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1880. La più antica produzione, pervenuta a nostra notizia, in questo dialetto, è un opùscolo intitolato: La Musserà da bé, per dritta lom Fior da Coblat, stampata in Brescia nel 1884, e ristampata poscia più volte. In questo poemetto una Serva insegna alla Padrona le varie maniere d'apprestare e condire le vivande. Ed è seguito da una Canzone villereccia, intitolata: Matinada, idest Strambò]} che fa il Gian alla Togna. In fine dell'opùscolo stesso lèggesi quanto segue: « Questo libretto s'è havuto da Messer Galiazzo dagli Orzi, già Cancelliere delli Magnifici Signori Martinenghi della Palada in Brescia, il quale disse haverlo trovato a Cobiato, in un camerino del palazzo del clarissimo signor Cavalliero Mariotto Marlinengo buona memoria, al tempo del sacco di Brescia ».

Essendo noi pervenuti, dopo molle inùtili ricerche, a possedere questo rarissimo libretto, ed avendolo sottoposto a scrupoloso esame, in onta ad una congèrie di errori tipogràfici, che ne rèndono malagévole la lettura, e sovente oscuro il significato, vi abbiamo rinvenuto molte forme esclusivamente bergamasche, frammiste ad altre esclusivamente bresciane. Onde siamo d'avviso, che questo dialetto, anziché bresciano, dèbbasi riguardare, come un misto di bergamasco e di bresciano, appartenente a qualche villaggio intermedio, ove i due dialetti si fóndono. In tale supposizione, potrebbe èssere per avventura il dialetto di Orzinovi, patria di quel Messer Galiazzo, dal quale s'è avuto il libro stesso, e che n' è forse l'autore.'

Onde gli studiosi pòssano proferirne più maturo giudicio, ne produciamo in Saggio la Mattinata, ed un brano del mentovato Poemetto.

Matinada, idesl Strambiti) che (a el Gian a la Togna.
El Prim.
Madona, Amor si m'à condùt chilo
Sbriet ad alta vos canta strambòg.
Chilòga stravacàt al vcnt la not
Per daf piasi, Madona, quant am' pò.
Vó stè in del let al cold, mi m' sta de fò,
Perchè l'amor sì m'à brusit e cot;
Am1 fa di matinadi per piasi
Co la gringa, el siibiùl, el tamburi.

El Segónd.

Quand a f sguàiti, Madona, quel bel miis ,
Ch'a giri cazàt ol co fò dol balcù,
L'è icsì liisét codsèla, ch'ai sberliis
Da la zelosia fina sul cantò.

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