominativa di tale squadra coi Decanaa. Decanalo.

meriti respettivi diurni degli scolari. Decàpp. Daccapo. Da capo.

Decurión. Decurione. Nome di ciascuno De chè. Dapponqua(Targ. Viag. IV, 139). dei sessanta patrizj componenti il Con

Dacchè. Da che. Dappoichè. Dappoi siglio municipale della nostra città che in qua che.

resse fino al 1796; nome che si cambiò Decid. Decidere. Far decisione.

poi in quello di Consiglier comunale. Decid. Decidere. Montare. Importare. Per Decurión. . .. Nelle Scuole è detto

es. El decid sossenn de vess inscì, ecc. cosi quell'Allievo che ha vigilanza sulla

Monta assai che la sia a questo modo. squadra di scolari detta Decuria. Decis. Deciso. Color decis. Colore schiet- Dedè. Voce usata nella frase Få norin

to ? Colore serratissimo? (Pr. fior. IV, dedè. Fare a te te o alle mammucce.

III, 105). Il fr. Couleur prononcée. Trastullarsi in cose frivole come fanDecisión. Decisione.

no i bambini. Decisiv. Decisivo.

Dededént. Entro. Dentro, e fam. Drento. Declinà. T. gram. Declinare.

Dededrée. Per di dietro. Dietro. Declinazión. T. gram. Declinazione. Dedefæůra. Esteriormente. Per di fuora. Decollazión. Decollazione.

Dedelà. Di . Va dedclà. Vatlene di . Decoråa. Crocesignato. Che ha croce d'o- Dedeli. Di li.

nore, insignito della croce di cavaliere. Dedenånz. V. Denànz. Decorazión. Distintivo d'onore? Nome ge- Dedént. Dentro. Internamente. Enlro.

nerico indicante ogni insegna d'ordine Dedesóra. Di sopra. Sopra. cavalleresco di cui altri sia fregiato. Si Dedesòlt. Per di sotto. Sotlo. specifica poi particolarmente in Ordin, Dèdica. Dedica. Dedicazione. Dedicatoria. Cros d'onor, Crascià, Bindellin, Me- Dedicà. Dedicare.

daja, ecc. secondo qualità, classi, ecc. Dedicàa. Dedicato. (dotlo. Dedutto. Decòlt. Decotto. Decozione.

Dedott. Diffalcato. Diballulo. Didotlo. De

Dedrée.s.m. Il Rovescio. La parte poste- Degnass. Degnarsi.

riore di checchessia. V. anche Schenàl. Degnazión. Degnazione. Dedrée, avv. Dietro. Di dietro.

Degrada! v. Trà-giò in Trà. Dà el nas dedree o Boltà dedree. fig. Dèja. Dea. Dia, e anticam. Iddia e Deessa. Dar di naso in cupola.V.anche in Boffà. Dél. Dello. Del. Fà el diavol cont i

pee

dedree. Delasoré. Re (Diz. mus.). Delasore(Pan. V. in Diavol.

Poet. II, 11, 9). Dedrée. . . . I nostri ragazzi sogliono Delegà. Delegare. Deputare. gridare Dedree dedree quando veg- Delegàa. Delegato

È altresì il nome gono alcuno aggavignarsi o starsi se- di quel magistrato che rappresenta duto sulla pedana posteriore delle il Governo nelle varie province del carrozze, come per avvisare i coc- Regno lombardo-veneto; magistrato

chieri di quel peso più a passavolante. che dal 1760 sin verso il Soo diceDedreevia. Dietrovia. Dielro. Di dietro. vasi Intendente politico, e a tempi Dedrizz e Daddrizz. Da senno. Bene. del Regno d'Italia Prefetto. Da bene. A dovere.

Delegación. Delegazione - È altresì il Partii dedrizz o dedritt. V. in Partii. nome della magistratura altre volte

Se l' è fada dcdrizz, la pias anca della Intendenza politica e Prefettura. la crosta del pastizz. V. in Pastizz. Delfin. Delfino. Dedu. Dedurre. Diffalcare. Dibattere. Delfinna. Delfina. Sbattere. De falcare. Sotfrarre.

Delfinna. Delfina(Alb. bass. in Dauphine). Deduziòn. Deduzione. Sottrazione. De- Scangé? Stoffetta di lana o di seta falco. Diffalco.

imitante il moerro cangio. Deessa disse il Porta per Dėja. V.

Delibera. Deliberazione. Aggiudicazione. Defa. V'. in Fà.

Deliberà. Liberare. Deliberare. Defenì o Defini. Finire. Terminare. Dove Deliberà. Aggiudicare.

veurel andà a defini con sto descors? Deliberaa. Deliberato. Aggiudicato. Dove vuol ir a parare? (Fag. Avaro pu

Deliberatàri. Deliberatario. Aggiudicatanito I, 5). Dove tende egli, dove va Delicàa. Delicato. Dilicato. (rio? egli a parare con questo suo dire?

Delicaa de conscenza. Che si fa stretDove vala a defeni sta strada? Dove ta coscienza delle cose. Delicato di metle capo questa via? – L'è andaa coscienza. a defeni maa. Fini malamente.

Vess pæu minga tant delicaa. Non Defèsta. Ceppo. Mancia o donativo che essere gran che dilicato; e fam. Non

si dà per lo più ai fanciulli nella so- la guardare in un filar d'embrici. lennità del Natale di Nostro Signore. Delicàa. Delicalo. Squisito. Il suo diminutivo sarebbe Cepperello Delicadin. Delicatello. Delicatuzzo. secondo il Tom. Sin. p. 122.

Delicadin(parl. di stoffe o colori). GenPagà defesta. .... A quegli amici tile. Delicato. e conoscenti che vediamo nel loro Deligenza o Diligenza. Diligenza (Alb. giorno onomastico o che incontriamo bass.). Sp. di carrozzone. V. in Lègn. con indosso alcun abito nuovo, o lieto Deligeri. v. idiot. o sch, Digerire. per alcun fausto avvenimento soglia- Delimà. Dilimare, e ant. Delimare. Dilemo fare questa domanda Paghet de guare. Struggersi. festa? E que' tali secondo voglia e Delin delin. Tinlin. Voci imitanti il suono potere soddisfanno l'inchiesta col

pa- del campanello. Il prov. Derlin derlin. gare una colazione, un pranzo, o sim. Deliqui. Svenimento. Sfinimento. Sincope. Déficit. .... Manco, ammanco di som- Andà in deliqui. Svenire. Basire. me o sostanze. Dal latino Deficere.

Delirà. Delirare. Farneticare. Vaneggiare. Defilà. T. milit. Sfilare - Filare.

Delirante. . . . Spasimante, ganzo, damo. Degià. Giacchè. Poichè. Dacchè.

Deliri.Delirio. Farnetico. Vaneggiamento. Degiùn , Degiuna. V. Digiún, Digiuna. Anda in deliri. Delirare. Dėgn. Degno - Condegno.

Delitt. Delitlo. Misfatlo. Maleficio. Deguda. Degnato.

Delizia. Delizia Voluttà.

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