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PREFAZIONE
“Indossava un impermeabile chiaro. L'andatura dignitosa, un po' tesa forse per la timidezza, la rendeva più alta. I capelli erano scuri. Non si poteva definire bellissima, tuttavia c’era
qualcosa in lei che affascinava, forse una celata virilità”.
Un incontro fortuito. Lo sguardo posato su una perfetta sconosciuta. I sensi che si acuiscono e rimescolano impulsi ed emozioni che, improvvisamente, abbandonano il dialogo interiore e si proiettano verso quella persona che si era “sempre sperato d’incontrare”, anche se sul momento Carmen non sa nulla dell’affascinante sconosciuta. Non la conosce ancora, eppure si ritrova a pensare costantemente a lei, a Gilda. La sogna, la immagina accanto a sé. Inconsciamente percepisce che il loro incontro possiede un che di ineluttabile, di predestinato.
Carmen è una donna forte, volitiva, abituata a dirigere un’azienda. Gilda è altrettanto forte. Ricopre un ruolo di comando in un ambito che è generalmente appannaggio maschile. È abituata a lottare e ad affrontare il mondo a viso aperto, esattamente come Carmen. Ma diversamente da lei, Gilda esprime un’angoscia interiore, una lotta intestina tra sé e sé che tiene celata con una sorta di pudore misto a testardaggine. E la presa di coscienza dell’esistenza di questo segreto inconfessabile destabilizza l’equilibrio di Carmen che, provata dal sentimento che cresce dentro di sé, fraintende gesti e parole non dette soffrendo perché non capisce l’atteggiamento della donna amata, presente e sfuggente al tempo stesso.
Racconto affascinante che si snoda tra il detto e il taciuto, tra un sottile senso di inappagamento e gli slanci del cuore sulle note appassionate dell’opera lirica, lungo i ricordi d’infanzia nelle campagne emiliane e gli echi di un’isola lontana. Sarà proprio il viaggio nella terra d’origine di Gilda a svelare a Carmen lo scherzo che il destino ha giocato alle loro spalle e gli sforzi messi in pratica da Gilda per proteggere Carmen da una dolente verità. Con leggerezza e morbidezza le pagine scorrono fluide e l’autrice ci accompagna elegantemente attraverso il sottile gioco dell’intrecciarsi di due anime nell’infinito canto di Amore che “non ha bisogno d'altro oltre se stesso”.
Lara Elia
 

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