Vita di Torquato Tasso, Scritta da Giambatista Manso

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Tipografia di Alvisopoli, 1825 - 278 pagine
 

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Pagina 135 - Benedetto fra que" raggi e lampi Vidi alla destra tua ; nel sacro velo Scolastica splendea dall' altra parte. Or sacro questo core e queste carte , Mentre più bella io ti contemplo in cielo, Regina, a te che mi risani e scampi.
Pagina 215 - Né cred'io già che alcuno sia che reputi sua quella commedia che sotto suo nome falsamente va attorno, perciò che la diversità degli stili non lascia veruno ingannare, senza che faccia mestiere di recare il testimonio di Torquato stesso, il quale più si doleva di questa bugiarda imputazione che di molti furti che gli erano stati dei suoi componimenti già fatti (cfr.
Pagina 17 - Bernardo si compiacesse de' primi vividi lampi dell' ingegno ben promettente del figlio corpo, e sì conforme al desiderio e al bisogno mio, che d'altra qualità non la saprei desiderare. Amola quanto la luce degli occhi miei, e altrettanto da lei esser amatomi gode sommamente. A M. Vettor de
Pagina 115 - Il ladroncello m'ha robati molti scudi di moneta; né so quanti siano, perché non ne tengo il conto come gli avari; ma forse arrivano a venti: mi mette tutti i libri sottosopra; apre le casse; ruba le chiavi, ch'io non me ne posso guardare.
Pagina 63 - Padre, o buon padre, che dal ciel rimiri, Egro e morto ti piansi, e ben tu il sai; E gemendo scaldai La tomba e il letto: or che ne gli alti giri Tu godi, a te si deve onor, non lutto : A me versato il mio dolor sia tutto.
Pagina 71 - ... frutti, quando io, ch'in abito di sconosciuto peregrino tra Novara e Vercelli cavalcava *, veggendo che già l'aria cominciava ad annerare e che tutto intorno era cinto di nuvoli e quasi pregno di pioggia, cominciai a pungere più forte il cavallo. Ed ecco...
Pagina 103 - Ond' a tanti e sì egregi Titoli di sue glorie, A tante sue vittorie, A tanti suoi trofei, tanti suoi fregi, Questo s'aggiunga ancora: Perdono a chi l'offese ed or l'adora. Canzon, virtute è là dov'i' t'invio: Meco non è fortuna ; Se fè non hai, non hai tu scorta alcuna.
Pagina 225 - ... terrena e lagrimosa valle; reggi i miei torti passi, ond'io non falle, e di tua santa grazia il dolce lampo in me risplenda; e di securo scampo mostra il sentiero, a cui volsi io le spalle.
Pagina 121 - ... quali si veggono essere fra coloro che d'alcuna cosa importante sono a stretto ragionamento; e da quelle di lui agevolmente comprendeva con lo 'ntelletto le altre che gli venivano risposte, quantunque per l'orecchio non l'intendessi.
Pagina 35 - Rinaldo gli ardori ei dolci affanni, allor ch'ad altri studi il dì togliea nel quarto lustro ancor de' miei verdi anni; ad altri studi, onde poi speme avea di ristorar d'avversa sorte i danni; ingrati studi, dal cui pondo oppresso giaccio ignoto ad altrui, grave a me stesso.

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