Die florentinische Geschichte der Malespini und deren Benutzung durch Dante

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Wagner, 1869 - 89 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 75 - La gente che per li sepolcri giace Potrebbesi veder? già son levati Tutti i coperchi, e nessun guardia face.
Pagina 77 - Tanto eh' io ne perdei lo sonno ei polsi. La meretrice, che mai dall' ospizio Di Cesare non torse gli occhi putti, Morte comune, e delle corti vizio, Infiammò contra me gli animi tutti, E gì' infiammati infiammar sì Augusto, Che i lieti onor tornaro in tristi lutti.
Pagina 72 - Nerli, e quel del Vecchio Esser contenti alla pelle scoverta, E le sue donne al fuso, ed al pennecchio. O fortunate ! e ciascuna era certa Della sua sepoltura, ed ancor nulla Era per Francia nel letto deserta. L' una vegghiava a studio della culla, E consolando usava l' idioma, Che pria li padri e le madri trastulla : L' altra traendo alla rocca la chioma, Favoleggiava con la sua famiglia De' Troiani, e di Fiesole, e di Roma.
Pagina 72 - Ond'ella toglie ancora e terza e nona, Si stava in pace, sobria e pudica: Non avea catenella, non corona, Non donne contigiate, non cintura Che fosse a veder più che la persona : Non faceva, nascendo, ancor paura La figlia al padre, chè il tempo e la dote Non fuggian quinci e quindi la misura: Non avea case di famiglia vote; Non v...
Pagina 54 - Fiorentini, e dell'altre notabili cose dell'universo in brieve, infine che fia piacere di Dio, alla cui speranza per la sua grazia feci la detta impresa, più che per la mia povera scienza: e così negli anni 1300, tornato...
Pagina 53 - ... a tanta opera fare. Ma considerando che la nostra città di Firenze, figliuola e fattura di Roma, era nel suo montare ea seguire grandi cose, siccome Roma nel suo calare, mi parve convenevole di recare in questo volume e nuova cronica tutti i fatti e cominciamenti della città di Firenze, in quanto m'è stato possibile a ricogliere e ritrovare, e seguire per innanzi stesamente i fatti de...
Pagina 71 - L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co' del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora. Or le bagna la pioggia e move il vento Di fuor dal Regno, quasi lungo il Verde, Ove le trasmutò a lume spento.
Pagina 77 - L' animo mio per disdegnoso gusto, Credendo col morir fuggir disdegno, Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d
Pagina 78 - Carlo piuttosto si deve intendere di questi fatti certi, che del supposto disegno della congiura, che per certo non ebbe effetto dalla parte di Nicolo, morto nel 1280. E le parole, mal tolta moneta, meglio si riferiscono alla non dubbia appropriazione delle decime ecclesiastiche, e del ritratto degli Stati della Chiesa, che alla baratteria di cui vogliono accagionare l'alto animo dell'Orsini.
Pagina 71 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora.

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