Rime oneste de'migliori poeti antichi e moderni, Volume 2

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Angelo Mazzoleni
Remondini, 1821 - 491 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 24 - Che mortai cosa amar con tanta fede, Quanta a Dio sol per debito conviensi, Più si disdice a chi più pregio brama. E questo ad alta voce anco richiama La ragione sviata dietro ai sensi: Ma...
Pagina 35 - II secol pien d' errori oscuri e folti: Tre dolci e cari nomi ha' in te raccolti, Madre, figliuola e sposa; Vergine gloriosa, Donna del Re che nostri lacci ha sciolti, E fatto 'l mondo libero e felice; Nelle cui sante piaghe, Prego ch' appaghe il cor, vera beatrice.
Pagina 8 - 1 fianco, Che memoria dell' opra anco non langue ; Quando assetato e stanco Non più bevve del fiume acqua che sangue. Cesare taccio, che per ogni piaggia Fece l' erbe sanguigne Di lor vene, ove 'l nostro ferro mise Or par, non so per che stelle maligne, Che 'l cielo in odio n' aggia ; Vostra mercè, cui tanto si commise : Vostre voglie divise Guastan del mondo la più bella parte.
Pagina 10 - Che l' alma ignuda e sola Convien eh' arrivo a quel dubbioso calle. Al passar questa valle * Piacciavi porre giù l' odio e lo sdegno, Venti contrarj a la vita serena ; E quel che 'n altrui pena Tempo si spende, in qualche atto più degno O di mano o d...
Pagina 35 - Santi pensieri, atti pietosi e casti Al vero Dio sacrato e vivo tempio Fecero in tua virginità feconda. Per te può la mia vita esser gioconda , S'a' tuoi preghi, o Maria, Vergine dolce e pia, Ove '1 fallo abbondò la grazia abbonda.
Pagina 34 - Qui fra mortali sciocchi, Vergine, que' begli occhi, Che vider tristi la spieiata stampa Ne' dolci membri del tuo caro figlio, Volgi al mio dubbio stato, Che sconsigliato a te vien per eonsiglio.
Pagina 7 - ndura e serra Marte superbo e fero, Apri tu, Padre, e 'ntenerisci e snoda; Ivi fa che '1 tuo vero ( Qual io mi sia ) per la mia lingua s
Pagina 27 - Dov' è viva colei eh' altrui par morta ; E di sue belle spoglie Seco sorride , e sol di te sospira ; E sua fama che spira In molte parti ancor per la tua lingua , Prega che non estingua ; Anzi la voce al suo nome rischiari , Se gli occhi suoi ti fur dolci né cari.
Pagina 34 - ... spinge a dir di te parole; ma non so 'ncominciar senza tu' aita e di Colui ch'amando in te si pose.
Pagina 7 - Voi, cui Fortuna ha posto in mano il freno Delle belle contrade, Di che nulla pietà par che vi stringa, Che fan qui tante pellegrine spade...

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