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idi 2. in tempo che governava la Chiela Napoletana il Cardinale Oztavio Acquaviva fu trovato di nuouoi e piu decentemente collo» cato fottodell'iftefTo Altare, doue al prefentcvencratone viene.

Attaccata à quefta Chiefa , doue li oggi è la Cappella di S. Biagio, anticamente detta dal volgo Napoletano s. Jsflb , che difde anco il nome al vico,che va gaì,e qui (lana il fcggio de' Nobili detto di s.Gen. naretlo a DiaconÌ3,hoggi incorporato nelfeggio di Nilo.

In quefta'Chicfa vi è parte del braccio dclSanto titolare, collocato in una fjmofa mezza ihtua d' argentera quale perche ildettoSàicé Ihto adottato iuPadrone della Città, vedcfi trjfportJta nel nofiro Sagro Tcforc.

.La ftrada che và su,che hoggi fi chiama (Irada di s. Lorenzo , òdi s.Grcgorio,che dal volgo corrottamente fidices. Liguoro. Anticamente veniua detta ttrada Augu« ftale,perche tcrmioaua alla Bufili^ d'Augufto , come nell'antecedente giornata fidi/Te, ecome»altri vogliono al Tempio Tindarico, cht* hoggi dicefi di S. Paolo , dedicato ad Augufto.

Ma non dicono benejperche mai il Tempio di Caftorc, e Pollucefu dedicato ad Augufto.

Fu anco detta di S. Gennarello all'Olmo, e di S. Gianuarioà Diaconia;perche principiava da quefta Chiefa. Fu anco nominata Noftriano, doppo che vi fu trasferito il Corpo di quefto San co.

In quefta medefima ftrada veggonfiil famofo Monafterio, ed antichiflìmo con la nobile , ebella^ Chiefa dedicata à S. Grcgorio Vefcovo d'Armenia dal noftro volgo detto S.Liguoro.

Si hà perantica traditione,chcl* lafua fundationel'hcbbe ne' tempi di Coftantino il Grande dai. Eiena madre di eflb Imperadore, quale l'inftituì in forma d'un Collegio di giornata 111. Oo don

donne vergini .Altri fcguendo note degl'Ecelefiaftici annali del CardinalBaronio nel tomo j-el'à«otauoni al Martirologio dell'i i, cUGiugno vogliono,chela ffldatio ne di queftofagro Monaftfriofufie pervenuta da molte Monache Greche , & Armene,che al numero di fcicento vedendoti nelle loro Fatrie peifeguitate da' Barbari, per confervarc la loro caflità, e pudititìa,fi ritirornoin Italia, e di queft alcune miracolofamente ne rima fero in Roma' cfìendo che giunte^» nel luogo di quella Città dove a preferite fi dice S. Maria in Campo Marzo, i Cameli non vollero pafla re oltre, onde vennero forzate a collocare in quella Chiefa due ta vo!e,nellequali per mano dell'Evi gelifta S.Luca (lavano dipinte l'I magini di noiìra Signora , ed ance il facro Corpo di S.Gregorio Nan zianzeno.

Altre poi approdorno in Napo li colle fante Reliquie del Martire

'Giinàt* 7Vr£«. e Vefcoto d'Armenia S. Grcgorio, e collccatenc.c flagelli t colli quali martirizacone venne. Queftc buone Relrgiole con amore, e carità grande ricevute furono da noflri Napoletani nella noftra Ciccà do» ve edificorno quelìo Monsfterio-. Queftodifparcre poi parche fi pofla conciliare col fupponcre, chc.» queftc Monache foraftiere fuITtro fiate unir.", ò per meglio,ricevutc.» dal Collegio furìetto , che in quei tempi era di donnei che vivevano alla Grecj,come fino nel 1541. vi fi conferve l'ufo del veftire, e fi ricava da una Cronica ferma nobilmente da D.Fulvia Caracciola monaca in quel tempo in detto Monafirrio ( e mi Ha lecito di darne una erudita-i notitia del come anticamente erano le firutture, e forme della mag« gior parte de'Monaflcrii delle Monache Napoletane, e particohrn.éte dell'Ordine di s.Benedetto,ufnte prima del Concilio di Trento , e i mantenute fino al Febra;'o dell'an

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«01571. come hò ricarato dalUu flefla Cronica puramente fcrittsu dalla non menfaviaf che pia D. Fulvia già detta.

Eta quefto un ridotto di piu cafc circódate da un muro mcdiocrc«nentealto, chedicerafiClaufura. Ogni cafa che vi (lava havea piu camere, ridotti cocina, e cantina, con altre comodità . Ogni Monaca pottedeualafua che nel monacar^ òlacompraua dallo (teflo Monaiìcrio,al quale era pervenuta per la motte di qualche altra Monaca > ò pureàfpefc proprie fabricar lafaceadinuovo. Ógni Monaca poi haveva piu,fervefecolari,qualidop po d'alcuni anni di fcrvitio cotti molta amorevolezza veniuano dotate, edhonoratamentecollocate, Nel meno di dette cafc vi ftaua la Chiefa dove recitauano i diuini officii,che in quei tempi erano molto lunghi,ed in quefta Chiefa v'entra» uano ancora ad officiare Preti,Monaci, e fecolari in oecafionc d'alcune

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