Rosolino Pilo e la rivoluzione siciliana

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Barbini, 1863 - 155 pagine
 

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Pagina 119 - ALLE SQUADRE CITTADINE A voi, robusti e coraggiosi figli del campo, io dico una parola di gratitudine in nome della patria italiana; a voi che tanto contribuiste alla liberazione di questa terra, a voi che conservaste il fuoco sacro della libertà sulle vette dei vostri monti, affrontando in pochi e male armati le numerose ed agguerrite falangi dei dominatori. Voi potete tornare oggi alle vostre capanne colla fronte alta, colla coscienza d'aver adempito ad una opera grande!
Pagina 27 - Siciliani! Il tempo delle preghiere inutilmente passò. Inutili le proteste, le suppliche, le pacifiche dimostrazioni. Ferdinando tutto ha sprezzato. E noi popolo nato libero, ridotto fra catene e nella miseria, tarderemo ancora a riconquistare i legittimi diritti? All'armi figli della Sicilia. La forza di tutti è onnipossente : l'unirsi dei popoli è la caduta dei re.
Pagina 73 - I nemici foggono impauriti verso Palermo. Le popolazioni sono animatissime, e si riuniscono a me in folla. Domani marcerò verso Alcamo. Dite ai Siciliani che è ora di finirla, e che la finiremo presto; qualunque arma è buona per un valoroso: fucile, falce, mannaja, un chiodo alla punta di un bastone.
Pagina 27 - Siciliani armati che si presenteranno al sostegno della causa comune, a stabilire riforme e istituzioni analoghe al progresso del secolo, volute dall'Europa, dall'Italia, da Pio. « Unione, ordine, subordinazione ai capi — Rispetto a tutte le proprietà, e che il furto si dichiari tradimento alla causa della patria, e come tale punito — Chi sarà mancante di mezzi, ne sarà provveduto — Con giusti principii il Cielo seconderà la giustissima impresa — Siciliani all
Pagina 57 - Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi, accorsi all'eroico grido della Sicilia. Resto delle battaglie lombarde, noi siamo con voi! E noi non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra.
Pagina 51 - ... li rivede ancora in prima fila ilari, volonterosi e pronti a versare il loro sangue per essa. Il grido di guerra dei Cacciatori delle Alpi è lo stesso che rimbombò sulle sponde del Ticino or sono dodici mesi — ITALIA E VITTORIO EMANUELE — e questo grido ovunque pronunziato da noi incuterà spavento ai nemici dell
Pagina 71 - ... serrata tutta intorno al vessillo glorioso di redenzione. Domani il continente italiano sarà parato a festa per la vittoria dei suoi liberi figli e dei nostri prodi Siciliani; le vostre madri, le vostre amanti, superbe di voi, usciranno nelle vie colla fronte alta e ridente.
Pagina 123 - ... nel furore della pugna le immani mercenarie soldatesche, ed animando i coraggiosi figli di tutte le terre italiane — stretti al patto di liberazione o di morte! Fidente a voi mi presento, vezzose palermitane !... e per confessarvi un atto mio di debolezza, io vecchio soldato dei due mondi piansi commosso nell'anima !... e piansi... non alla vista delle miserie e del soqquadro a cui fu condannata questa nobile città !... non al cospetto delle macerie del bombardamento e dei mutilati cadaveri;...
Pagina 51 - La missione di questo corpo sarà, come fu, basata sull'abnegazione la più completa davanti alla rigenerazione della patria. I prodi Cacciatori servirono e serviranno il loro paese colla devozione e disciplina dei migliori corpi militanti, senza altra speranza, senz' altra pretesa che quella della loro incontaminata coscienza.
Pagina 52 - L'organizzazione è la stessa dell'esercito italiano a cui apparteniamo, ed i gradi più che al privilegio, al merito, sono gli stessi già coperti su altri campi di battaglia. G. Garibaldi».

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