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Canzone in lingua materna Falsesiana composta da Pròspero Torello da Borgomaynero, sopra d'un' incursione fatta in Varallo Sesia da' Montanari, a' i 5 Agosto J 678., prima del mezzo-giorno.

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del XVIII, nel qual tempo diede in luce la Spòsa Francesca in versi lodigiani. Nessun' altra produzione in questo dialetto fu publicata prima, o dopo questa comedia, sebbene lo stesso De Lemene lasciasse altre poesìe manoscritte, fra le quali un'ingegnosa versione in ottava rima del secondo canto della Gerusalemme liberata; e diversi altri poeti dopo di lui dettassero eleganti componimenti d'occasione cospersi qua e là d'arguti sali, d'affettuose imàgini, di morali sentenze e di concetti originali. Essendoci stata comunicata dalla gentilezza del professor Cèsare Vignati una piccola raccolta di questi poètici fiori vernàcoli tutt'ora inèditi, crediamo far cosa grata ai nostri lettori, publicando per la prima volta quelle che ci parvero migliori. A vani componimenti del Lemene, del Fugazza e del Codazzi, godiamo di poter aggiùngerne alcuni del distinto poeta vivente Giuseppe Riboni, la cui ritrosa modestia cedette finalmente alle nostre istanze, permettèndoci di publicarli per la prima volta, ed inserirli fra questi Saggi.

1700. Versione del secondo canto della Gerusalemme liberala di Francesco De Lemene, tratta da un manoscritto autògrafo.

AlGUMÉHT.

El gran cas de Sofronia a vói canta,
Quel che zà cantè 'I Tass con stil toscàn;
Ma mi con pòca spesa al vói muda ,
E vel vói fà sentì con stil nostràn.
El Tass l'è ón Bergamàsc, però chi sa,
Che na ghe bagna el nas ón Lodcsàn?
Vìi che senti, diri, se magiór lod
Quei da Bèrgom avràn, o quei da Lod!

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