Opere del conte Giulio Perticari ...

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Pagina 257 - Non so, rispos' io lui, quant' io mi viva ; Ma già non fia il tornar mio tanto tosto, Ch' io non sia col voler prima alla riva. Perocchè il loco, u' fui a viver posto, Di giorno in giorno più di ben si spolpa, Ed a trista ruina par disposto. Or va, diss' ei, chè quei che più n' ha colpa Vegg' io a coda d' una bestia tratto In ver la valle, ove mai non si scolpa.
Pagina 259 - De' magnanimi madre, Più che in tua suora, in te dolor sormonta : Qual è de' figli tuoi, che in onor t'ama, Sentendo l' opre ladre Che in te si fanno , con dolore ha onta. Ahi ! quanto in te la iniqua gente è pronta A sempre congregarsi alla tua morte, Con luci bieche e torte , Falso per vero al popol tuo mostrando. Alza il cor de...
Pagina 214 - Che 1' una parte e 1' altra avranno fame Di te; ma lungi fia dal becco l'erba. Facciatt le bestie fiesolane strame Di lor medesme, e non tocchin la pianta, S' alcuna surge ancor nel lor letame, In cui riviva la sementa santa Di quei Roman, che vi rimaser, quando Fu fatto il nido di malizia tanta. Se fosse pieno tutto il mio dimando, Risposi lui , voi non sareste ancora Dell'umana natura posto in bando: Chè in la mente m...
Pagina 260 - Voller che le virtù fussin colonne : Madre di loda e di salute ostello, Con pura unita fede Eri beata, e colle sette donne. Ora ti veggio ignuda di tai gonne : Vestita di dolor, piena di vizii ; Fuori i leai Fabrizii ; Superba, vile, nimica di pace. O disnorata te! specchio di parte, Poichè se...
Pagina 214 - Ma quello ingrato popolo maligno che discese di Fiesole ab antico e tiene ancor del monte e del macigno...
Pagina 237 - Ahi serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello! Quell...
Pagina 261 - l nome eccelso tuo, che mal si nota, Potra' poi dir, Fiorenza. Dacchè l' affezion t' avrà ornata. Felice l' alma che in te fia creata ! Ogni potenza e loda in te fia degna : Sarai del mondo insegna. Ma se non muti alla tua nave guida. Maggior tempesta con fortunal morte Attendi per tua sorte, Che le passate tue piene di strida. Eleggi omai, se la fraterna pace Fa più per te, o 'l star lupa rapace. Tu te n' andrai, canzone, ardita e fera, Poichè ti guida Amore, Dentro la terra mia, cui doglio...
Pagina 226 - Nel quale artificio è riposto il vero modo di conciliare i popoli, quando sieno divisi, e di fondare la pace nel cuore della guerra. Anzi in questo è il secreto della sapienza civile. Laonde con questo lume faremo alcune considerazioni sul!
Pagina 253 - 1 poema sacro al quale ha posto mano e ciclo e terra, sì che m'ha fatto per più anni macro, vinca la crudeltà che fuor mi serra del bello ovile ov'io dormi...
Pagina 88 - Dante, le quali sono le più proprie e più espressive, rimasero abbandonate dall'uso, con danno della nostra lingua e con oscurità di quel poema: nel quale era lecito a Dante, sì per la grandezza del suo ingegno, sì per...

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