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Luigi Testi

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LA CONGIURA DI CATILINA

E LA

GUERRA DI GIUGURTA

VOLGARIZZATE

DA

D. LUIGI TOSTI

BENEDETTINO CASSINESE

VOLUME UNICO

ROMA

L. PASQUALUCCI, EDITORE

1888

1

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Caro frate Giobbe,

Narra Sallustio come Mario, nella guerra contro Giugurta, venuto all’espugnazione di certo castello non molto lungi dal fiume Muluca, lo trovasse tanto difficile a prendere, che, uscito di speranza, era per togliersi da quell'impresa. Il monte, in cima al quale era piantata la rocca, dirupava a valle con una corona di scogli, fabbricata a posta da natura per non dar via a salirvi. Solo in un lato era un sentieruolo che menava al castello; ma cosi fatto, che nè gli assalitori potevano tenervisi, nė le macchine spingersi a battere la terra.

Or avvenne un di, che certo soldato ligure, uscito per acqua dagli alloggiamenti romani, si volse a caso per le rupi dalla banda opposta ai combattenti; e avvenutosi in alcune chiocciole striscianti per quei sassi, si mise loro appresso per vaghezza di raccoglierne; e, un passo dopo l'altro, senza addarsene, riuscì in vetta al monte su la spianata della rocca. Non visto, vide ed esplorò bene le condizioni del castello e della via fatta; e poco appresso per lui Mario conquistó la rocca, ed ottenne dal caso quello che con la sua virtù militare non potè conseguire.

Un volgarizzamento di Sallustio era per me un castello inespugnabile; e quante volte mi mettevo a vagheggiarne

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