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luto far giudice l'occhio in lutti

quanto hò potuto lu quel che ho

trovato fcritto , mi portai i bentj

oflcrvarlo, ed eflendomi avveduto

chelaverfionc latina non corri.

fpondeva alla Greca , perche fi ve.

deva mancante, e che il traduttore

havea prefo qualche sbaglio non,

volli (lare al mio proprio giudiiio,

mà ne richiefi il parere del Sig.Dof

tor Giacinto de Chnltofaro, gio

vanedibuonacruditionc,cdefprr.

to nella lingua Greca . Quefto(pei

favorirmi)fj portò ad oflcrvarlo,cj

trovando che il marmo era man

cantel'efemplò tutto,elo commu

nicòcolSig. Bsrnardo fuo padre

E queftobuon Gentilhuomo volli

portarti unito con me ad oflervat

lo, cdoppod'ha»erloefattament

cfaminato,trouòchcera mancant

forfe per qualche difgratia accadu

ta nell'cflfcre slocato dal fuo prirn

fito, ò per poca diligenza di chil

slocò , havendo lafci.uo qualche

pezzo di marmo i che a quello s'i

r • ninini t che però fi diede con ogni ftudio t ed attentione ad oflemre tutti i Scrittori , eh; l'hareano riportato per doverlo refliiuire al Ìlio antico fchfo, comedi forco (là riportato,avmtcndoiSignoriLettori i che le lettere Greche piu pio ciole che vi fi veggono, fono quel» le che mancano.

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.... ENTE miri Kai

2EHTOS METEZn. TOT BIOT .... EN0AAE ZHEAZ XPIXTÀ LI z ...EI

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i la vita nella Fede i e rito Tantaente conseguila vita ctcroa.Et ia jefto loco vivendo à Chriftoi &c«

'altro ècofsìmarcco, che non fi può leggere.

Nel fine del marmo Greco vi fo* o molte lettere rofc dal tempo « he legger non fi ponno , è però rU une cesi imperfetta la verfiono.' lò voluto avvertir uato>acdòche : qualche Signore erudito foraftiée revolefle offcrvarlo,refti avvifat* IelmancaraentOiCheviè. .

Nt' lati della porta maggiore da Sentro vi fono due tilliflìmc ti* role, in unaftà efprefla l'adoratioic de'Maggi.neil'altra Chrifto Signor noftro fllagellato alla colóna, opera del noftro'Napoletano Pietro Nigrone.

Si confcrvano in qucftaChieliu molte infigni, e preticle reliquie., donateli dalla già detta Beatrice* à'Angiò, come fi hà per antica tra» ditione,e frà quefte una meraviglio» fa caiafina del (angue del Tanto prc« curfore Giostrili a ,il quale in ogni tolta che in Tua prclcnza vi fi dice la NUflain legerfi il fuo Evangelio fi vrde liquefare appunto comctuffe l'Imo all'hora dal corpo.c molte volte pofto alla prefenz* della coda de) 'ilo Santo, eh; fimilmenteia qucPa Chicfa fi conferva hà Fatto l'iftcflb eiTcrto . Miracolo degno nV ere da tutti veduto . Vi fi conUt 'ancori '.ina gnmba con tinto ,'. p:tdvini.i i Ji S. Antcnio AbI-ci,.

Una parte del chiodo t col quale fi crnciiifTd il noftro Redentore,o Hà nella punta d'un chiodo intero fatto à fimilitudine del vero.

Puefpine della corona, del legno della Croce ; della cinta-, e del latte delia Vcrgine,un dente molaredi S. Chriftofaro, il corpo di S. Giuliana, benche incognito ne ftia «Ile Monache, e qtu-do fu portato In Napoli dalla ciifttuttaCuma.

ta

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