Storia della grammatica italiana

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U. Hoepli, 1908 - 561 pagine
 

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Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 341 - Come le pecorelle escon del chiuso 80 a una, a due, a tre, e l'altre stanno timidette atterrando l'occhio e '1 muso; e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, addossandosi a lei, s'ella s'arresta, semplici e quete, e lo 'mperché non sanno...
Pagina 482 - Pavia si mostra così nuovo nelle sue opinioni letterarie, come nelle sue poesie. Nella sua Prolusione tenta una storia della parola sulle orme di Vico, censurata da parecchi in questo o quel particolare, ma da' più ammirata, come nuova e profonda speculazione.
Pagina 415 - Io m'era prefisso di toglier la lingua al despotismo dell'autorità e ai capricci della moda e dell'uso, per metterla sotto il governo legittimo della ragione...
Pagina 138 - Ma quella lingua si chiama d'una patria, la quale convertisce i vocaboli ch'ella ha accattati da altri nell'uso suo, ed è sì potente che i vocaboli accattati non la disordinano ma ella disordina loro; perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a sé in modo che par suo.
Pagina 26 - Magistratu quidem sublimatum videtur, cum de tot rudibus Latinorum vocabulis, de tot perplexis constructionibus, de tot defectivis prolationibus, de tot rusticanis accentibus tam egregium, tam extricatum, tam perfectum et tam urbanum videamus electum, ut Cynus pistoriensis et amicus eius ostendunt in cantionibus suis.
Pagina 490 - Io non so veramente se sia cosa più nuova associare all'idea de' penati quella de' colombi, o all'idea de' colombi quella de' frati. Giova osservare che la straordinarietà del linguaggio, la quale da talvolta allo stile cert'aria di dignità, è pregio tutto posticcio che non compensa il difetto di pregi più intrinseci. Molti si credono di essere...
Pagina 432 - . Tanto buon senso non dico che precorre il tempo del Cuoco ; perchè troppi ancora non ne sono capaci. Certo, meglio del Cuoco oggi non si potrebbe dire su questo punto. «Noi diremo anche di più», continua il Cuoco: « rende più facile lo studio delle lingue morte il saper bene la propria e vivente. Tutte le lingue hanno un meccanismo comune, il quale dipende dalla natura comune delle menti umane » . Da questo principio vichiano il Cuoco desume...
Pagina 416 - ... i mezzi di renderla più ricca, più disinvolta, più vegeta, più atta a reggere in ogni maniera di soggetto e di stile al paragone delle più celebri, come lo può senza dubbio, quando saggiamente libera sappia prevalersi della sua naturale pieghevolezza e fecondità».
Pagina 44 - ... nomi e verbi toscani, finalmente gli articoli, i pronomi, i participii. gli avverbii e le altre parti dell'orazione distintamente mi dichiarò; tanto che accolte in uno le cose imparate, io ne composi una mia grammatica, con la quale scrivendo io mi reggeva.
Pagina 13 - Que" che affermano la lingua latina non essere stata comune a tutti e' populi latini, ma solo propria di certi dotti scolastici, come...

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