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METRICA

GRECA E LATINA

DI

FRANCESCO ZAMBALDI

TORINO

ERMANNO LOESCHER

1882

Roma e Firenze presso la stessa Casa.

3044

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PREFAZIONE

Il carattere proprio dell'arte greca si manifesta principalmente in certe forme ben definite e salienti entro contorni vigorosamente segnati, di cui essa rivestiva ogni pensiero poetico. Questo carattere che fu detto plastico e contiene la maggiore diversità formale fra l'arte antica e la moderna, non apparisce soltanto nelle opere figurate, a cui sembra più consentaneo, ma fu profondamente impresso anche nelle opere ritmiche dal predominio d’un ritmo energico e fortemente sensibile, che segnava gl’intervalli del tempo, come le linee quelli dello spazio. Il qual predominio, a cui tendeva la natura dello spirito ellenico, fu ottenuto in buona parte mediante l'antica unione delle arti ritmiche. Poesia, musica, orchestica sembrano nate simultaneamente e durarono intrecciate per secoli in varii generi di componimenti popolari, più tardi ridotti ad arte. L'orchestica è in qualche modo un'arte plastica che si muove, e forma l'anello che congiunge le arti dello spazio a quelle del tempo, avendo comune con quelle la simmetria, con queste l'euritmia. Accompagnata alla parola e alla melodia essa le disciplinava alle figure della mimica e del ballo, di guisa che la forma ritmica acquistò nella poesia e nella musica un'importanza ignota all'arte moderna e divenne parte essenziale della creazione poetica. E la poesia fu la prima e per molti secoli la sola forma di letteratura, e mentre era stromento di educazione in ogni parte della vita pubblica e privata e religiosa, affinava il senso naturale del ritmo e nutriva la facoltà del creare. Così lo spirito ellenico, percorrendo tutti i campi della poesia, esercitò la sua incomparabile fecondità a foggiare e combinare in mille modi gli elementi ritmici, e le forme poetiche crebbero via via a tanta varietà, che potrebbero paragonarsi alla flora d'un paese tropicale. Ogni forma ha la sua storia, ogni stirpe, ogni età, ogni poeta hanno qualità e contrassegni loro proprii, e comune a tutti è solo quel felice accordo tra la forma e il contenuto, nel quale l'arte greca non fu superata mai e raramente eguagliata. All'opposto, quando il pensiero fu dominato dal doppio influsso dello spiritualismo cristiano e della fantasia settentrionale, cominciò a ripiegarsi sopra sè stesso e si compiacque della vita intima dell'intelletto e del cuore. L'arte predilesse quelle forme, le quali anzichè limitare l'impressione e imbrigliare l'affetto entro recisi contorni, lo guidassero a qualche cosa di ulteriore e d'indefinito, come fanno le guglie d'un tempio gotico, lo sfondo d'un paesaggio, i giri d’un giardino inglese. Perciò appunto la creazione ritmica dei moderni è tanto povera, ed anzi nella così detta prosa poetica essi riten

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