Opere poetiche con prefazione di Goethe

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Pagina 288 - Perché, baciando i pargoli, La schiava ancor sospira ? E il sen che nutre i liberi Invidiando mira? , Non sa che al regno i miseri Seco il Signor solleva? Che a tutti i figli d'Eva Nel suo dolor pensò...
Pagina 296 - Ai posteri l'ardua sentenza: nui chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar.
Pagina 202 - ... volti confuso ed incerto si mesce e discorda lo spregio sofferto col misero orgoglio d'un tempo che fu. S'aduna voglioso...
Pagina 203 - Le note latebre del covo cercar; E quivi, deposta l'usata minaccia, Le donne superbe, con pallida faccia, I figli pensosi pensose guatar. E sopra i fuggenti, con avido brando, Quai cani disciolti, correndo, frugando, Da ritta, da manca, guerrieri venir: Li vede, e rapito d'ignoto contento, Con l'agile speme precorre l'evento, E sogna la fine del duro servir.
Pagina 285 - Sia frugal del ricco il pasto ; Ogni mensa abbia i suoi doni; E il tesor negato al fasto Di superbe imbandigioni, Scorra amico all'umil tetto , Faccia il desco poveretto Più ridente oggi apparir. Lunge il grido e la tempesta De...
Pagina 298 - Ahi! forse a tanto strazio Cadde lo spirto anelo, E disperò; ma valida Venne una man dal cielo E in più spirabil aere Pietosa il trasportò; E...
Pagina 253 - Né del mio secol sozzo io già vorrei Rimescolar la fetida belletta, Se un raggio in terra di virtù vedessi, Cui sacrar la mia rima.
Pagina xxxv - Pubblico un così benevolo giudizio. Ma, oltre il prezzo che ha per qualunque uomo un tal suffragio, alcune circostanze particolari l'hanno renduto per me singolarmente prezioso : e mi permetto di brevemente esporgliele, per motivare la mia doppia gratitudine. Senza parlare di quelli che hanno trattato il mio lavoro con aperta derisione, quei critici stessi che lo giudicarono più favorevolmente, in Italia e anche fuori, videro quasi ogni cosa in un...
Pagina 204 - ... d'un volgo straniero por fine al dolor? Tornate alle vostre superbe mine, all'opere imbelli" dell'arse officine, ai solchi bagnati di servo sudor. Il forte si mesce col vinto nemico; col novo signore" rimane l'antico; l'un popolo e l'altro sul collo vi sta. Dividono" i servi, dividon gli armenti; si posano insieme sui campi cruenti" d'un volgo disperso che nome non ha.
Pagina 298 - Fede ai trionfi avvezza! scrivi ancor questo, allegrati; che più superba altezza al disonor del Golgota giammai non si chinò.

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