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l. Curiti* Terfa 175 La ricca fupellcitile della Chicfa, e negl'argenti, e oc i ricami de. gl'apparati fi può vedere in tempo delle fefli vità folenni per veder cofc molto nobili.

Caminando più avvaliti à finifira, vedefi la Chiefa , e Monafterio di Monte-Vergine. Quefti nell'anno 1314. furono edificati da Barcalomeo di Capua gran Conte d'Aitavilla.e gran Protonotario del Regno nel fuo proprio palazzo incorporandovi un'altra antica ChieCu inticolataS. Maria d'alto Spirito» cheli flava attaccata ,& riavendoli riccamente dotati li diedi in go» verno delti Padri dell'Ordine diS. Guglielmo,e detta Chic la la edifica, perla divotione , chehaveva alla^ l'aera , e celcbratiflìma Imagine dì Maria Vergine dipinta da S. Luca, eh; fi conferva nella Chiefa eretta^ nel Monte Vergiliano, come alcuni fcriflcro hoggi detto Vergine, preffo la Terra de Mercogliano,fondato da S. Guglielmo folto laregola del. L1 4 glo*

176 gloriolo Patriarca S.Bencdetto

Nell'anno pofcia 1588. fu rifatta nella forma,ch'hoggi fi vede dal Principe della Riccia, e gran Conti AY. Ua villa decimoquinto dìfcencL-nte da padre a tìglio dal prim* Pan.-latoreBarrolomeo: Nobilmcnterftauròla fepultura di quelgraclVoe, & adornò diftatue nobili, c»'n« fi vedere fi può legete dall'infctirtione. Eftata per ultimo arricf!iìta d'unbeU.idìmo Altare di marnyi commefHtcd'un famofo Organo fcinc adorano con latagli pofti in

O!0.

Palla parte dcirEvahgelio nella Cappella di mezzo della navtj maggiore vedtfi una copia ben fatta dell'Jmagine , che (là nel monte Vergine i per mezzo della quale lìu Divina Mifericordia fi degna faro gratieinfinite,&in quefta Cappella Hanno fcpoltiidue gran giuri« ili, che furono Regii Configlicrì Mazzeco, eMatieo d'Afflitto, che^ icrificro così bene» che i loro fermi fi ninnino nelle decifion! delj/litl come icfti. /

Piu amianti a deflra vi è il grtftj Collegio de' Padri della Compa* gnia di Giesu. Quefti come fi di (Te vennero fotto la condotta del Padre Alfonfo Salmcron. compaga* del Patriarca S.Ignitio , - prefeco i pigione unapicciot» cafa nel vico* lo del Gigante preflo d'usa cappellcit.-'.dedìcataalla Madre deU« VerginC|S.Aona,do»e principi *rua à ponete io opera il di lero ioduu* lo d'erudire i poveri ignoranti ; co* nofceodo i Napoletani quefto utl« liflìtno al publico loro comprorno» la cala del Conte di Madaloni, do* ve nell'anno 1557. pafiorono ad habicarejaccomodandovi al meglio ckefi potè i luoghi per le fcuolc^ v fcrveodofi dell'antica Chiefa ci S. Pietro , e Paolo loro concedute da^ Alfonfo Carrafa Arciv^fcovo dì Napoli per infegnare all'anime U via del Cielo- Per la loro bontà, o interina poi tallente s'affe:ùonaI I rz

róno gl'animi de' Napoletani ckt ;. ^ara correvano le caritative fon* urutions per render comodi i Padri, e particolarmente Robcrta Carrafa Dueluflaoi Maualoni li fouuennc in me do , che ne richiamata fundatrice , come nell'ifcrittione iru rnarmosu la porta del cortile fi leg. £c; quale cortile furattoà fpefe de' figliuoli di CeOrc a'Aponte, epet | j magnificenza è degno d'cflere ve» duco. Ha due ordini d'archimacJÌ!uG Tuo fopra l'altro tutti di tra. verrini ben lavorati, Se intorno vi Tono belliifimi fijnzoni per l'ufo delle fcuolc, e degl'Oratorii. Viè ar.c-ra unfamofo falene in piano d-:l fecondo ordine degl'archi , dove Cogliono farfi gl'atti publici nelle uifeie delle fcienzc,che in detto CclKgio fi Icgono , el'Orationi fiHi'aptrtura degli ftudii doppo delle vacanzc.La memoria de'I;un« datori, & i) tempo nel quale fu furiato ftan intagliati in un marmo ficcato su gl'archi dirimpetto alla

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L'aotichiflìma ChicfadiS. Pie* tro,c Paolo fu Jiroccata,e nell'anno 1564. fi diè principio alla nova col modello,e d'fcpjno del Padre Pietro' Provedo , quale poi fu terminata, nella forma,chf h >ggi fi vede à fpefc del Principe della Rocca dellt cafa Filamaiino , eperquefto fc ne intitola Fundatore.come apparifce dall'mfegne FilomirinepoRf negl*' angoli della cupula , edaU'tnfcnctione collocata su la porta da deatro.

Con Tabolitione-della Chiel* , diS. Pietro, e Paolo fi tol Pero moli»' antiche memorie, e frà l'altra quel- \ la di TeodoroDuce,chela riedificò} ma per gratta di Dio fi conferva-, hoggi(comefi diffe)dentrola Chic* ia di S. Maria Donnaromita, e proprio nella Cappella de'Signori del Duce inficine colla caflTa di marmo , del fepolcro del detto Teodoro d*?. licaumente intagliata.

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