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Giorn*l*Ttrt,*. 27$ cramentii,C la fcrvivano. Hoggi però ideiti Preti altro in quefta non fàno,chc lepdlirc coloro, chernuojono neU'ottina , & ad aflìftcre alla ibllennc procellìone del Corpus Dej»/«ì,aetclbche nel mefc di Giugno dell'anno idi8.il Canonico Abbate, Edomadarii, e Confrati coll'affeniodella Tanta memoria di Papa Paoli, Quinto, e del Caldina! DetioCarraranoftro Arcivefcovo, cócederoo à gl'efatnlfiini Preti della Congregatone de' Pii Operarli utiliilirua in Napoli, poco prima fondata da Carlo Carrata nobile-» della piazza diNilo,adcffandon la Congregatione i peti, che havcva«oda fodisfare gl'£domadarii in^ Aletta Chicfa.

Nell'anno lózz.ottenncro i Padri da Roma coll'aflcnfo dell'Arci» vefcovol'amminiflritione di tutti i Sagramenti, che haveva il Paroco, lifcrbandofi l'Abbate alcune prerogative, in legno dei diretto domifiio» comedill'ìnftfomento delli^ fp 6 con

Conceifione fi vede.

Era quella Chicia ampia,di ftri>ttura alla gotica à trè navi una maggiore, e due minori , che havevano le volte appoggiate fovra colonne di marmo, però di genere diverta' perche ve n'erano di granito, e dì marmo bianco, d'africano,& alcune d'alabaflro cotognino amice,mol» to bello,e pretiolb.

V'era la fua Croce, e nella Croce vnagran nocchia dove fiauacretto 2'Altare maggiore dalia parte di quella porta , come fino al prcfentc fi vede.

Minacciava ruina quefta Chiefa per l'antichità circa l'anno 1640. i Padri principiarono à riedificarla di nuovo cui ino^ello5cdifcgno del Cavaliec Cciimo Fanf.iga , e vi fu pofta la prima pietra dal Cardinale Iranccfco Buoncompagno noftro Arcivfcfcovo , e proprio nel primo pilaftro dell'Altare maggiore dalla parte dell'Evangelio,al prefonte ne ftà fatto fola il terzo dove fi celebra, Giortutt* 7erz.tt. 2 77

e fi farebbe finita fe non fopravenfvaia pefte , dalla quale fu quafidiffatta quella così caritativa Congregatione, togliendone tutti i fogetti di ftima (ingularej e con quella riedificatione ne fono (late tolte moltebellc, & antiche memorie) e fra l'altre quella di Roberto Principe di Tarante, & Imperador di Coft.antinopoli,titolo ottenuto per la madre,che fu Catarina Paliologo figliuola di Dalduino.

In quefta Chicfj vi era una tavola nella Cappella della famiglia^ Cotogno,nobile del Scggiodi Mòragna) nella quale flava cfprefTo fpiritofamentcà cavallo, e veftito d'armi S. Giorgio , che uccideva il Prajro , e di folto un ritratto d'uno della detta cafa Cotogno in atto d'orarc,eper quefta tavola s'introdufle un'adagio in Napoli,& è che quand'uno vuoi far del bizzarro , e del bravo fi dice: coflui và facendo ÌJ Giorgio Cotogno.

Me fono ilate anco tolte molto

bel

belle infcriuioni nella Cappella», della famiglia del Monte di già ditoccata compofto dal noftro cruditiflìmo Canonico Pietro Gravina.

In quefta Chiefa Tocco l'Aitar maggiore ripofa il corpo di s.Scve» ro qua crafporcaco dall'antiche catacombeextramenianeli'annoSjo e fu pai collocato nell'anno 1310. foeto l'antico Altarcmaggiore,the fiavj dirimpetto àquedo, ócultimarciente in quefto luogo.

La cefla di quello gran S.mto chiufainuna bcUlÙima mezza Itatua d'argento fi conferva fra gl'altri Sancì Protettori nella Cappella del fagroTefoio.

Vilbno altre Reliquie' comedi s.Lucia,e<iis.Giorgio,e perla porta che ità dalla parte dell'Evangelio in detta Chiefa s'entra in un fa» mofo Oratorio , nelquaie in ogni fefla vi (I congrca à gFeA rtitii chrifìianiun gran numero di Dottori, & altri geniil'huomìni, e chiamata ne vienejlaCongregatioacde'Doto -tori. la

In quefto luogo vi fi vedono molte intigni Reliquie collocate in meize ftatuc ben'intagliate di legname doratole fra quefte una parte deldito,& una parte dell'ammalo, col quale tu fepellito il santo Principe Cafimiro figliuolo delRè di Polonia.Qucfta Reliquia fu procurata da Vilr.a dal divotid'.mo Padre D.DomenicoCenatempodt' Pii Operarii mio zio,il quale rundò quitta Congrcgationeper ligiova* ri Rudenti, con frutto grande de' Napoletani,elidiede per Protetto. re queflogran Santo, che per mantenere ilcandoredella fua puritàfi contentò di morire nel fiore della Tua gioventu.

Nella ftfta che vi fi celebra di cuefto Santo vi concorre la maggior parte della Città.efftndochcà cantare le fue lodi vi fi portano sé2a ftipendio i più infigni, e ftimati cantori Napoletani,* i primi,e più fpiritofi ingegni della Città fatigano nellecoropoGùonì.

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