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di così perfida razza riufciua iiu qualche parte dannofa a' Napoletani bifognofi , sì per non haver pronto chi poteflc impreflar loro qualche cofa col pegno,sì anco per non potere prontamente rifcuoterei pegni,che i giudei havevanoin mano. Aurelio Paparo i e Nardo di Palma amici della patria,e piilfmiì Napoletani, non i'olo de' proprii denari rìfcoflero la rubbatchc in pcgno tenevano i giudei,mà con una carica grande aprirono nella ftrada delia ScJicc preilo il quartiero dell'ideili Giudei,^che fin'hora la_j Giudea chiamata ne viene) un luogo per confermare sì la robba rifecila,sì anco per fovvenire in quanto fi poteva i poverelli i improntando loro qualche fumma col pegno,mà fcnzainteretri.Qatll'cpsra così pia iniligò molti nottri commodi Cittadini à parteciparne col fouuenir» la,& à tale e flotto formarono una.» Contraternita .In breve (i vide erefwiuta a fcgno, che la cala della Se

Gfara4t* Tir***, x J i lice non era baftante, però palfarono l'opera nel cortile della Santa*. Cafa dell'Annunciata , e proprio nelle danze dove hora è il Banco, e vi ftitde fin nell'anno 1592.6 qui le lidicdc il titolo di Monte della Pietà,

Conofcendo poi i Governatori dì quefto Munte il luogo già detto eflcrcneceliatio alla detta Cafa t mentre che i Signori Gouernatori di quella volevano faticare un'habitatione à parte per quelle donne efpofttiche per la vidima, ò per altro cafo fon collette à tornare nel Confcrvatorio. Loreftiiuirono, & havendo cumulo baftantc di denaro per le molte elemofine ricevute con licenza de' Superiori prcfcro a pigione il palazzo d 1 Signcr Duca d'Andria, che come iidifle ftà nella piazza di s. Severino t & iuì eìucitauano l'opera,

Nell'anno po(cia 1597. hauendo comprato qucfio lucgo, che era iì palazzo de' Cinti di

uo,còldifegno, e modello di Gio: Battifta Cavagnì famofo architetto in quei tempi fi diede principio a quefta gran fabrica , che nè piu bella,nè piu magnifica fi può defi. dcrare,nè piu perfetta.Ellendo terminata, cdouendofi fare la Cappella nel cortile,che vi fi vede,vi fri pofta la prima pietra follcnnemcntc benedetta dal Cardinale AlfonfoGefunldo Arcivcfcouo di Napoli, coU'intervento del Conte d'Olivarcs,inquel tempo Vice-Re, e di tutti i Regii Miniftri.

L'architetto devefi lodare di sòmogiuditio, perche oltre la diuifionecosì ben'intefade'luoghi, & oflìcine, oltre al non effcrvi un paimo di terra ofcura , & infruttuofa difignò la cafa, non folo per l'opera , che era in quel tempo, mà per l'accrefcimento , che poteua hauere,come in fatti e fucceduto, eflendo hoggi queft'orer* ia piu grande che (i vena,non folo in Napoli,ma pcriuua l'Italia.

Gìorntt* Ter**. * } 5 Si può vedere per prima in quefto gran palazzo la Cappella.che in genere Tuo nè piu ricca , oc piu polita fi puòdefiderare. La porta ella è rutta di marmo,ne' lati di quefta io due nccchic vifi vedono due_j belliflime ftatue , una che rapprefcnta laficurtà, che quietamente-, dormeappoggiata su d'una colonna. L'altra la carità , cheaccoglio alcuni cannati Ilambini: opera dell? piu belle ch'habbia htto l'ictro Bcrnini.

La ftatua che fi vede su l'architrave della Vergine addolorata , che tiene in Peno il fuo morto Giesu con due Angeli, che flanno à i lati , è opera di Michelangelo Naccarini . Dentro tutte le dipinture à frefco, che fi vedono fconv partiti da flucchi dorati, e che eoa belli pontieri efprimono la vita del noftro Redentore fon'opcre tutto dimanodiBelifario.

La tavola dell'Altare , doue flà con bel' flìma maniera clpr fla la pietà della Vergine nel vedere il tuo Figliuolo morcoicon altre Marie, e S.Gio: fu dipinta da Fabritio Santafede.

La tàuola grande,che ftà odiato deirEvangelio,che in fe contieneh Refurrett ione del Salvatore,e dove in un faldato, che dorme, vedeli cfprdìu il ritratto dell'Autore,è opera dfU'iftefloFdbrìtio.

Suro di :iKÌU tavola vi è la memoria in marmo del Cardinale Otraoio Acquauiua Arciuefcouo di Nopcìi i che lafciò quefto luogo hercde della fua fu peliti tile ' chi., afcendcv.1 al valsente di zo. mila feudi viene fofK-nuta da due facchiai li marino,'.hv nè piu belli,nè piu ipiritou veder iì ponno,elbno opera del Cavalicro Colìmo Fanfaga.

Al dirimpetto della Muoia della Refurrettione ve ne e un'altra fimile , nella quale Ila efprdia la Vergine Atlunta con gl'Apoltoli di fot- • to molto alviuo:opcra di Ippolito

Bor

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