Immagini della pagina
PDF

le circa joo.lc quali fono tutte beo trattate, e commodamente vivono Coll'afltntarc contributionj, cho cleono dall'arte medefima.

Nella Chiefa vi fono belli argenti , e ricchi apparati di ricamo per tutte le mura, lavorati dali'ifteffc.. Monache,e figliuole.

Pattato quello Conferva torio re. donfi due vichi , uno à fmiftra , il quale anticamente era dettò de» Vulcani famiglia , che gode nelliu piazza di Nido, poi lì dille vico de' Sanguini t che 1'ìftrflo t cheSangri antichi (lima,e nobile famiglia dell' ilttifa piazza, qual vico hoggi ftà incorporato nel Monafterio di San Gregorio,volgarmente detto Ligo. lio,e quell •>, che vi è teflato di detto vico, hoggi dicefi di S. LucielJa,pcrunaChiefetta , che vi (là de» dicala à S.Lucia della comunità de' Pittori, o Molinai.

A dettra ve ne è un'altro antica» mente detto Mififo, hoggi chiamafidi ^S(YcriaO) cdiS. MarcelU7Vr*4. toi

no.per due famofi Mooafterii, cht vi ftano.unodiMonache.Paltrodi Monaci,che vìvono forco la Regola di S.TJencdetto, per eflere degl* antichi, e famofi che fiano nella.» noftra Città Tene deve dar contezza. ,

Quefto vico vai terminare inj una piazza, che anticamente veniva detta Montorio,hoggi chiamati piazza di S.Severino, ò di S. Marceliino,& anco d'Andila, per il famofo palazzo, che vi fi vede de'Signori Duca d'Andria della nobiliflima cafa Carrafa.

La ftrada poi,che và giu à modo di fc.ile non carrozzabile -di /otto la Chiefa di S.Severino, amicamete veniua detta Scalefe.e qui ftava» no l'antiche muraglia della Città molto prima dcil'aropliatione fatta dagl'Angioini,e circa 50. anni fono colì'occaTione di riedificare» alcune cafe fe ne fcoverfe una partc,chccra tutta di quadroni dipieira molto belli, e mafiìcci.,}n qucM m j fto

fio luogo ne' tempi d'Alfonfo era,, il quartiere dcllì foldati Spagnuoli. Nella piazza già detta dell'antico Montorio vcdefi il Monade« rio di S. Macellino di Monache^ Benedettine, che prima vivevano fortola Regola di S. Bafilio. QucfìoMonaftcrio dicono alcuni de'no Ari Scrittori,che fódato fufle negl' anni 795.daAntimoCófule,e Duce di Nap. che la gouernaua per l'imperio greco,ò come altri dicono da Theodonàna moglie di d.Antimot e l'edificò nei medefimo palazzo, nel quale il marito haucua tenuti ragione,ancorche fi trovino alcuni jftromenti à beneficio di detto Monafterio prima del detto anno 795. e potrebbe eflere , che dallii dettaTheodonanna fuflc (latoreirauraro,ò riedificato.

Nell'anno poi 11 j-^dalPImpcrador Federico Enobarbo detto Barbarofla fu in qualche parte reftaurato, e per la diuotione,che haTeva alla Chiefa li donò illuo mato

gitr*4t*Ter*,*. to Regale,del quale ne fu fatto un paleouo.una pianeta , e due tonacelle di ticchiflìmo broccato Hc-: cio,e fin hora fe ne conferua il palecito , che s'efpone nelle fcfte de»gl'Apoftoli. La pjaneta,e tonacelle cllcndo alquanto inuecchiatCL* jnauucrtentemente dall'Abbadefla di quel tempo furono fatte bruggiarc per ricavarne l'argento, e fi tolfe con queito una memoria così celebre, & antica , che era per così dire molto honorata per detto Mcnafterio.

Eflendo poi quefta Chitfa noru molto grande all'hora, e cosi malmenata dal tempo, chequafi mi-' nacciava ruina firifolfero le Monache di rifarla di nuovo nelluogo douc al ptefent: fi vede, perche prima (bua alladeftra dell'lntrata del parlatorio , cene fio hora fé ne veggono le vefligia , e così col difcgno di Pietro d'Apuzzo nel mefe di Loglio dell'anno jóió.vitò poftafollennemente la prima pietra Mm 6 dal

dal Cardinal Francefco Buoncompagno Arcive(covo di Napol?,e fa terminata circa l'anno 163 3.e nel. l'anno 1645. à 9.di Ottobre eflendo Arciuefcouo di Napoli Alcailio Filomarino fu follcnnemente confegrata da Tomas'Anconio del Pezzo Arciuefcouo di Sorrento.

A quefto Monaftcrio ve ne fu unito un'altro dedicato à S. Fello, quale era (lato edificato circa gì' anni del Signore 750. da Stefano Cófulc.c Duce di Napoli,chedoppo la morte della moglie come fi dille fu eletto Vefcovo di quefta^ Città,eqncfta unione accadde nell'anno ij^j. efTcndo Arciveicouo di Napoli Alfcnfo Carrafa nipote del Pontefice Paolo Quarto,perche (la va qua fi diruto, e non in molti», ofll-rvanza.c colla Chiefa,-r Monaflerìo vi furono anco incorporato tutte le rendite, e ragioni, che* haueua. Quale unità fu fatta coru autorità,e confenfo del santo Fon« tifice PioQuiatc,c qucfia ChieHu

« IndietroContinua »