Histoire des Italiens, Volume 1

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Firmin Didot frères, fils et cie, 1859
 

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Pagina 522 - Donna del Cielo, gloriosa madre Del buon Gesù, la cui sacrata morte, Per liberarci dalle infernal porte, Tolse l...
Pagina 516 - Ma no lo dico a tale intendimento, perch'io pec[c]ato ci volesse fare; se non veder lo suo bel portamento...
Pagina 7 - Secula: sic toties versa est Fortuna locorum. Vidi ego, quod fuerat quondam solidissima tellus, Esse fretum. Vidi factas ex aequore terras; Et procul a pelago conchae jacue're marinae; Et vetus inventa est in montibus ancora summis. Quodque fuit campus, vallem decursus aquarum Fecit: et eluvie mons est deductus in aequor: Eque paludosa siccis humus aret arenis : Quaeque sitim tulerant, stagnata paludibus hument.
Pagina 527 - Dio servire, e dipartirmi d'ogni vanitale, però che veggio crescere e salire matte2za e villania e falsitate; ed ancor senno e cortesia morire, e lo fin pregio e tutta la bontate; ond'io marito non vorria né sire, né stare al mondo per mia volontate. Membrandomi ch'ogn'uom di mal s'adorna, di ciaschedun son forte disdegnosa, e verso Dio la mia persona torna.
Pagina 523 - ... tra noi per fare meravigliare, e perché fuste ispecchio e miradorè ove si provedesse e agienzasse ciascuna valente e piacente donna e prode uomo, schifando vizio e seguendo vertù. E perché voi siete diletto e desiderio e pascimento di tutta gente che vi vede e ode, or dunque, gentile mia donna, quanto il Signor nostro v...
Pagina 522 - Quanto più mi distrugge il mio pensiero, Che la durezza altrui produsse al mondo ; Tanto ognor, lasso ! in lui più mi profondo, E col fuggir della speranza spero. Eo parlo meco, e riconosco in vero Che mancherò sotto si grave pondo. Ma il meo fermo disio tant' è giocondo, Ch' io bramo e seguo la cagion, ch
Pagina 527 - Di ciaschedun son forte disdegnosa, E verso Dio la mia persona torna. Lo padre mio mi fa stare pensosa, Che di servire a Cristo mi distorna : Non saccio a cui mi vuoi dar per isposa.
Pagina 524 - ... e denudati, e morti come in diserto? O reina delle città , corte di dirittura, scuola di sapienza, specchio di vita e forma di costumi, li cui figliuoli erano regi regnando in ogni terra, e erano sovra degli altri ; che divenuta se' non già reina ma andila, conculcata e sottoposta a tributo!...
Pagina 518 - Quando vegio la rivera e le pratora fiorire, e partir lo verno ch'era, e la state rivenire, 5 e li auselli in schiera cantare e risbaldire, no mi posso sofferire di non farne dimostranza ; ch'io agio odito dire IO ch'una grande allegranza non si pò bene covrire, se cotanto s'innavanza ! E l'amanza — per usanza, c'ho de la frescura, 15 e li alori, — che de...
Pagina 526 - Verdi rivere a lei rassembro e l' a' re, tutti i color di fior, giallo e vermiglio, oro ed argento, e ricche gio' preclare; medesmo Amor per lei raffina miglio. Passa per via...

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