Se non ti vedo non esisti

Copertina anteriore
Rizzoli, 19 gen 2017 - 200 pagine
Anita, redattrice in una rivista di moda, è quello che tutte sognano di essere: bella, giovane, elegante e colta. Ma anche tremendamente complicata. Sua madre e sua sorella, così concrete, non capiscono da dove arrivi la sua inquietudine, quella voglia di mangiarsi ogni attimo come fosse l'ultimo e di scappare a gambe levate non appena qualcuno minaccia di metterla in gabbia. Anita però lo sa bene: quando si guarda allo specchio, le sue "mille me" - così le chiama lei - riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia. Perché Anita sbaglia spesso, soprattutto quando si tratta di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e poi Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la verità è che la vita le sta sfuggendo di mano, come la sua immagine riflessa nello specchio. Dovrà scavarsi dentro e fare i conti con un passato ancora dolorosissimo, per imparare a prendersi cura di sé senza smettere di innamorarsi e di sbagliare: solo così potrà ricominciare a vedersi, e a esistere, davvero.
 

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Apprezzando la scrittura musicale, che si regge sua sintesi stilistica, ho cercato di tutto per farmelo piacere. Ma alla fine non ci sono riuscita. Anzi, a distanza di tempo ho un brutto ricordo, forse perché ha deluso le aspettative. La storia ci potrebbe anche essere ma è un accumulo di fatti che non riescono a fare un intreccio drammatico. I personaggi sono delineati superficialmente, ci sono molte frasi fatte, alcune costruite in modo davvero difficile che sembrano un esercizio mal riuscito di contorsionismo intellettuale. Certo, ci sono anche dei passaggi interessanti ma la storia complessivamente non regge. Si vede che è stata scritta in poco tempo e che era piegato ad una consegna da fare al commercio. Mi sentirei di dire che un romanzo non si scrive in poco tempo, se vuole essere un romanzo. Ci sono tanti pessimi libri in libreria, e la cosa più triste è che vendono pure. Mi sentirei di consigliare, visto il buon uso della lingua, una autobiografia, ma ovviamente tra un po' di anni. Niente più romanzi Levante, solo canzoni, te prego. 

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