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l'jccoppiamento di quefte duellagucin quefta ifcrittionc i dimoftra cheNapoli giamai fia (lata nè Municipio , nè Colonia de' Romani, mà che fc bene bavefle dalla Romana Rcpublica ricevuta l'honoranza del titolo di Colonia( òdi Municipio Tempre falue reftorno ls Tue lcggi, e modo di governo.

Vedcìi preflo di quefto una fam o fa fontana degna d'cifcr veduta, e per la Aia grandezza,e perl'abbódanza dell'acqua i colla quale agitate ne vengono pofcia due molina per fervido della Cafa Santa tjcil'Annuntiata.Quefta fu fatta in tempo del Vice-Rè D.Pietro di Toledere fi videcompita à 4. diNov.cmbrc del 1541.6 fu opera del noAro Gic:di Noia, nel fonte di quella entrano l'acque per piu cannoni, mà quel che è maravigliofoè, quello fcoglio, che in mezzo fi vede, dal quale efce in tanta abbonnanza,econ tanto artificio l'acqua eh: forma come un padiglione,iru

mo

modo che da Napoletani qucfto fonte fi chiama la Scapigliata, e vi (làanco adattato un ampio fonto di marmo per dar commodità al publico di lauare i panni lini.

Caminando per il vico già detto dell'Annunciata, s'arriua alla Chiefa, che ftà à delira. Afiniftra peru vedefi una bella, e nuoua facciata di ftucco fatta col difegno di Nicola Falcone,equefta èia ChicfadelMonafterio dedicato àSanta Maria Maddalena.

Fu quefto nell'anno 1324. fundato,e dotato dalla pia,cfantaRegina Sjncia d'Aragona moglie del Uè Roberto per quelle donne che tocche dallo Spirito Diuino fi difponeuano (lafciàdo'lelaidezze del rr.ondo) à volere feguire il Redentore GiesuChrifto.

In quefto luogo doue hora ftà quefta Ghiefa ftaua prima la Chicla , edhoi'pedale della Santiflima Annuntiata, epreflb di quefta la Clmfa, eMonafterio della Mad

da

dalenajmà perche quefti pcc la gei concorrenza ampliar fi doueuano, la buona Regina fi fece cedere la Chief.i, & hofpcdate dell'Annuii, tiara dalli Goucrnatori, de in luogo di quefto li concedè il luogo doue bora fi vede . Hoggi quefto Monafterio e dellt primi della noftra Città, ne piu in cflc fi riceuono donne del mondo,mà nobili.e delle prime cittadine della noftra Città. Quefto era prima gouernatoda i Frati Minori Conuentuali.

Nell'anno pofcia ^óg.dalSanto Pontefice Pio Quinto furono rimoflì, & in loro luogo vennero^ gou;rnarlo^ i Frati Oileruanti Ritonnati.

Mora veder fi può le famofiffime Chiefa,ecafa della Santiffima Annuntiataj nelle quali piu che iru ogn'altro luogo dalla noftra Città fpicca l'ccccttìva pietà de, Napoletani.

Hcbbequefto gran luogo principii molto dcboli,& in quefto modo;

do: Nel tempo di Carlo Secondo Ré di Napoli nella guerra ch'hebbeinTofcana in una battaglia rimafero prigionieri Nicolò , e Giacomo Sconditi fratelli nobili della piazza di Capuana. Era per fett'anni durara la loro prigionia nel Caftel di Momecauno; ne modo irouauano di libertà. Invocarono la Vergine Santiffìma (applicandola d'impetrarla da Diojfacendo voto, fe liberi nella Patria ritornauanodi edificare ad honorfuo unaChiefa. Miracolofamente nel vegnente^ giorno ottenero la fofpirata grada appatédoli l'ifteflaVerg.cól'Angelo GabrieleàcóTolarli. Gititi liberi, e lieti in Napoli nell'anno 1304.10 un luogo donatoli da Giacomo Galeota nobile delPiftcffa piazza, quale luogo chiamato yeniua il nule paflb, «{Tendo che fptflb, vi fi coniinettevnno maleficii. V'ccfificorno una picciola Chiefa in honore della Santiflima Vergine dall'Angelo Gabriele Annuntiata i

con

conformità dell'apparinone havuta nella loro prigionia, e quefta Chiefetta fu edificata nel luogo già detto doue hora è la Chiefa della Maddalena . Vi fundorono ancora una Confraternità.detta de' Battenti ripentiti, nella quale vi fi afcriffero oltre quelli del fanguc. Regale, i primi Signori, e Baroni del Regno in quel tempo, in modo che crebbe à tal fegno, che in brieue vi edificarono un commodiflimohofpedale per lipoueri infermi.nell'annopofcia 1314. hauendo riceuuto in ifcambio ( come fi diffe ) dalla Regina Sancia, e con . licenza dell'Arciuefcouo , edelfuo Capitolo quefto fuolo di maggior grandezza, e con quefto tutto quel denaro,che bifognaua à fabricaro la nuoua Chiefa, & hofpedale diedero feruorofamente principio alla

fabrica.

Havendo poi la flefla Regina ottenuto dal Rè Roberto fuo matiro cinque mila oncic ci'oro in.»

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