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Osservazioni, (a) In Ivrea, come in generale in tutte le città e luoghi abitati da classi distinte, varia il dialetto urbano proprio delle classi civili dal rùstico proprio della campagna', e quindi ancora della classe opcraja alimentala sempre dalla campagna. Siccome nelle Provincie la classe civile tenta nella domèstica conversazione accostarsi alle forme della capitale, cosi abbiamo preferito anche nei verbi attenerci alle forme usate dal pòpolo, come le sole proprie del luogo, considerando le altre come imitazioni forzate e (iltizie, che sovente hanno l'aspello di caricatura. Avvertiamo perciò che la voce èsser è la sola del dialetto rùstico, mentre l'urbano direbbe essi od esse; similmente nel presente di avere in luogo di i un, l'urbano direbbe, ad imitazione della capitale, i ó, per io ho; nella prima e terza persona singolare dell'imperfetto del congiuntivo, direbbe porléissa, tnéissn, in luogo del rùstico portéts, tgnéis; ed in tulto quest'ultimo verbo sopprimerebbe la preferendo la forma torinese ln\r alla rùstica /gmr, da no» preferita. Ciò valga ancora a rèndere ragione della preferenza da noi data ad alcune forme nei verbi degli altri dialetti, come più generalmente usate dalle masse; così p. e. nel futuro sémplice del torinese abbiamo preferito i portrò alla forma » pwtrai che vi è pure usi la la.

(6) Dai varj esempj altrove citati fu manifesto quanto varie forme assumessero i participi nei moltéplici suddialelli d'ogni

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