Elogi e discorsi accademici

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P.Fiaccadori, 1840 - 262 pagine
 

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Pagina 125 - L' animo mio per disdegnoso gusto, Credendo col morir fuggir disdegno, Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d
Pagina 126 - Era già l'ora che volge il disio ai naviganti e intenerisce il core lo di c'han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d'amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more, quand'io incominciai a render vano l'udire ea mirare una dell'alme surta che l'ascoltar chiedea con mano.
Pagina 125 - Tanto, ch' io ne perdei lo sonno ei polsi. La meretrice, che mai dall' ospizio Di Cesare non torse gli occhi putti, Morte comune, e delle Corti vizio, Infiammò contra me gli animi tutti , E gì' infiammati infiammar sì Augusto, Che i lieti onor tornaro in tristi lutti. L' animo mio per disdegnoso gusto, Credendo col morir fuggir disdegno, Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d...
Pagina 126 - Era già l'ora che volge il desìo vili, i ai naviganti e intenerisce il core lo dì che han detto a...
Pagina 80 - Quindi i degni guidatori de' veraci studi provvederanno prima la mente de' giovani, e la prepareranno alle traduzioni con molta lettura di quegl'Italiani che abbondano di voci pure, e di modi variamente efficaci; quali sono gli scrittori del secolo decimoquarto. E i giovani avendo prima appresa da que...
Pagina 29 - L'artefice sollevò la mente a concepire una foggia di bellezza conveniente ad un Dio, e la ritrasse sì perfettamente in marmo, che parve averlo animato con un semplice atto di volontà. Ecco il figlio di Latona sdegnato, lo sdegno si affaccia alle narici alcun poco gonfiate, e al labbro inferiore, che lievemente si sporge in fuori; ma questo sdegno non intorbida il sereno, non contrae il sopracciglio, non offende la tranquillità inseparabile da natura divina.
Pagina 68 - ... intelletto l' adito ai frutti della mia voce sperati, dalla vostra diligenza promessi. . Non una, non determinata è la idea, che si comprende nel significato della facoltà nominata Eloquenza. Ella non consiste unicamente nella efficacia delle parole; in un gesto in un atto, in un motto nel silenzio stesso talvolta si fa sentire.
Pagina 72 - Ora gran lode , e molti lettori si compra chi ne' fasti di ferrea età, o nella parte più tetra di fantasia va. cercando ciò che dimostri aver egli avuto il meglio nella gara di chi più sappia straziare l'anima di attonito lettore. Per vero dire ivi si ammirano caratteri espressi a vivi colori, e belle ipotiposi; ma ciò che a classici scrittori porse svariata occasione di pietoso, episodio , a questi discepoli di Eraclito si fa perpetua materia di fiera storia, o favola, onde strani sogni escono...
Pagina 30 - ... opinioni, che, suggellate dal tempo, più non si aspettavano al cimento di novello giudizio, nuovi nomi imporre a statue di numi, di guerrieri, di eroi, rendere onore ad altre, che da fonti omerici e da maestre mani sorgendo, erano tuttavia in voce di infelici e di comunali. Flora Farnese era nominata la bellissima statua di una giovinetta che sporge un fiore nella mano sinistra, e con la destra solleva alcun poco la veste in atto di movere il passo. Visconti additò in quel marmo non già...
Pagina 28 - ... poeti. Chi intende ragionare dei monumenti dell' antichità, debbe avere imparato quanto è pervenuto a noi dagli artefici di Egitto e di Grecia e dai migliori di Grecia e del Lazio, che in prose e in versi lasciarono scritte le storie di sue genti, le mitologie, le leggi, i costumi, i particolari delle osservate usanze pubbliche e private infino alle viete opinioni. E in quanto alla notizia dell...

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