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Gitr»*U Ter*.*. 195 riabilito Ferdinando d'andar col Con te i caccia, e levatoti per lem*» po , non eflendo venuto in caftello fecondo l'appuntato il Conte, egli potlofià cavallo andò nel Tuo palazzo à follccitarlo, e l'afpettònel cortile finche fuflfc levato da letto, e veftiro, onde ilContc io memoria di un così fegnalato favore fece erigere in quel luogo dove afpettatol'haveva la colonna come fi vede, e fopra vi collocò la ftatuau del Rè à cavallo, e quefta fu quella che fece Donatelle trovandofi iru Napoli. \

Per le fcale fi vedono diverti belliflìmi torfi di marmo,cnobiliffimi badi rilievi.

Su la porta della fall viè il ritratto di marmo del Conte , & anco quello della moglie.

Stile porte delle ita tue H veggono tefle belliflìmcantiche.

Nelle cantine vi ftanno quantità di pezzi di ftatue rotte.

Nella bafe della colonna

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falconile fofticne l'atrio della falayiftà incifo da una parte.

ffaf comes inpgnit > Dlomeàn Candida ttdct in tandem rtgit t pa» tri<t<jnt decorerà.

£ dall'altra

EJI& forte locuìma*ts aptm& itmplus. In Urbtfìt. Std. db aaajf tit. 'Difceettre. Turpe. Vietavi t.

Ufciti da quefto palazzo, midi, rlmpetto à finiftra trovati una pie» ciola Chiefa con un Confcrvatorio didonnedeòicatoal GloriofoSan Nicolò detto di Bari.Q^icllo tu edificato dalla pietà de' Napoletani quietate che furono le motioni popolari accadute nell'anno 1646. per raccogliere molte povere ragazze, chedifperfeandavano perla Città morendo per la tame.

l'affata quefta Chiefa, C palazzo del Conte di Madaloni fi veggono due vicoli. Quello che và a deflra chiamavafi anticamente il vicolo di Cafanova.perla nuovacafa dei Conte di Madaloni i & iiu

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quefto vico vi e la porta del Mona» fterio de'Monad di Monte-Vergine, e pattata quefta porta nellju» cafa,Jic anticamente era de'Conti di Marigliano, che hoggUl detto Monaftcrio ilà incorporala . Vi era il Seggio detto (imilmente di Cafanova ,che ftà unito hogoi a_* quello di Nido . Hora quefto vi:o vico detto di S. Filippo , e Giaco* mo. L'altro,(he per un (opponilo và su,dicevaG degli Acerri. Hog{7,i dicefi d'Arco i ò cicali MufccttohV nel quale vico, tutte le cafif,vhe flavanoà deftra di famiglie antiche, fonoftate incorporare al Monnibrio di S.Ligorio»ec6li'owVr.fio:i,'di fare il nuovo rcfetto:io,vi io:jo.fiate trovate brllilTìmc fabriche antiche d'opera latcrica, e reticolata} & una cameretta particolarmente, che era a forma d'una Cappellanimi diede ammiratione in vederla^ piu di quaranta palmi à fondo ,iru modo, che fi può credere, che queila parte di Città fufle fiata ne'cem* M m 3 pi

pi antichi afta i piubaflj.

Continuando il camino per hu ftrada mactlra predo del Conferva» roric(comc (i diflc) di S. Nicolò vcdefi il puMico Banco detto del Sai» vatore. Fu eretto quefto dalla Fe« deliflìma Città di Napoli, dentro del Ch'.oftro di S, Maria di MonteVerdine con titolo di caflfa dellnj fatine per l'introiti, & cfiti del desuro, che da quefie pervenivano. Hoggi ètimaftoBanco publico.

Dirimpetto à quefto à delira ti veggono la bella Chiefa,& un gran Confervatorio.«rettodalla commu«irà della nobile arte della feta, e la fundationcfu così.

Quefta numerofa comunità della feta , che in fe contiene mercadanti cosìcittadini,come forafticrì che maneggiano feta, Filatorari, Tclfuori,Tintori, & altri, che governata viene da'fuoi Confoli,che in ogn'anno fi eliggono, e che hi privilegi! grandi conceduteli dal Kè Alfoui'o Primo d'Ara »ona,eh o

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I Giornate Ter&À

queft'arte introduce io Napoli, « ( particolarmente di non poter: I r matricolati nell'arte fudetra eflere i riconofciuti, e puniti ne'di loro 'delitti, fe non dai Con foli mede fimi. Maritava quefta commutatà in ogn'annocon 50. feudi di dote le potere figliuole di'Tuoi artifti ù morti i ò inhabili al fatigare; irà perche molce Tolte (lavano in pericolo dell'honorem prima d\fTcrprótoil matrimonio, nell'anno 1582. nella Chicfa dedicata à S.Filippo, e Giacomo fira nella frrada dc'i'-rrettori ereflero un ConfVrvatorio fc. tto la protettione della gran Madre di DÌO} dove riceverono da ceto figliuole di madrine padri hono. rati dell'arte. Po/eia non riufcendà commodo quello luogo perle tante, che ve n'erano, nell'anno 1591. (oprarono qui il palazzo del Principe di Caferta |C vi edificarono il Confcrvatorio colla Chicfa , che . hoggifivedei & in qucfto luogq vi ibno tra Monache, e figiiuo

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